Basil Bernstein nasce nel 1924 in una famiglia di immigrati ebrei, nella East End di Londra. Nel 1960 iniziò l’University College London dove completò il suo dottorato in linguistica. Successivamente, si trasferì presso l’Institute of Education dove rimase per l’intera carriera e dove divenne preside della facoltà di sociologia; nel giugno del 1983 ricevette un diploma onorario presso l’Open University come dottore dell’Università.

La teoria della deprivazione verbale

Ritratto di Basil Bernstein
Ritratto di Basil Bernstein

Basil Bernstein è considerato uno dei più influenti sociolinguisti del ‘900; una delle sue teorie più famose è quella della cosiddetta “deprivazione verbale” elaborata e resa nota in Italia tra gli ultimi anni ’60 e i primi anni ’70. Secondo il sociolinguista, il sistema di classe influenza la distribuzione sociale della conoscenza, ovvero, solo una parte della popolazione arriva “fino al livello dei metalinguaggi di controllo e innovazione, mentre la gran massa della popolazione è stata socializzata nella conoscenza solo al livello delle operazioni legate al contesto”. Basil Bernstein ci parla di due modelli di linguaggio differenti: universalistico e particolaristico. Nel primo, le operazioni mentali vengono rese esplicite e nel secondo esse rimangono implicite. Attraverso una serie di interviste ad un campione di studenti, arrivò alla conclusione che “il successo scolastico dipende in larga misura dalla capacità verbale, a sua volta correlata positivamente con lo status sociale medio alto”.

L’uso del linguaggio

Attraverso la socializzazione i bambini che appartengono ad una famiglia di classe operaia acquisiscono un codice ristretto, mentre coloro che appartengono ad una classe media, un codice elaborato. Il primo realizza significati dipendenti dal contesto e impliciti, mentre il codice elaborato si basa su ruoli individualizzati e su significati resi espliciti, indipendenti dalla situazione. Il diverso rendimento scolastico dei bambini di classe operaia e di classe media non dipende quindi dalla maggiore intelligenza dei secondi ma è legato alle differenze nell’uso del linguaggio e dei differenti codici linguistici. La trasmissione di un codice piuttosto che un altro dipende in gran parte dal processo fondamentale della socializzazione nei primi anni di vita del bambino. Lo stesso Bernstein, però, sottolinea che sarebbe sbagliato giudicare l’uso dei due sistemi linguistici, in quanto anche un codice ristretto permette l’accesso a una molteplicità di significati. Il problema, egli sostiene, è che nelle scuole delle società complesse viene preso in considerazione solo il codice elaborato mentre la conoscenza linguistica dei bambini di classe operaia viene per lo più sottovalutata.

L’eredità di Bernstein

Bernstein fu importante anche per i suoi numerosi lavori empirici, come l’esperimento che fece in una scuola per dimostrare il diverso uso di codici linguistici in base alla classe sociale. Mostrò ad un campione di bambini, alcuni di classe operaia e altri di classe media, una serie di immagini che collegate insieme creavano un racconto. In seguito fu chiesto ai bambini di descrivere ciò che vedevano. Dai risultati si poté notare ciò che lo studioso sosteneva: gli alunni appartenenti alle diverse classi sociali raccontarono la storia utilizzando un linguaggio differente. Quelli della classe media usarono espressioni slegate dal contesto ed esplicite: “il bambino lanciò la palla contro la finestra e la finestra si ruppe”, mentre i bambini provenienti dalla classe operaia, utilizzarono un linguaggio più ristretto ed implicito: “la lanciò e si ruppe”. Bernstein, quindi, cercò di mostrare come il sistema di classe agisse sulla struttura profonda della comunicazione attraverso il processo di socializzazione. Sottolineò in conclusione, però, che quest’ultima non si basa esclusivamente sul linguaggio bensì comprende numerosi aspetti. Sottolineò anche che tutti i bambini indipendentemente dal contesto sociale in cui crescono, utilizzano un codice ristretto; ma solo alcuni di loro acquisiscono anche un linguaggio più elaborato.

Al di là di alcune critiche iniziali che ricevette, Bernstein diede un grosso contributo allo studio delle relazioni tra educazione e linguaggio; la sua teoria dei codici è stata importante per numerosi studi in diversi campi come quello dell’istruzione, dell’insegnamento e dell’apprendimento.

Giulia Borsetto

Print Friendly, PDF & Email