Ernest Watson Burgess nasce a Tilbury, in Canada, il 16 maggio 1886. Ventiquattresimo presidente dell’American Sociological Association (ASA), fu tra i maggiori rappresentanti della Scuola di Chicago. Prendendo spunto dai temi forniti dalla città, sviluppò la teoria ecologica, matrice della sociologia urbana contemporanea. Tra il 1920 e il 1930, spinto dal duplice interesse per la descrizione dei fenomeni sociali e per la caratterizzazione culturale di determinate aree della città di Chicago, mise a punto, insieme ad alcuni collaboratori fra cui Robert Park, la cosiddetta teoria delle aree naturali (contrapposte alle aree amministrative). Ciò gli permise non solo di descrivere la struttura sociale della città in esame, ma di tentare una teorizzazione della conoscenza sulla distribuzione spaziale dei fenomeni sociali. Il sodalizio con Park fu estremamente produttivo, tanto che furono numerose le opere che i due scrissero insieme.

La nascita della sociologia urbana

Il modello di Burgess della città in zone concentriche
Il modello di Burgess della città in zone concentriche

L’opera forse più influente di Ernest Burgess è La città (The City – 1925), scritta in collaborazione proprio con Robert Park e Roderick Mckenzie, altra personalità di spicco della sociologia urbana della Scuola di Chicago. In questo saggio i tre autori operano un’analisi della vita sociale in una grande metropoli e analizzano le varie forme di interazione che si creano tra gli individui nella città. La città è vista non come un semplice ammasso di persone e di ordinamenti sociali, ma come un’istituzione. Inoltre gli autori elaborarono un modello di struttura della città racchiuso in zone concentriche, comprendente il distretto centrale riservato agli affari, la zona transizionale (industriale), la zona abitativa dei lavoratori, la zona residenziale, la zona suburbana. Ne scaturì la struttura tipica della città legata alla prima rivoluzione industriale, ormai matura e prossima alla transizione verso la fase neotecnica. Il centro ospitava, così, le attività commerciali e terziarie in genere; seguiva una corona industriale, peraltro in via di delocalizzazione; poi la zona residenziale operaia, con edifici multipiani, e quella destinata alle classi socialmente più elevate, con abitazioni unifamiliari; infine, all’esterno, il bacino dei lavoratori pendolari, che rappresentava il passaggio dalla città alla campagna.

Le opere di Ernest Burgess

Introduzione alla scienza della sociologia, edizione originale
Introduzione alla scienza della sociologia, edizione originale

Altra opera di riferimento di Ernest Burgess è senza dubbio Introduzione alla scienza della sociologia (Introduction to the Science of Sociology – 1921), scritta – come la successiva La città – in collaborazione con Robert Park. Questo è stato uno dei testi di sociologia più influenti mai scritti. Molte persone, all’epoca della sua uscita, si riferirono a questo testo come la “Bibbia della Sociologia“, poiché discuteva degli argomenti più disparati come la storia della sociologia, la natura umana, l’interazione sociale, la concorrenza, i conflitti, l’assimilazione. Era così ben organizzato e completo che la maggior parte degli studenti universitari dell’Università di Chicago erano tenuti a leggerlo. Burgess rivolse inoltre la sua attenzione anche alle istituzioni della famiglia e del matrimonio. Nel suo libro Predire successo o fallimento nel matrimonio (Predicting Success or Failure in Marriage – 1939), Burgess era interessato a sviluppare un sistema scientifico per prevedere il tasso di successo del matrimonio. Questo lavoro subì tuttavia delle feroci critiche poiché si tentò di misurare l’efficacia del matrimonio senza tenere presente le componente di amore o affetto. Forse perché Ernest Burgess non è mai stato sposato. Muore il 27 dicembre 1966, all’età di 80 anni.

Sociologicamente.it

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