etichettamento

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    Secondo i sostenitori di questa teoria, fra coloro che commettono atti devianti e gli altri non ci sono differenze profonde né dal punto di vista dei bisogni né da quello dei valori. Ne è prova il fatto che, nella nostra società, a un altissimo numero di persone succede almeno una volta nella vita di violare una norma in modo più o meno grave. Ma un conto è commettere un atto deviante: mentire, rubare qualcosa o fare uso di droga; un altro conto è suscitare per questo una reazione sociale, venire accusato di essere un deviante: un bugiardo, un ladro, un drogato. In questo secondo caso, un individuo viene bollato con un marchio, un’etichetta, un ruolo. I suoi comportamenti passati vengono riesaminati e reinterpretati alla luce di quelli presenti e si comincia a pensare che si sia sempre comportato così. Di conseguenza lo si guarda e lo si tratta in modo diverso dagli altri, con sospetto, timore, ostilità.

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