Cosa succede quando un giovane porta a compimento il proprio percorso universitario? Cosa succede se invece si ferma al diploma? E se lavorasse e studiasse contemporaneamente? Il lavoro che ha scelto gli piace? Ha bisogno di uscire dalla sua comfort zone? Questi sono solo alcuni dei quesiti che i giovani di oggi si pongono in attesa di una svolta nella propria vita. Queste sono soltanto poche tra le domande che ogni giorno affollano la nostra mente, in cerca di una risposta. Questo è il conflitto interiore che ogni giovane vive: il bisogno di indipendenza in un mondo che ci vuole già grandi ma che nello stesso tempo offre poche possibilità.

Un conflitto sociale

La vecchia generazione, quella dei nostri genitori, era abituata, nella maggior parte dei casi, a finire le scuole, cercare un lavoro e mettere subito dopo su famiglia. Oggi no. Oggi siamo fortunati a poterci permettere gli studi universitari, ad aprire la nostra mente a nuove esperienze, nuovi sogni e nuovi progetti. Il problema di oggi però è che nonostante i nostri sforzi, il lavoro non ci aspetta dietro l’angolo. Anzi, spesso siamo costretti ad accettare mezzi termini e contratti irrisori pur di sbarcare il lunario. Il conflitto sociale arriva nel momento in cui vorresti di più, le tue competenze te lo permettono, ma la società non ti dà spazio. Negli anni precedenti, le relazioni erano stabili. Lo dimostra la durata dei rapporti dei nostri genitori o nonni; i nostri avi erano abituati ad affrontare e superare le difficoltà. Oggi le problematiche legate al mondo del lavoro sono tante e i giovani non riescono a mantenere intatte le proprie relazioni perché troppo occupati a pensare ad altro. Lo spirito di sacrificio si concentra sulla ricerca dell’impiego perfetto e non c’è più spazio per le relazioni sociali.

Questione di classe

Altro motivo fondamentale che crea un conflitto sociale nei giovani è il divario tra la popolazione. Nonostante le classi sociali siano state eliminate da tempo, la nostra società continua a pagare le conseguenze della differenza sostanziale tra i “ricchi” e i “poveri”. Per un giovane che si trova ad affrontare problemi economici, diventa sempre più facile pensare di ricorrere ad “altri mezzi” poco consoni, pur di imitare i propri conoscenti facoltosi. Nasce un conflitto interno tra la “moralità” e la voglia di ottenere di più. Viaggi, auto costose, abbigliamento di lusso sono specchietti per le allodole. I giovani di oggi si trovano a desiderare sempre di più.

Siamo purtroppo la generazione del dubbio e dell’incertezza, dei cervelli in fuga e dei disastri scolastici. Siamo costretti a emigrare, scappare dal nostro paese, con la speranza che un giorno i nostri sogni si realizzino.

Maria de Luca

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