Anche se la scienza e la tecnica hanno fatto sì che l’umanità non sia più impotente di fronte a un terremoto, ancora oggi dopo il verificarsi di uno di queste catastrofi naturali i danni, in termini sia sociali che culturali sono inestimabili. In Italia, anche se la sismicità non è tra quelle più elevate del Mediterraneo, i recenti terremoti dell’Aquila e quello che ha colpito l’Umbria le Marche e in particolare Amatrice, hanno messo a nudo l’estrema fragilità del nostro territorio.

Ci sono due tipi di approcci che sono utilizzati dagli studiosi di questo fenomeno: un approccio tecnico-scientifico, che sostiene la gestibilità dei terremoti grazie al livello avanzato di conoscenze; e un approccio politico-sociale, che denuncia l’estrema fragilità nei confronti di questo evento disruttivo. Il primo approccio è direttamente legato al concetto di previsione, il secondo a quello di prevenzione. Entrambi gli approcci dovrebbero essere integrati in modo da ottenere il miglior livello di riduzione del rischio possibile.

Previsione di un terremoto come evento naturale

In termini precisi non è possibile prevedere un terremoto ma in un’accezione più ampia e meno restrittiva si può stimare una scossa di grado superiore ad un certo valore in un dato territorio e in un prefissato arco di tempo. Per previsione si intende la stima anticipata della possibilità di una scossa di grado superiore ad un certo valore in un dato territorio e in un prefissato arco di tempo applicando un metodo prettamente probabilistico.

Prevedere i terremoti è possibile?
Prevedere i terremoti è possibile?

Occorre distinguere due casi: il caso della previsione a lungo termine e il caso della previsione a breve termine. Nel caso della previsione a lungo termine si utilizzano dati raccolti per elaborare modelli probabilistici in modo tale da fornire risultati dati attendibili ai fini della prevenzione. Nel caso della previsione a breve termine si possono utilizzare i cosiddetti segni precursori per valutare la possibilità di una scossa distruttiva. La previsione a breve termine dei terremoti può salvare molte vite umane ma non può salvare il patrimonio abitativo e le attività produttive. Per questo motivo la prevenzione è una misura di difesa dai terremoti più efficace della previsione.

Prevenzione di un terremoto come evento sociale

La prevenzione cerca di prevenire il terremoto per evitare i danni culturali e psicologici oltre a quelli fisici e in termini di vite umane. Questa può essere intesa come insieme di iniziative concrete per la sicurezza sismica dei cittadini e del patrimonio abitativo, richiede operazioni tecnico-scientifiche che devono essere condotte con la responsabilità di molti soggetti in perfetta sinergia.

Si fa prevenzione con l’urbanistica (disponendo per esempio giardini o opere per attività all’aperto, dove i terreni sono più sfavorevoli), con l’architettura (progettando strutture che abbiano opportune forme e geometrie), l’ingegneria strutturale e geotecnica (identificando i materiali, i particolari costruttivi, le tecniche fondali più idonee, eseguendo calcoli e verificando la resistenza delle strutture), la geofisica, la geologia, la storia dell’arte, ecc. “(Teresa Crespellani, 2012).

Il Terremoto: evento naturale ed evento sociale

La prevenzione dei terremoti è soprattutto, una questione culturale che deve coinvolgere tutta la società, dai politici ai cittadini tutti. La prevenzione è un puzzle fatto di tanti pezzi ed è più facile da ricomporre se i giocatori sono tanti. Le Amministrazioni hanno il dovere di accrescere nella cittadinanza la cultura della prevenzione soprattutto attraverso il coinvolgimento dei cittadini e attraverso un sistema di formazione e informazione capillare e permanente di tecnici e di operatori.

Con la partecipazione di Quake Alarm

Rino Carfora

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