Tutti abbiamo sentito parlare di carisma. Probabilmente in riferimento a qualche personaggio pubblico, come una personalità politica o forse un’artista. Ma che cos’è il carisma e chi è la persona carismatica? Si tratta di una questione cui i sociologi si sono interessati fin dagli albori della disciplina. Le personalità carismatiche, infatti, possono provocare grandi sommovimenti sociali, raccogliendo intorno a sé comunità e talvolta masse di persone che le riconoscono come leader e vi si affidano ciecamente, lasciandosi guidare. Una fiducia non sempre ben riposta.

Etimologia di carisma

Orazione papale al Vaticano

Il termine carisma compare inizialmente in contesto religioso, nelle lettere dell’apostolo Paolo raccolte nel Nuovo Testamento. Anche il suo significato è profondamente religioso. L’etimologia di “carisma” deriva dal greco khárisma, ovverosia “dono di grazia”. In generale, indica l’aiuto soprannaturale che Dio concede ad alcuni uomini.

La persona carismatica, quindi, è quella “toccata” da Dio o dallo Spirito Santo, per esempio un grande profeta o leader religioso. Essa manifesta i segni dell’uomo di Dio e proprio questi “segni della grazia divina”, riconosciuti da una collettività, la rendono degna di riverenza e di obbedienza. Proprio questi segni la consacrano come leader.

Il lato oscuro del carisma: il massacro di Jonestown

Il reverendo Jim Jones

I leader religiosi dotati di carisma non accompagnano sempre la loro comunità sulla retta via. Il 18 novembre 1978, a Jonestown, in Guyana, fu proprio un leader carismatico ad ordinare il più grande suicidio di massa della storia moderna. E i suoi devoti obbedirono. Bevendo un cocktail al cianuro, morirono ben 913 persone che si erano raccolte attorno al predicatore statunitense Jim Jones nella comunità Peoples Temple. Jim Jones si sentiva investito di una grande missione. Nella primavera del 1973 aveva iniziato un sermone affermando: “per una serie inspiegabile di ragioni, accade che io sia stato scelto per essere Dio”.

Lo psicologo Philip Zimbardo, professore a Stanford (nonché ideatore del celebre esperimento della prigione di Stanford), ha detto di lui: “Jim Jones è probabilmente il leader religioso più carismatico dei tempi moderni dal punto di vista del suo fascino personale, della sua abilità oratoria, della sua attrattività sessuale, del suo dinamismo e del controllo totale che aveva su ogni membro del suo gruppo”. Zimbardo ha osservato inoltre delle analogie tra le tecniche di controllo mentale impiegate da Jim Jones e quelle descritte nel libro 1984 di George Orwell.

L’autorità carismatica

I leader carismatici non si trovano solo nell’ambito delle religioni ma esercitano la loro influenza anche al di fuori di queste, in particolare nella sfera politica. In ogni caso, mantengono sempre una sorta di fascino sacrale. È stato Max Weber (1864-1920) a trasferire il concetto di carisma dalla tradizione cristiana alle scienze sociali. In una sua opera, il sociologo tedesco definisce il carisma come una qualità della personalità individuale che fa apparire chi la possiede come una persona straordinaria, dotata di poteri soprannaturali o comunque eccezionali e inaccessibili alla persona comune.

Soprattutto in momenti di crisi e incertezza sociale, il leader carismatico appare sotto le sembianze dell’uomo del destino: dotato di una fiducia inattaccabile in se stesso e non raramente di un narcisismo che irradia un particolare fascino – come ha osservato Sigmund Freud – grazie alla sicurezza infallibile che gli deriva dalla sua visione, esso appare come colui che conosce la strada che porta alla salvezza. La persona più adatta per guidare schiere di uomini incerti e timorosi.

Il carisma e le “Religioni Politiche”

Mussolini istiga le folle

Le personalità carismatiche sono sempre esistite e sempre esisteranno, in ogni ambito della vita sociale. Tuttavia, il Novecento ha assistito in modo inequivocabile alla loro affermazione sulla scena politica. Personalità carismatiche come Mussolini e Hitler, con la loro oratoria eccezionale e le loro narrazioni persuasive – certo accompagnate anche dalla repressione degli oppositori – hanno ipnotizzato le folle e segnato le sorti del secolo.

Se ora torniamo all’etimologia religiosa della parola “carisma”, non dovrebbe stupire che storici e sociologi definiscano i totalitarismi come “religioni politiche”. Durante il fascismo, Mussolini è stato oggetto di un vero e proprio culto: il culto del capo supremo, che incarnava la missione fascista di creare un’Italia imperiale. Analoghe le esperienze del nazismo e del comunismo sovietico: in Russia, per esempio, nel 1924 si istituisce il culto di Lenin e nel 1929 quello di Stalin. Nel fascismo e negli altri totalitarismi si trovano poi simboli, miti e riti che permettono di parlare di questi fenomeni in termini religiosi. Religioni istituite da profeti della Nazione.

Donne tedesche in adorazione al passagio di Hitler

La sociologia e la storia mostrano dunque che le personalità carismatiche hanno veramente poteri straordinari. Non si tratta però dei poteri miracolosi che talvolta attribuiscono loro le persone che li seguono con devozione, ma quelli che si manifestano nella capacità di trascinare le folle, di spingerle all’obbedienza, persino all’adorazione e all’abbandono di ogni senso critico. Ma non sempre chi ripone fiducia in loro viene guidato verso un roseo destino. 

Nicola Righetti

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