Olimpia SimonettiOlimpia Simonetti, classe ’88, nasce e si forma a Napoli, in quel pezzo di paradiso che, come diceva Libero Bovio, “tutto tollera e perdona fuor che l’ingegno“. Sociologa e fotografa, la sua passione per la “scrittura di luce” le viene trasmessa dal padre in età adolescenziale regalandole la sua macchina fotografica analogica. In occasione dell’evento inaugurale della mostra “I Volti di Napoli“, che si terrà sabato 30 settembre presso il locale “Piccerelle” al Vomero, in via Paisiello 13-15, Olimpia ha rilasciato una breve intervista e una preview di alcune foto in esclusiva per i lettori di Sociologicamente.

Oltre a essere fotografa sei una sociologa: in che modo questo influisce sul tuo modo di fotografare?

Sì è vero sono una sociologa e la disciplina che ho scelto di studiare mi ha permesso di capire quanto l’osservazione sia importante per poi analizzarla e capirla e magari anche comprenderla. Questo modo di osservare il mondo, il contesto in cui vivo e di cui faccio parte, mi ha permesso di avvicinarmi sempre di più alle persone e l’unica arte che mi permette di stare sulla stessa linea menteocchicuore è la fotografia.

Quando ti sei appassionata alla fotografia?

Olimpia SimonettiUn’arte che in età adolescenziale mi ha avvicinato mio padre per la parte tecnica ma una passione che è aumentata nel tempo avvicinandomi al mondo, lo stile che più mi si addice è la street photography che mi permette di stare sempre in contatto con le persone, il contesto, gli oggetti, il paesaggio che fanno parte del mondo. I fotografi che più mi hanno inspirato sono senza dubbio Tanya Nagar, Vivian Maier e il magnifico Henri Cartier-Bresson.

Come nasce la mostra “I volti di Napoli”?

Olimpia SimonettiNon è la prima volta che mostro i miei scatti: la prima volta è stata nel 2013 presso la Fonoteca di Napoli e questa volta sarà presso Piccerelle, un posticino che ti fa sentire a casa. La mostra si terrà su un tema ben preciso “I Volti di Napoli” inteso non solo volti di persone, ma i mille volti che la mia città assume nella sua quotidianità: che sia il lenzuolo steso (stereotipo), un bambino che gioca, un uomo che fa la spesa e così via.

Qual è il senso del progetto?

Olimpia SimonettiIl progetto volti di Napoli ha il semplice scopo di mostrare come i miei occhi, la mia mente e il mio cuore percepiscono la mia realtà o meglio la mia città. Una città che mi ha mostrato tanti volti e continua a mostrarmeli, non è mai banale o scontata e che riesce sempre a stupirmi. Le foto che verranno esposte da Piccerelle e che rientrano nel progetto “I Volti di Napoli” sono solo una parte delle foto scattate. Il mio obiettivo è quello di realizzare più mostre e di aggiungere man mano scatti già esistenti e quelli del tutto nuovi.

Come definiresti Napoli con pochi aggettivi?

Paradossale, viva e malinconica allo stesso tempo, come le sue tradizioni sacra e profana: un paradiso abitato da diavoli.

Per maggiori informazioni sulla mostra “I Volti di Napoli” di Olimpia Simonetti, clicca qui.
Rino Carfora
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