Magia, religione e scienza sono le tre forme di conoscenza sperimentate finora dalle società umane. Sin dalla notte dei tempi l’essere umano ha ricercato il senso della propria esistenza e della realtà circostante ricostruendo i fenomeni naturali e sociali secondo l’identificazione di meccanismi di causa-effetto.

Il ramo d’oro: le fasi di sviluppo della conoscenza

L’antropologo scozzese James Frazer, nella sua opera “Il ramo d’oro” analizza tre fasi distinte di costruzione sociale della verità nella storia umana, ponendole in successione cronologica.

La magia

Bambole Voodoo, usate in alcuni rituali descritti da Frazer
Bambole Voodoo, usate in alcuni rituali descritti da Frazer

Frazer identifica precisi meccanismi di causa-effetto nella pratica magica, sottolineando le similitudini di quest’ultima con quella scientifica: l’essere umano interagisce con i fenomeni naturali e con la realtà circostante manipolando e controllando la natura attraverso l’applicazione di leggi. Ciò che differenzia la scienza dalla magia è che quest’ultima, sebbene sia in possesso di una forte logica interna che riconosce similitudini, vicinanze e connessioni, agisce su una falsa concezione di regolarità dei processi di causa-effetto. Tali concezioni risultano deboli in quanto le leggi costruite sui fenomeni nascono da associazioni di idee pregresse, per somiglianza ed imitazione degli effetti di un fenomeno,  per contiguità tra azione verso un oggetto e effetto dell’oggetto “modificato” su chi viene in contatto con esso.

Come descritto nella sua opera, “Incantesimi basati sulla legge di similarità si possono chiamare magia omeopatica o imitativa. Incantesimi basati sulla legge di contatto o contagio si possono chiamare magia contagiosa”. E sulla magia, “La magia è tanto un falso sistema di leggi naturali quanto una guida fallace della condotta; tanto una falsa scienza quanto un’arte abortita”.

La religione

Sacrificio animale per compiacere le divinità
Sacrificio animale per compiacere le divinità

La pratica religiosa differisce da quella magica in quanto la manipolazione degli eventi e dei fenomeni viene attribuita ad esseri superiori e divinità. L’essere umano, e in particolare il mago, perde in questa fase antropologica il potere sulla realtà circostante, affidandosi ora al volere divino, tentando attraverso diverse pratiche di accattivarsi la simpatia e il favore delle divinità. In questa fase viene a mancare la concezione di regolarità e riproduzione dei fenomeni naturali, i quali avvengono grazie a leggi immutabili. La realtà non può più essere manipolata, se non attraverso preghiere, cerimonie e sacrifici capaci di influenzare la volontà divina. In questa fase il prestigio dei maghi crolla e viene stigmatizzato, mentre i sacerdoti raggiungono i vertici sociali.

La scienza

La conoscenza scientifica comincia ad affermarsi tra il XVI  e il XIX secolo, venendo riconosciuta ufficialmente come l’unica alternativa valida ai fini conoscitivi. Essa si fonda sull’uso del metodo scientifico e della stratificazione delle conoscenze acquisite storicamente, attraverso meccanismi di corroborazione e confutazione.

Magia e Religione: non tutto è perduto

Frazer descrive queste tre dimensioni attraverso un continuum storico, dove le fasi antropologiche si succedono mettendo da parte le precedenti. Ciò che appare evidente, invece, è che queste fasi di sviluppo dell’interpretazione e della conoscenza persistano allo stesso tempo all’interno delle società occidentali. Sebbene nelle società post-moderne la scienza sia l’unica in grado di garantire il progresso culturale e sociale, il sentimento religioso, il senso d’appartenenza e la pratica della religione non hanno perso dominio. Il fenomeno, che verrà trattato specificamente in altre pubblicazioni, è riconducibile al timore reverenziale del non misurabile, del non conoscibile, nonché alle finalità ed esigenze sociali descritte da Durkheim.

Il quadrifoglio: elemento naturale, amuleto portafortuna.

A sua volta, la magia, non scompare dalla scena evolutiva, ma sopravvive attraverso la superstizione: un fossile sociale a cielo aperto, che persiste in maniera simile alle rovine architettoniche di un glorioso passato alla quale i passanti sono abituati, desinsibilizzati. Le pratiche scaramantiche, gli amuleti (anche religiosi), le narrazioni riguardanti fortuna e sfortuna, la paura dello sconosciuto, sono ancora presenti e riescono a far leva sull’atavica irrazionalità umana, influenzando non tanto il sapere scientifico quanto il senso comune, replicandosi e stratificandosi nei millenni.

René Verneau

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