Paul-Michel Foucault nasce a Poitiers, nel centro della Francia, il 15 ottobre del 1926. Gli interessi di Foucault, in principio, si concentrano sull’epistemologia: il suo problema sta nell’individuare le condizioni storiche in base alle quali la malattia e la follia si sono costituite come oggetti di scienza, strettamente connesse alla costruzione di luoghi chiusi (la clinica e il manicomio) in cui si instaura un rapporto di dominio tra medico e paziente. Foucault studiò inoltre lo sviluppo delle prigioni, delle scuole e di altre grandi organizzazioni sociali. Sua è la teorizzazione che vide il modello del Panopticon (un carcere in cui un unico sorvegliante può osservare tutti i detenuti senza permettere a questi di capire se sono in quel momento controllati o no), ideato da Jeremy Bentham, come paradigma della società moderna. Infine per Foucault, l’antropologia è la disposizione fondamentale che ha dominato il pensiero filosofico: essa ha indicata nell’uomo la matrice dei valori positivi e ha fatto intravedere nell’emancipazione dell’uomo la possibilità del ritorno di un regno propriamente umano.

Il pensiero di Michel Foucault

Michel Foucault in pop art
Michel Foucault in pop art

Nelle sue prime opere di successo, Storia della follia nell’età classica (1961) e Nascita della clinica (1963), Michel Foucault afferma che la storia non è in prima istanza il risultato delle azioni coscienti degli uomini e che il vero campo della ricerca storica è dato non da quel che gli uomini hanno fatto o detto, ma dalle strutture epistemologiche che di volta in volta determinano quale è il soggetto e l’oggetto della storia. Le varie epoche, infatti, sono caratterizzate da un’episteme (che letteralmente vuol dire ‘scienza’), concepita come sistema implicito, inconscio e anonimo di regole e di eventuali riflessioni su tali regole, il quale definisce lo spazio di possibilità entro il quale si costituiscono e operano i saperi caratteristici di tale epoca. Foucault arriva a sostenere che il passaggio da un’episteme ad un’altra non è un processo continuo governato da una logica interna di sviluppo e perfezionamento progressivo, ma avviene per salti e non è quindi propriamente spiegabile. Portare alla luce l’episteme, propria di ogni epoca, è compito di quella che Foucault definisce archeologia. Proprio in quest’ottica, il sociologo francese amava autodefinirsi “archeologo dei saperi”.

Le opere

Sorvegliare e punire, l'opera più conosciuta di Michel Foucault
Sorvegliare e punire, l’opera più conosciuta di Michel Foucault

Il lavoro più noto e influente di Michel Foucault è senza dubbio Sorvegliare e punire. La nascita della prigione, che avrà ripercussioni in un numero svariato di campi disciplinari. In quest’opera, il sociologo francese traccia una disamina dei meccanismi teorici e sociali sottesi ai massicci cambiamenti verificatisi nei sistemi penali della civiltà occidentale in età moderna. La prigione è una forma usata dalle “discipline”, un nuovo potere tecnologico, che può ritrovarsi, secondo l’autore, anche nelle scuole, negli ospedali, nelle caserme, e così via. Le principali idee di Sorvegliare e punire possono essere raggruppate nelle quattro parti di cui si compone il lavoro: supplizio, punizione, disciplina e prigione. Importanti sono anche gli studi di Foucault sulla sessualità, secondo il quale non è sempre esistita così come la conosciamo noi oggi e così come soprattutto ne discutiamo. Gli studi sono raccolti nell’opera Storia della sessualità. Solo con la modernità, la sessualità ci appare come una caratteristica intrinseca al sé, a tal punto da sentire il bisogno di dichiarare una “identità sessuale” e addirittura le proprie scelte sessuali. Per Foucault è errata la visione di una sessualità repressa nei secoli che solo ora, attraverso lotte di emancipazione, viene ad esprimersi. Si tratterebbe in realtà di una pratica confessionale che prosegue la volontà di potere e di sapere istituita con la modernità dalle istituzioni prima religiose e poi secolari. Secondo il pensatore francese infatti, il sapere è anche un mezzo per sorvegliare la gente e controllarla. Ecco allora che Michel Foucault arriva a elaborare l’attualissimo concetto di biopotere, potere cioè che costruisce corpi, desideri, i modi fondamentali della stessa vita. Michel Foucault muore a Parigi il 25 giugno 1984, all’età di 57 anni.

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