In termini generali, l’ambiente è il contesto, il contenitore o contorno delle azioni umane. In realtà possiamo immaginare diverse forme di interazione e di interdipendenza fra aggregazioni sociali e contesto fisico. Il primo modo con il quale l’ambiente entra nelle società umane è sicuramente in termini di condizionamento ecologico. L’ambiente è una fonte da cui attingere per il proprio nutrimento e protezione fisica. L’uomo, se vuole sopravvivere e riprodursi, deve seguire alcune pratiche alimentari e igienico-sanitarie. Egli ha una struttura fisica che obbedisce alle regole della natura. Il condizionamento opera anche rispetto alla convivenza con gli altri esseri umani. Gli uomini, in quanto specie, collaborano e competono per trarre dall’ambiente gli elementi che garantiscono la loro sopravvivenza. Grazie alla tecnologia essi possono modificare l’interdipendenza con l’ambiente ma mai annullarla del tutto. Anche quando hanno l’impressione di aver sconfitto una forma di dipendenza (per esempio, malattie epidemiche) si accorgono che altre patologie emergono e mietono vittime prima del compimento del normale ciclo di vita.

Questione di vicinanza

Il secondo modo con il quale l’ambiente entra nella società umana è analizzato da un particolare filone della sociologia, che coglie l’ambiente in tutt’altra maniera. Esso è visto come misura astratta dello spazio, come distanza fisica fra un soggetto e un altro. La distanza significa assenza e questo condiziona le relazioni umane; le rende più fredde, più calcolate, basate su ruoli specializzati e su astrazioni e tipizzazioni. La vicinanza invece comporta compresenza, e quindi rapporti diretti, diffusi, emotivamente connotati. È una dicotomia molto efficace, ereditata dai classici della sociologia, Simmel in particolare. Egli acutamente ha osservato che “con persone assai vicine si è di solito in termini amichevoli o ostili e l’indifferenza reciproca è esclusa in proporzione alla prossimità spaziale“. Allo stesso tempo egli considera il fatto che l’intellettualizzazione della vita moderna fa si che, anche in condizioni di compresenza, le relazioni possano essere fredde e poco condizionate dai sentimenti estremi. Infatti arriva a dire che “l’intellettualità, pur offrendo un terreno di comprensione generale, proprio per questo interpone una distanza fra gli uomini”. Dunque la distanza fisica si incrocia con il distanziamento mentale, quello che Simmel chiama intellettualità, provocando relazioni fredde e astratte anche in situazioni di compresenza e possibilità di comprensione fra persone fisicamente molto lontane.

Spazio e relazione

Questa visione del rapporto fra spazio e relazione è ripresa da Anthony Giddens con il concetto di disaggregazione delle coordinate spazio-temporali. I legami sono possibili a prescindere dalla distanza perché le tecnologie di trasporto, quelle telematiche e – in genere – simboli e sistemi esperti, permettono di mantenere relazioni calde e significative anche con persone che vivono e lavorano a grandi distanze. In tal modo, i rapporti sociali perdono ogni riferimento spaziale, i luoghi di riferimento per l’interazione assumono confini indeterminati. Certe attività possono essere organizzate a prescindere dalla compresenza. Basti pensare alla globalizzazione delle attività economiche: la consultazione, la verifica, addirittura lavori di gruppo possono essere condotti in simultanea da svariati punti del globo. Ma cambia anche la scansione dei rapporti: probabilmente, una buona e densa relazione può essere mantenuta con fitti scambi telematici e qualche incontro diretto. Difficile è  pensare che questo possa sostituire le relazioni face to face, laddove la componente emotiva è molto forte. Infatti, non bisogna dimenticare che aumentano sia le relazioni telematiche sia gli spostamenti reali delle persone. Esse non solo si scambiano più frequentemente messaggi ma si muovono sempre di più da un luogo all’altro. Infatti, il numero di passeggeri e di transiti con i diversi mezzi continua a crescere, nonostante fattori di freno contingenti (terrorismo, traffico, costi elevati). Si può concludere dicendo che la rivoluzione telematica e la disaggregazione sono coerenti con il secolare tentativo dell’uomo di annullare lo spazio che lo separa dai suoi simili. Lo spazio però può essere dilatato o compresso, ma mai eliminato del tutto.

Gianni Broggi

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