Talcott Parsons nasce in Colorado, Stati Uniti, nel 1902 e appartiene a una delle famiglie più antiche della storia statunitense. Il padre era un accademico liberale e un ministro congregazionale. Parsons si laurea presso l’Hamherst College in filosofia e biologia, quindi prosegue gli studi presso la London School of Economics, nel Regno Unito, e all’università di Heidelberg, in Germania. Fermo oppositore sia del fascismo sia del comunismo e convinto sostenitore della società statunitense, per gran parte della carriera lavora ad Harvard, fino al pensionamento, risalente al 1973, dopo il quale continua a sviluppare teorie e a tenere conferenze. Muore di ictus nel 1979 a Monaco di Baviera dove aveva tenuto una conferenza.

L’importanza della famiglia

Dalla prospettiva di Parsons, la moderna famiglia nucleare, nella quale un marito, una moglie e i loro figli vivono in un relativo isolamento rispetto alla famiglia allargata e alla comunità, è il fattore primario di socializzazione. Lo status e il ruolo degli individui, pertanto, dipendono dalla posizione occupata all’interno della famiglia. Sebbene durante la Seconda guerra mondiale le donne si fossero dimostrate all’altezza di svolgere lavori un tempo considerati adatti solo agli uomini, molti autori non femministi continuavano a postulare una divisione naturale del lavoro tra uomo e donna, e Parsons non costituiva un’eccezione. La separazione tra la vita domestica e l’impiego retribuito, con le donne relegate nell’ambito domestico, secondo Parsons è un ordine logico, poiché queste ultime tendono naturalmente a occuparsi degli altri, mentre gli uomini sono in grado di garantire il sostentamento della famiglia.

Il ruolo delle donne

Questa divisione risulta efficace perché riduce la concorrenza per il salario familiare, e l’esclusione dal lavoro retribuito consente alle donne di concentrarsi sulla crescita dei figli e sulla stabilizzazione delle personalità adulte. Oltre a cucinare e pulire, questo ruolo richiede una gestione psicologica che provvede a creare un ambiente familiare sereno. Parsons è infatti dell’opinione che la personalità non sia innata ma acquisita, e che la famiglia sia il primo ambito di sviluppo. Secondo Parsons, le donne sono in grado di usare il proprio legame emotivo con i figli per farli diventare esseri umani socializzati. Per esempio, i figli apprendono il proprio ruolo sessuale identificandosi con il genitore dello stesso sesso e, grazie alla successiva interiorizzazione, le bambine diventano donne “femminili” e i bambini uomini ”maschili”, ed entrambi sono pronti ad assumere il proprio posto nella vita familiare eterosessuale. In breve, come una fabbrica produce beni, ogni nucleo familiare solido produce individui saldi, avviati ad apportare un contributo positivo alla società.

Potere nucleare

Secondo Parsons questa netta divisione salvaguarda la gestione domestica dalla contaminazione con la società razionale e competitiva, nonostante il padre funga da intermediario per i figli adulti tra la casa e il mondo esterno. Dalla sua prospettiva, la famiglia nucleare può essere interpretata come la chiave di volta della civilizzazione e un fattore cruciale per il benessere morale della società. La sua concezione della famiglia rimase l’interpretazione sociologica dominante fino agli anni ’70 e ’80 quando, tra le altre, la corrente femminista cominciò a scuoterla. Secondo il femminismo, la famiglia nucleare era appannaggio esclusivo dei gruppi sociali occidentali bianchi di classe media, ignorando le realtà alternative di molte altre categorie sociali, e contribuiva a giustificare e perpetrare le disuguaglianze tra i generi.

Gianni Broggi

Print Friendly, PDF & Email