La locuzione spazio sociale rimanda spesso ad un immaginario politico, ad una lotta sociale per l’occupazione di una struttura spesso abbandonata da riadattare a fini socialmente utili, a dei diritti e necessità della comunità che non vengono soddisfatti dalle istituzioni. In altri casi invece sono proprio le Istituzioni a creare e mantenere questi spazi, per la volontà specifica di promuovere cultura, senso civico e benessere. È quello che accade nella vicina Spagna.

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Centro civico in Spagna

Il primo caso che ha colpito l’attenzione è quello dei centri civici di quartiere. Il centro civico ha sede in un’edificio comunale ed è presente in tutte le città e cittadine della Spagna. Di solito ogni zona ha un centro civico di riferimento al centro del quartiere. Ospita associazioni e, più raramente, lavoratori autonomi allo scopo di promuovere le iniziative culturali e sociali nel vicinato. Di norma molto attivi, sono caratterizzati da una continua affluenza già dall’inizio della mattinata, in concomitanza con l’inizio della giornata lavorativa che cessa a chiusura, intorno alle 22:00, o al termine delle attività.

Le associazioni che fanno richiesta e soddisfano i requisiti possono cominciare i propri corsi o i propri incontri in una delle sale totalmente dedicate e accessoriate in previsione della varietà dei corsi e delle iniziative promosse, tenendo conto dell’utenza tipica di ogni quartiere (quartiere operaio, zona residenziale, quartiere degli studenti, centro storico e così via). L’organizzazione di eventi e corsi nasce nella maggioranza dei casi dal basso; altre iniziative, invece, sono promosse dalle Istituzioni che si occupano di temi culturali, sociali e civici.

I tipi di attività variano dall’arte grafica alla musica, dalle danze folkloristiche di tutto il mondo alle discipline orientali come yoga e arti marziali, dai corsi pre-parto alla ginnastica per anziani, passando per il teatro, le esposizioni artistiche, l’informatica, corsi di lingue, laboratori di mestieri e l’orto didattico. Capita anche che un gruppo costituito come associazione richieda una sala per provare un proprio spettacolo o che svolga iniziative civiche o socialmente utili. Il centro civico, inoltre, ospita altri servizi, come centri diurni per anziani, sportelli di attenzione al cittadino, ambulatori medici, zone di riciclaggio. La varietà e il numero della attività lo rendono un eccellente luogo di creazione e condivisione, un luogo multietnico e multiculturale in cui si può notare la presenza di tutte le generazioni.

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Attività svolta in un centro civico

Una cosa che può sembrare inconsueta è che non viene chiesto alcun contributo economico alle associazioni che dirigono le attività. Esse, a loro volta, offrono corsi e seminari tenuti da personale esperto nel campo ad un costo economico associativo accessibile a tutti (di solito compreso tra 10 e 25 euro) o addirittura gratis. Un altro punto a favore è rappresentato dalla semplicità nella fase creazionale di una associazione senza fini di lucro: chiarezza della documentazione fornita e da presentare, nessun costo o tassa, tempi brevi, numero minimo fondativo di tre persone con incarico. Alcune associazioni, di solito in collaborazione con le università o con l’assessorato alle politiche giovanili, si impegnano ad organizzare palinsesti di attività gratuite per gli utenti e retribuiti per gli insegnanti durante gran parte dell’anno, garantendo l’offerta di corsi nuovi o già “collaudati” e coprendo la domanda costante di attività culturali e di svago.

Aldilà di questo tipo di attività e di esempio istituzionale, esistono anche altre realtà leggermente differenti nelle forme, ma alquanto affini negli obiettivi. L’ateneo spagnolo ha un ruolo simile al centro civico, ma nasce da un’associazione o da una federazione che già opera sul territorio. In seguito al riconoscimento regionale o provinciale di utilità pubblica, gli atenei ricevono vantaggi accreditativi ufficiali e godono dei finanziamenti pubblici, potendo così crescere e migliorare i propri servizi. Oltre alle attività artistiche, e nonostante le diversità identitarie tra gli atenei, si può notare l’attenzione rivolta alle tematiche più strettamente socio-politiche, civiche, filosofiche, all’interesse verso il dibattito pubblico, la stampa e l’azione sociale.

A coprire altri campi educativi e di svago provvedono le associazioni di vicinato, le quali operano in una sede assegnata, di norma più modesta rispetto ai centri civici e agli atenei, attraverso necessità specifiche delle famiglie residenti, organizzando attività all’interno e all’esterno della sede. Similmente avviene nelle associazioni di padri e madri, situate a fianco o all’interno delle scuole, e che programmano le attività scolastiche pomeridiane che più si avvicinano alle necessità educative e agli interessi dei loro figli.

Sparsi sul territorio sono presenti parchi e palazzetti dedicati allo sport che svolgono le attività modalità del tutto simili a quelle del centro civico. È curioso notare questo tipo di volontà e impegno istituzionale da parte di uno Stato che sta attraversando un momento di crisi socio-economica così forte e così simile a quella italiana, dove ora, come durante il boom economico, non c’è stata la volontà da parte delle Istituzioni a fare passi importanti in questa direzione.

René Verneau