Un’ iniziativa scintillante quella che si terrà in questi giorni a Torino, arrivata alla sua terza edizione quest’anno. È il Torino Fringe Festival, un festival di spettacolo dal vivo che insegue il sogno di riconoscere e valorizzare il mestiere dell’artista in quanto tale. “È di tutti”, come si legge nel manifesto, “È un punto di incontro tra chi il teatro lo fa, lo vede, lo vuole”.
Torino Fringe Festival: una città intera che diventa teatro

La rassegna teatrale raccoglie artisti provenienti da tutta Italia e non solo, che saranno all’opera per 10 giorni, dal 7 al 17 maggio. Torino sarà letteralmente invasa da quaranta spettacoli al giorno. Il Festival è ideato e creato da una direzione artistica e organizzativa composta da 10 compagnie teatrali, attive sul territorio: Crab Teatro, Fools, Il Cerchio di Gesso, Kataplixi Teatro, Le Sillabe, Officina Per la Scena, Onda Larsen, La TurcaCane, Compagnia GenoveseBeltramo, Performing Club e Gian Luigi Barberis, Marco Intraia che “assalteranno” la città con spettacoli, performances, eventi speciali, feste, workshop, incontri e laboratori, sia all’interno dei locali della città , sia “to street”, con l’intento sfrontato di “strappare via” l’arte dai luoghi canonici e portarla in strada.
La kermesse teatrale torinese nasce ispirandosi allo storico “Fringe Festival di Edimburgo“, e la sua più evidente caratteristica è quella di essere una manifestazione “dal basso”; non sposa infatti un progetto istituzionale e ricco, bensì affonda le radici nelle esigenze di attori e spettatori, numerosi, curiosi e contenti di incappare nel teatro in dieci spazi per niente convenzionali. Torino Fringe gode del sostegno e la collaborazione di Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione per la Cultura Torino e qualche sponsor privato, ma tutto ciò non basta a sostenere i costi dell’intera organizzazione. Le compagnie organizzatrici infatti lavorano senza percepire compenso. “Abbiamo creato una voglia di cultura e dato vita ad una rete di scambi e mutuo sostegno tra compagnie che produce economia autentica” afferma Luigi Orfeo dei Fools.
Uniti per uno scopo comune
Ma che la proposta folle e bizzarra del festival sia assai gradita ai cittadini lo ha dimostrato soprattutto la grande collaborazione di volontari: semplici cittadini si cimentano in attività di amministrazione, allestimento, logistica, info point e molto altro pur di dare una mano alle compagnie che quasi autofinanziano del tutto il progetto. Esiste persino la possibilità di ospitare un attore, ricevendo in cambio biglietti gratuiti per gli spettacoli: più giorni si ospita in casa propria un artista, più biglietti omaggio si hanno.
Quale migliore occasione quindi per aprirsi all’arte e mettersi in gioco, partecipando ad un progetto comune? Resta solo un’avvertenza finale. Attenzione: andare a teatro può creare dipendenza!
Edy Valentino

































