Siamo in procinto delle feste natalizie e ritorna la corsa ai regali. Come sempre, la redazione vi viene in soccorso con i #consiglidilettura, una breve lista di testi da tener presente se sotto l’albero volete (o volete far trovare) un libro di sociologia. Un nuovo appuntamento da aggiungere a quello del 2020, quello del 2022 e quello del 2023, con nuovi testi freschi di stampa e che, per chi vi scrive, sono i migliori libri per Natale 2024.

Tra i libri per Natale 2024… sociologia dei giovani

Il primo testo proposto è Sociologia dei giovani. Mobilità, culture, transizioni di Alessandra Polidori.

Questo libro propone una “fotografia sociologica” dell’attuale condizione giovanile, esplorando le implicazioni scientifiche che essa genera all’interno delle teorie delle scienze sociali. In tal senso, viene offerta una sintesi storica degli studi sui giovani e una panoramica critica dei principali riferimenti che compongono il dibattito contemporaneo a livello internazionale.

Da questa base, si sviluppa una riflessione sul ruolo della mobilità nei percorsi biografici odierni i quali, per scelta o per necessità, si snodano attraverso contesti sociali e culturali disomogenei. La condizione giovanile e la mobilità rappresentano una sfida sia per le scienze sociali sia per la società nel suo complesso, poiché riguardano fasi di transizione sensibili, portatrici di esperienze e significati. Entrambe sono, inoltre, “condizioni” che si applicano ai differenti momenti della vita. Di conseguenza, tali questioni riguardano ogni individuo e sono in grado di stimolare dibattiti fertili, che nutrono sia il confronto scientifico sia quello pubblico.

Cosa significa essere umani oggi?

Il secondo testo consigliato è L’animale che immagina. Per una visione diversa dell’uomo e del suo mondo, di Fabio D’Andrea.

Il tema di cosa significhi essere umani torna prepotentemente all’attenzione dopo un periodo nel quale lo si era ritenuto quasi privo di senso: dalla cultura pop all’arte, dalla scienza alla filosofia e alla narrativa, le riflessioni e gli stimoli in proposito sono numerosi, disordinati, contraddittori. Questo libro prova a tracciare un cammino out of the box, rinunciando a un arsenale di convinzioni rassicuranti per portare nel campo del consapevole la splendida difficoltà creativa dell’umano come divenire ininterrotto: un’umanità che sta diventando se stessa da milioni di anni, sempre più raffinata e adatta a essere parte di un processo universale, ma che negli ultimi millenni sembra aver smarrito la strada, fino ad affacciarsi sulla sua stessa autodistruzione.

D’Andrea non tratta l’umano come qualcosa di dato, di sacro e di immutabile: pensa anzi che la versione che ne stiamo offrendo oggi non sia che una delle tante possibili, parziale, megalomane e pericolosa, e che abbia tuttavia buone ragioni per esser così; ragioni che oggi avremmo gli strumenti per correggere, se ne avessimo davvero il desiderio.

Per comprendere la proposta diversa di umanità che l’autore articola in queste pagine, occorre essere disposti a sentirsi dire cose che vanno contro l’ovvio comodo e protettivo nel quale ci siamo ritirati da qualche secolo a questa parte; cose che ci chiamano direttamente in causa e ci mettono davanti a responsabilità verso noi stessi, gli altri e il mondo, cui ci stiamo sottraendo in ogni modo possibile. Occorre essere disposti a scendere dal piedestallo che ci siamo costruiti e a vedere come potrebbe essere vivere col resto del vivente, su un piede di pari dignità e non di brutale sfruttamento.

Analizzare i processi culturali

Il libro successivo che rientra tra i testi consigliati per Natale 2024 c’è La differenza che fa la differenza. L’analisi dei processi culturali di Vittorio Iervese.

La cultura non è qualcosa che si ha ma piuttosto qualcosa che si fa, più verbo che sostantivo, il frutto di una costruzione psico-sociale organizzata e condivisa con la funzione di permettere di orientarsi nella complessità del mondo. Piuttosto che costruire l’ennesima tassonomia della cultura questo libro fornisce indicazioni ed esempi sui modi di funzionamento dei processi culturali, ovvero su quelle operazioni che avvengono nel “territorio” e che costruiscono una “mappa” per muoversi in quel territorio.

Con una prima parte teorico-metodologica e una seconda che fornisce esempi di ricerca empirica, questo libro presenta un approccio di matrice costruttivista ai processi culturali. Come si accumulano e si organizzano i significati in una “mappa culturale”? Come questi significati orientano le interazioni e le comunicazioni? Come cambiano questi processi al modificarsi delle forme di comunicazione? Davvero la cultura è in grado ancora di orientarci nella complessità del mondo?

Tra i libri per Natale 2024… alterità somiglianti

Il prossimo libro consigliato è (Dis)identità e disuguaglianze. Per una sociologia delle alterità somiglianti di Cristiana Ottaviano.

Questo volume esplora diversi contesti e oggetti di ricerca, tenendo sempre la barra su tre elementi: Identità in movimento, disuguaglianze, somiglianze. La prima parte inquadra il presente, alla luce delle trasformazioni socioculturali più recenti, compresa la pandemia da Covid-19 e le nuove guerre. La seconda parte compie affondi su specifiche questioni come vulnerabilità, contro-narrazioni, corpi e cura. La terza parte è di tipo metodologico, con attenzione specifica all’epistemologia del Sud e alla sociologia visuale.

Nel complesso, si sperimenta un metodo innovativo – nell’impianto e nella scrittura – e si offrono strumenti non solo per la ricerca sociologica, alimentati da un continuo dialogo con una letteratura particolarmente aggiornata. Le frequenti incursioni nella filosofia e nell’antropologia servono per assumere prospettive che superino divisioni dualistiche oppositive e inconciliabili e valorizzino connessioni e reciproche interdipendenze, in uno stretto intreccio tra individualità, relazioni, alterità somiglianti. Perché questo mondo non ci renderà cattiv*.

Tra i libri per Natale 2024… il lascito di Ferrarotti

L’ultimo testo consigliato è, per così dire, il lascito di Franco Ferrarotti.

Secondo l’autore la sociologia è vittima del suo successo. Si è proposta come facile rimedio per studiosi sfortunati in altri campi. Nei casi migliori è divenuta giornalismo investigativo. In ogni caso, tende a perdere la visione d’insieme del sociale e la capacità di interconnettere in modo creativo i suoi vari aspetti.

In questo testo Ferrarotti sottolinea che i sociologi odierni, probabilmente sotto la pressione del mercato, hanno perso l’ancoraggio con le basi filosofiche da cui è nata la loro disciplina, non hanno tempo per riflettere sui loro testi classici, non sembrano avere interesse per costruire una tradizione sociologica in senso proprio. Per queste ragioni è plausibile che sfugga un aspetto essenziale: nella sua natura ibrida non risiede il limite, ma il primato di questa disciplina, la cui ottica è in grado di «afferrare» il reciproco condizionamento dei vari aspetti del sociale.