Il passaggio tra modernità e post modernità è stato descritto da Bauman in maniera esemplare. L’autore inizialmente sperava in una post modernità priva di precarietà e insicurezza, illusione che però venne infranta quando, dalla reale osservazione dei comportamenti umani, si rese conto che si era sviluppata una tendenza alla fuga verso qualsiasi rifugio apparentemente affidabile. Questo percorso, sostiene l’autore, ha portato a quello che egli ben presto definì “mercato delle identità”.

Tutto parte dalla “liquidità”

Il contesto dell’epoca post moderna, cambia notevolmente rispetto a quello moderno: “i progetti di vita individuale non trovano un fondo solido dove gettare l’ancora […] Il sentimento dominante è il senso d’incertezza”. In “Modernità liquida”, il sociologo polacco, propone un’accurata analisi dei cambiamenti che stanno attraversando le nostre società all’inizio del XXI secolo. L’autore utilizza i termini “fluidità” o “liquidità” per delineare l’attuale forma di modernità, trovando legittimazione in una definizione dell’Encyclopaedia Britannica, secondo la quale la “fluidità” è lo stato dei liquidi e dei gas che, a differenza dei corpi solidi, non restano fissi nello spazio e nel tempo ma producono un continuo mutamento di forma.

Bauman: perchè è famoso? - immagine giocosa prodotta con l'IA
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La metafora della liquidità usata da Bauman era già stata utilizzata in un passo del Manifesto del partito comunista, in cui gli autori del libro K. Marx e F. Engels si servirono dell’espressione ”fusione dei corpi solidi” per alludere al potere del capitalismo di minare ogni tradizione, in una società ritenuta troppo statica e resistente ai cambiamenti, il cui scopo finale era “preparare il terreno a corpi solidi nuovi e migliori”.

Il timore del panottico

Tuttavia, Bauman, al contrario di Marx ed Engels, non scorgeva niente di fermo e solido, ritenendo che i primi corpi solidi ad essere liquefatti furono in generale gli obblighi etici e religiosi che caratterizzavano e tenevano unite le società pre-moderne.

“Si dissolvono tutti i rapporti stabili e irrigiditi, con il loro seguito di idee e concetti antichi e venerandi, e tutte le idee e i concetti nuovi invecchiano prima di potersi fissare. Si dissolve nell’aria tutto ciò che vi era di corporativo e stabile.”

Nella post-modernità, che l’autore definisce modernità liquida, è entrato in crisi il modello panottico, insieme alle strutture sociali ad esso collegate, liquefacendosi. Il terrore del Panopticon, “non sono mai solo”, si trasforma nel “non essere mai più solo”. L’uomo supera la condizione di loneliness una situazione di emarginazione e abbandono per consolidare la propria solitude, la capacità di non sentirsi mai solo, in tal senso l’uomo diventa controllore di sé stesso.

Prodromi di un mercato di identità fluide?

Questo ha dato inizio a una nuova fase della storia umana che da molti è stata interpretata come fine della modernità, essa, tuttavia, esibisce ancora il tratto caratteristico della modernità, ossia la sempre inarrestabile spinta alla modernizzazione.

“La modernità nel suo insieme si distingue dalle epoche precedenti per la modernizzazione compulsiva\ossessiva: e modernizzare significa liquefare, fondere, estrarre.”

Se nella fase ”solida” il nucleo della modernità risiedeva nella capacità di controllare il futuro, nella fase ”liquida” la principale preoccupazione è quella di non assicurare il futuro, per poter sempre cogliere tutte le opportunità possibili.

Le caratteristiche principali della post modernità sono il movimento e l’impossibilità di restare fermi. Queste si possono rappresentare come una costante corsa per raggiungere un premio che, però, si allontana sempre più velocemente dai suoi inseguitori. Ogni traguardo appare solo come un modo per poter continuare ad andare più avanti. Ma a rendere ancora più emblematiche e interessanti le particolarità della post-modernità è la consapevolezza che non vi è alcuno stadio finale da raggiungere.

Il passaggio dalla modernità solida a quella fluida vede le certezze della modernizzazione svanire, sostituite da una fase di deregolamentazione e flessibilizzazione dei rapporti sociali.

Il Mercato delle identità

Il consumo è la priorità di ogni individuo. Si è formato un “mercato delle identità” che vengono consumate/acquistate grazie ai processi di flessibilità insisti nella nostra società. Il fenomeno del consumismo oggigiorno è volto unicamente al soddisfacimento dei propri desideri, diversamente dall’epoca solido moderna, in cui il consumo era inserito nella dialettica del bisogno/mancanza, divenendo una compulsiva ricerca di appagamento che non si esaurisce mai.

La popolazione contemporanea è sempre più convinta che il proprio successo/insuccesso dipenda esclusivamente dalle sue capacità e non anche dal condizionamento della società. Il mondo si è trasformato in un mare di opportunità pronte a essere colte per guadagnare il maggior numero di soddisfazioni possibili, pensando di poter ottimizzare al meglio il nostro stato di benessere.

Sara La Fragola

Riferimenti