In questi ultimi anni, il prodotto delle maggiori federazioni del Wrestling Professionistico ha subito radicali cambiamenti nella sua rappresentazione della mascolinità. Dal proporre personaggi LGTBQIA+ in chiave maggiormente positiva e proporre wrestler che nella vita reale sono appartenenti alle categorie LGBTQIA+ (Doc-Chris Mueller, 2022) al far fare un segmento parlato da parte di un wrestler, invitante il pubblico maschile a piangere per sfogarsi, all’aprirsi alle proprie fragilità e a chiedere aiuto terapeutico quando si è in difficoltà (Woodward, 2025).

Questi elementi sono un chiaro segno indicativo del cambiamento che è avvenuto nella trasposizione delle storie da parte delle federazioni che propongono lo sport spettacolo, visto che il Wrestling Professionistico, per la maggior parte della sua attuazione, è stato un intrattenimento basato principalmente sulla trasposizione popolare del mito della mascolinità aggressiva (Ford, 2017).

La mascolinità, l’aggressività ed il corpo mascolino come mezzo di realizzazione dell’Identità

 Il Wrestling Professionistico, fin dal suo passaggio da gara di lotta legittima a sport intrattenimento, con un linguaggio esclusivo per non far trapelare informazioni a che non ne faceva parte, un mantenimento del personaggio, prassi tenuta fino agli anni novanta – duemila, anche nella vita reale (la kayfabe) ed una tipologia di prodotto, soprattutto nella versione statunitense ed in particolare nelle zone del sud, legata ad un contesto populista (Stacey, 2023), ha avuto come narrazione principale la dimostrazione di mascolinità e l’affermazione della mascolinità attraverso l’aggressività ed il corpo (Soulliere, 2006). Di fatto, come indica nel suo seminale saggio, “Professional Wrestling: Sport and Spectacle”, Sharon Mazer indica come anche l’utilizzo delle lottatrici femminili e della sessualità dei loro personaggi servisse ad esplicitare e ad indicare la mascolinità e l’esser maschi dei lottatori uomini (2020).

Roland Barthes, uno dei maggiori esponenti della semiotica, nel suo seminale saggio sulla lotta libera professionistica, “The World of Wrestling” (1957), la identifica come uno degli spettacoli più intellegibili, basata sullo svuotamento dell’interiorità per una completa esplicitazione delle emozioni e delle intenzioni attraverso la Sofferenza amplificata, elemento principale che attira il pubblico. I tre elementi principali del Wrestling per Barthes, La Sofferenza, La Sconfitta e la Giustizia, sono attuati attraverso una violenza ed una aggressività di un corpo solitamente esteticamente e strutturalmente muscolo e curato (Smith, 2014).                                                                                       

Il Melodramma Mascolino

Henry Jenkins III, nel suo saggio “Never Trust a Snake WWF Wrestling as Masculine Melodrama” (2006), identifica il wrestling professionistico come un luogo narrativo dove si attua un paradosso patriarcale, ovvero le storie sono attuate attraverso la struttura della fiction seriale, solitamente legata ad un pubblico femminile, con il rilascio delle tensioni e delle emozioni omosociali attraverso però dei metodi e dei mezzi narrativi che giustificano il rilascio emotivo, senza violare il protocollo sociale del contenimento delle emozioni, permettendo così il proseguo del mito del maschile stoico. Così il melodramma mascolino si basa sulle strutture del melodramma identificato da Peter Brooks (1995), ovvero la caratura etica ontologica del personaggio, l’auto-nomina del ruolo ed un soliloquio magniloquente ed eccessivo, permettendo così la completa esplicitazione ed esagerazione del contenuto emotivo.

In questa maniera, il pubblico maschile può permettersi di rilasciare le proprie emozioni, frustrazioni e vulnerabilità non violando il protocollo sociale del sesso maschile attraverso l’attuazione delle narrazioni del wrestling professionistico, con temi che vanno dall’amicizia, alle relazioni sentimentali e alla politica, spesso attraverso personaggi che sono maschere della narrazione populistica.

La visione della mascolinità nel wrestling odierno

La narrazione della mascolinità nel wrestling ha avuto, come detto nel primo paragrafo dell’articolo, cambiamenti, sia legati ad elementi fuori dalla narrazione, come le campagne dello “#Speaking Out” (BBC, 2020), legate al concetto del #Metoo e volte a denunciare gli abusi e la cultura maschile tossica alla base del wrestling professionistico che al metodo della narrazione dei personaggi, come al mostrare gli atleti in contesti fuori ring e soprattutto con personaggi più in linea alla personalità reale di essi, permettendo di mostrare maggiormente delle loro vulnerabilità ( St. James, 2022).

Assieme ad una maggiore parità del lottato femminile con quello maschile, questi cambiamenti della visione mascolina sono stati molto apprezzati dai fan della WWE dell’epoca Trump (McCreedy, 2021), il cui metodo di dialogo politico è paragonato, vista anche le sue collaborazioni con la WWE, a quello delle vignette promozionali dei lottatori (Cassini, 2020)

Giovanni Carlo Bruni

Bibliografia

  • Mueller, Doc-Chris, AEW Stars Discuss Pride Month, Being Role Models, Discrimination and More, Bleacher Report, 2022.;                                                                                                                                                                                            
  • Woodward, H. LA Knight: It’s OK To Cry, It’s Good For Your Mental Health, It Doesn’t Make You Less Of A Man, Wrestle Zone, Yahoo Entertainment, 2025;     
  • Ford, S. (2017). “He’sa real man’s man”: Pro Wrestling and Negotiations of Contemporary Masculinity. In The Routledge companion to media fandom (pp. 174-183). Routledge.;                                                                                                       – Stacey, C. L. (2023). Populism and Professional Wrestling in the Sunbelt South: From Rasslin’to Sports Entertainment. Bloomsbury Publishing USA.;        
  • Soulliere, D. M. (2006). Wrestling with masculinity: Messages about manhood in the WWE. Sex Roles, 55(1), 1-11;                                                                                                                                                                               
  • Mazer, S. Professional Wrestloing, Sport and Spectacle, Second Edition, University Press of Missisipi, 2020; – Barthes, R. (1957). The world of wrestling. Frolic Game Play Sport Toy & Wanton, 183.
  • Smith, R. T. (2014). Fighting for recognition: Identity, masculinity, and the act of violence in professional wrestling. Duke University Press.;                                                                                                                                 
  • Jenkins, H. (2006). 4 Never Trust a Snake: WWF Wrestling as Masculine Melodrama. In The Wow Climax (pp. 75-101). New York University Press.;                                                                                                             
  • Brooks, P. (1995). The melodramatic imagination: Balzac, Henry James, melodrama, and the mode of excess. Yale University Press.;