Il concetto di abilismo, dall’inglese americano ableism (in UK viene usato invece disableism) fa leva sul mente-corpo non disabile come norma, Ha significati complessi e variabili perché si riferiscono a contesti sociali diversi e a dimensioni esperienziali individuali. Risulta difficile dare una definizione senza prima chiarire che cos’è l’abilità. Risulta chiaro che è un sistema oppressivo che si manifesta a più livelli della società come il razzismo, il sessismo e tanti altri.

Che cos’è l’abilità?

L’abilità ha principalmente due concetti, che sono antitetici. Il primo si riferisce all’abilità come una capacità acquisita grazie all’ apprendimento o all’esercizio. La persona abile, quindi, è colui/colei che mostra una bravura, ciò nella nostra società ha una valenza positiva. Il secondo si riferisce alla parola abilità come opposto di disabilità, e allora definiamo abile una persona le cui caratteristiche fisiche, sensoriali e neurologiche rientrano nella “norma”: abilità intesa come buona salute o funzionamento normale.

In sintesi, possiamo definire l’abilità la capacità di essere in grado di fare qualcosa, di svolgere determinati compiti e attività, rappresenta un parametro di giudizio e uno standard che produce un processo di differenziazione tra gli individui, e, che può comportare talvolta esclusione sociale e marginalizzazione (Gappmayer).

L’abilità è il frutto dell’interazione tra una data condizione dell’individuo e il sistema-ambiente (culturale e sociale) in cui è immerso. Al centro di questo concetto troviamo le aspettative di abilità, ovvero un insieme di valori e credenze riguardanti l’idea che alcune abilità, come la produttività, l’autonomia e lo svolgimento di determinati ruoli, sono considerate e ritenute indispensabili per una piena partecipazione nella società.

Le aspettative di abilità ci dicono come dobbiamo essere e comportarci per appartenere alla cultura di riferimento . Quando non le soddisfiamo, veniamo emarginati. Queste aspettative svolgono un meccanismo che differenzia le persone abili, considerate la norma, a quelle con disabilità, viste come altro. Questa differenziazione ha anche un effetto di confinamento che definisce i criteri di esclusione ed inclusione.

Definizioni di abilismo

Ecco alcune, tra le tante, definizioni di abilismo proposte dagli studiosi:

  1. “Un sistema pervasivo di discriminazione ed esclusione che opprime le persone che hanno disabilità mentali, emotive e fisiche. Le convinzioni profondamente radicate sulla salute, la produttività, la bellezza e il valore della vita umana, perpetuate dai media pubblici e privati, si combinano per creare un ambiente spesso ostile” (Rauscher e McClintoc)
  • “L’abilismo come un processo della società, della cultura e dell’economia che privilegia quei corpi che possono sopravvivere, esibirsi e svilupparsi come entità autonome capaci, autosufficienti e commerciabili […] Essere un cittadino di successo significa essere disposti e in grado di progredire. Solo come il sé diventa il progetto della nostra contemporaneità, così anche il corpo è portato in questo imperativo biopolitico: essere pienamente funzionante, lavorare e fare acquisti tanto quanto e come si può” (Liddiard e Goodley)
  • “L’abilismo descrive atteggiamenti di pregiudizio e comportamenti discriminatori nei confronti delle persone con disabilità che sono legati alla comprensione da parte delle persone ritenute «normali» dell’abilità, dei diritti e dei benefici/privilegi” (Wolbring)

Standard e giudizio

Queste definizioni considerano sia la dimensione dell’abilità come standard e parametro di giudizio, sia del concetto di norma. Tutte criticano l’ideale di superiorità di un sé e di un corpo «perfetti, tipici della specie, e quindi essenziali e pienamente umani» (Campbell) contro i quali la disabilità è considerata un modo di essere inferiore. In diverse definizioni viene data enfasi anche al potere e al privilegio, elementi centrali dell’abilismo, che alimentano le disuguaglianze sociali nella vita di tutti i giorni delle persone con disabilità.

Sinteticamente per abilismo si intendono gli atteggiamenti pregiudizievoli e i comportamenti discriminatori nei confronti delle persone con disabilità ovvero quelle persone che non rientrano nel conetto di “normalità”, come stabilito dalla società attraverso l’intersoggettività, la conoscenza sociale e criteri statistici.

Dunque la persona con disabilità è vista come un difetto invece che un aspetto della varietà umana mentre la persona “abile” viene vista come la norma.

Forme di abilismo

L’abilismo può assumere sostanzialmente quattro  forme: benevolo, ostile, ambivalente e interiorizzato.

Abilismo benevolo: in questa forma si riscontrano le basse aspettative verso le persone con disabilità. Ad esempio il fatto che svolgono attività, generalmente considerate delle persone “normodotate”, come andare a fare la spesa, andare all’università ecc., genera meraviglia e incredulità.
Può prendere la forma del pietismo, della protezione paternalistica e dell’accondiscendenza e/o infantilizzazione; in alcuni casi può sfociare in quello che Stella Young ha definito Inspiration Porn cioè l’uso delle persone con disabilità come fonte di ispirazione a causa delle difficoltà che incontrano, di fatto rimarcandole e amplificandole a uso e consumo di chi quelle difficoltà non le sperimenta. Un esempio è chiedere alla persona con disabilità di raccontare la propria vita allo scopo di ispirare la vita di altre persone senza disabilità, facendo presumere che avere una disabilità faccia diventare le persone eccezionali.

Abilismo ostile: rientrano in questo tipo di abilismo l’uso inappropriato e offensivo del linguaggio come ad esempio, «handicappato», «ritardato», mostrare disgusto o  evitare la persona con disabilità, aggressioni e crimini d’odio. Oltre a questi c’è da aggiungere bullismo, umiliazione, le punizioni e la segregazione.

Abilismo ambivalente: Quest’ultimo tipo presenta una miscela di aspetti positivi e negativi a seconda della situazione, degli obiettivi, dei bisogni e caratteristiche dei soggetti coinvolti. Ad esempio una persona “normodotata” è convinta che la persona con disabilità dovrebbe essere trattata con gentilezza e compassione ma potrebbe sentirsi ansiosa e a disagio di fronte a lui/lei.

Rappresentazioni negative interiorizzate

Esiste anche una quarta forma di abilismo, quello interiorizzato dalle persone con disabilità: alcune rappresentazioni negative, una volta assorbite, modellano il senso di sé, il comportamento e la risposta all’oppressione di un individuo. Alcune persone con disabilità interiorizzano le norme sociali sull’abilità a causa di episodi ricorrenti di maltrattamenti, emarginazione o discriminazione da ogni ambito della vita sociale.
Siamo di fonte all’abilismo interiorizzato quando la disabilità viene interpretata come un problema da ignorare, nascondere o superare piuttosto che considerarla un aspetto importante della propria identità. Alcune persone con disabilità possono negare la loro disabilità cercando di mascherarla, ad esempio non rivelando la propria sordità, oppure evitare la frequentazione di altre persone con disabilità per non essere associate a loro o ancora sottolineare le differenze tra persone con disabilità diverse o pensare che l’abilismo riguardi solo altre persone con disabilità e non me.

Simone Bellan

Riferimenti