Dalla parte degli operai. Sempre. Tra le tante definizioni con le quali si potrebbe descrivere Aris Accornero, questa è senza dubbio la più calzante. Si è spento nella notte, all’età di 87 anni, colui che è stato sociologo, professore ma prima di tutto un grande studioso del mondo del lavoro. Dalla parte degli operai, non abbracciava a prescindere tutte le loro prese di posizione. Studiava la realtà così come era e non come avrebbe voluto che fosse. Un cervello pensante.

Nato ad Asti, nel 1931, aveva cominciato la sua attività come giornalista dopo essere stato licenziato per rappresaglia dalla Riv Skf, una fabbrica torinese di cuscinetti a sfera. Negli anni ’60 si trasferisce a Roma e inizia a lavorare per L’Unità. Nel frattempo dà avvio anche alla sua florida attività di scrittore, totalmente incentrata sul mondo del lavoro. “Quando c’era la classe operaia. Storie di vita e di lotte al cotonificio Valle Susa”, “San Precario lavora per noi. Gli impieghi temporanei in Italia”, “Era il secolo del lavoro”, “L’ultimo tabù. Lavorare con meno vincoli e più responsabilità”, sono solo alcuni dei titoli che delineano la sua linea di pensiero. Sul finire degli anni Settanta divenne responsabile di un settore fin lì inesistente del Cespe, il Centro studi di politica economica del Pci: la sezione ricerche sociali. E più tardi andò in cattedra alla Sapienza, come docente di Sociologia industriale.

Un secondo pezzo della vita di Accornero inizia quando abbandona il giornale e va a lavorare accanto ad Agostino Novella, segretario generale della Cgil. Diventa così parte integrante di quel mondo che ha sempre studiato ed amato. E proprio la Ggil esprime profondo cordoglio per la morte di Aris Accornero. “Professore emerito, apprezzato ricercatore, fine intellettuale non ha mai scordato le sue origini e la cultura appresa in fabbrica. Nel corso della sua carriera è stato sempre vicino ai lavoratori e al sindacato, in particolare alla Cgil. La sua scomparsa lascia un grande vuoto. I suoi consigli, sempre dati con il rispetto di chi conosce e apprezza l’autonomia del sindacato, i suoi studi e i suoi insegnamenti sui cambiamenti avvenuti dal Novecento ad oggi nel mondo del lavoro, a partire da quelli sui metodi di produzione e organizzazione, sulla rappresentanza e le relazioni industriali, per arrivare alle riflessioni sulla precarietà, continueranno ad essere un punto di riferimento per tutta l’organizzazione”. Come amava ripetere lo stesso Accornero,

“Quello del sindacalista non è un mestiere vero e proprio. È una missione. C’è dentro militanza e volontariato”

Operaio, giornalista, scrittore, professore, sindacalista, studioso. Uomo vero. Ci piace ricordarlo così.

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