In molti contesti (familiare, sociale, scolastico) si vengono a manifestare comportamenti antisociali che in gergo comune vengono identificati con il termine “Aggressività”. In ambito psico-socio-pedagogico l’aggressività è identificata come comportamento che arreca danno a persone o a cose, soprattutto ma non solo quando si manifesta intenzionalmente.

Molti autori hanno cercato di studiare e di comprendere lo sviluppo di un’ atto aggressivo in vari ambiti di vita quotidiana infatti Patterson, Littman e Bricker (1967) hanno svolto uno studio all’interno di una scuola materna poiché è un probabile contesto in cui si possono rilevare atti aggressivi. Infatti è molto probabile che i bambini manifestano comportamenti irruenti nel momento in cui interagivano con i propri pari e contemporaneamente tali atti “aggressivi” venivano rinforzati con frequenza e intensità. Ad esempio se un bambino aggredisce un compagno questo a sua volta reagirà con la stessa intensità punendolo.

L’aggressività induce molti genitori a preoccuparsi poiché credano che il loro figlio crescendo diventi arrogante, prepotente, ma bisogna anche considerare che un atto aggressivo in un bambino piccolo possa essere strumento di espressione.

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Freud e il concetto di aggressivitá

Uno dei temi più affrontati dallo psicoanalista austriaco è proprio quello dell’ “aggressività”, ma una delle domande che viene ad emergere è “Come viene interpretata l’ aggressività dalla corrente della Psicoanalisi”? Innanzitutto l’aggressività non viene solo considerata in termini di comportamento, emozione ma bensì come Pulsione. La Pulsione è una rappresentazione psichica di un bisogno che vive e si muove nell’ inconscio influenzando le nostre scelte e i nostri comportamenti.

L’importanza dell’aggressività nella vita psichica risale all’infanzia, non solo nei casi patologici, ma anche nella “normalità”. L’aggressività si manifesta precocemente in forma positiva durante, l’elaborazione del complesso di Edipo, quando il figlio desidera uccidere il padre che gli impedisce di appagare i propri impulsi libidici con la madre.

Fromm e le forme di aggressivitá

Uno psicoanalista molto noto che si occupò di analizzare l’ aggressività in termini negativi fu Fromm. Tale autore è conosciuto poiché è il maggior esponente della Scuola di Francoforte. Secondo Fromm un comportamento aggressivo si origina da fattori sociali, culturali e a sua volta l’ individuo ne è influenzato.

Eric Fromm
Eric Fromm

Fromm distingue l’ aggressività maligna da quella benigna. L’aggressività maligna mira alla distruzione e la cattiveria è fine a se stessi, tale aggressività è prodotta dalla cultura e dalla società in cui l’ uomo vive. L’ aggressività benigna ha basi biologiche e si riferisce all’ambiente e all’adattamento dell’uomo.

Bandura: Apprendimento sociale e aggressivitá

Nell’ambito della psicologia sociale una figura molto rilevante è quella dello psicologo e pedagogista Albert Bandura. L’autore volle analizzare in primis come il contesto e l’ azione si intersecano, poichè tutto ciò fa riferimento all’apprendimento sociale. Per tale motivo propose un esperimento noto come “l’ esperimento della bambola Bobo”.

Albert Bandura

Bandura: l’esperimento sull’aggressivitá

All’ esperimento parteciparono 36 bambini e 36 bambine di età compresa tra i 3 e i 5 anni, tutti alunni della scuola materna dell’Università di Stanford.

I bambini vennero divisi in tre gruppi: 24 vennero esposti al modello aggressivo, 24 al modello non aggressivo e i restanti al gruppo di controllo. Sia nel gruppo aggressivo sia in quello non aggressivo ogni bambino osservava individualmente il comportamento di un adulto verso la bambola Bobo (una bambola gonfiabile di plastica alta un metro e mezzo, che recuperava il suo equilibrio dopo averla fatta dondolare). Seguendo il modello aggressivo l’adulto iniziava a giocare con i giochi della stanza per circa un minuto. Dopodiché, assumeva un comportamento aggressivo verso la bambola, picchiandola o utilizzando un martello a giocattolo per colpirle la faccia.

Nello scenario non aggressivo, l’adulto giocava semplicemente con la bambola. Infine, nel gruppo di controllo non esisteva una previa osservazione di interazione con alcun modello. Dopo l’osservazione, i bambini dovevano passare uno a uno nella stanza con i giochi e la bambola Bobo. Furono ripresi con videocamere per registrarne il comportamento dopo aver osservato le azioni degli adulti. Dall’ esperimento è sorto che i bambini esposti al modello aggressivo erano più inclini ad agire con aggressioni fisiche.

Modelli e Giochi che inducono all’aggressivitá

Durante la crescita è molto probabile che il bambino assorbi dal contesto in cui si trovi comportamenti aggressivi anche se bisogna considerare che alcuni elementi come film, giochi, immagini contribuiscono tanto. Di solito intorno ai 4 anni le reazioni aggressive tendono a scemare, il bambino tende a far emergere la propria aggressività attraverso le parole, inoltre comportamenti aggressivi sono emergenti tramite il gioco.

bambina tristezza aggressività

Tra i giochi riscontriamo quello della guerra(guerra con pistole ,frecce).ma se un genitore vede tutto ciò come negativo dal punto di vista psicologico dall’ altra parte vi è tanta positività ovvero il gioco della guerra è strumento in cui il piccolo dirotta le pulsioni aggressive nel mondo immaginario della fantasia, invece di riversarle nei rapporti con gli altri. Il bambino cosi sperimenta le pulsioni aggressive ma nello stesso tempo il genitore non deve avere una reazione severa poiché è probabile che il bambino sperimenti un senso di colpa che porta a bloccare la sua espressività.

E’ da considerare che un bambino che ha avuto l’ opportunità di essere ”aggredito e di aggredire” senza avere avuto punizioni severe da parte del genitore riuscirà ad esternare la sua rabbia anziché dirigerla verso gli altri.

Che cos’è una crisi di collera e quando si manifesta?

Verso i due anni il bambino esprime reazioni di rabbia violenta soprattutto nel momento in cui non ottiene ciò che vuole (un giochino, essere preso in braccio). Molti bambini manifestano comportamenti come piangere, rotolarsi a terra…Come può intervenire un genitore?. Innanzitutto mantenere la calma non innervosirsi, intervenire con fermezza fisica,”trascinare via di peso il piccolo e stringendolo in braccio per dargli senso di contenimento”. Quando la situazione si stabilizza il genitore dovrà far capire al bambino che non è successo niente. Un gioco può essere un ottimo strumento per stabilizzare la situazione. Tra i giochi più conosciuti vi sono quelli con il pongo, plastilina ovvero giochi che sciolgono tensione e conflitto.

Come affrontare una situazione conflittuale?

Di solito in ambiente scolastico (nido, scuola materna) ci possiamo trovare di fronte a due piccoli che litigano per contendersi un gioco. Il bambino intorno ai 2,3 anni manifesta il bisogno di possesso, in quanto è convinto che qualsiasi oggetto sia di sua proprietà, Quindi cercherà in tutti i modi di derubare il suo amichetto. Ma come intervenire? Bisogna intervenire con un tono calmo e con fermezza, ridandogli il giochino al legittimo proprietario. Se la situazione conflittuale viene affrontata in questo modo, ovvero mantenendo un tono di voce calmo ed intervenire con fermezza, la sconfitta appare cosi un esperienza costruttiva.

Libri e albi illustrati sull’aggressivitá

In ambito educativo-pedagogico le figure professionali come quella del pedagogista ed educatore sono identificati come rilevanti nell’ affrontare determinate tematiche poiché vengono proposti non solo strumenti teorici ma anche pratici come attività ludico-pedagogico oppure libri, film per far conoscere ai bambini che molti comportamenti sono inadeguati a determinati contesti, tale conoscenza avviene in maniera semplice e diretta, ma soprattutto con l’ introduzione di comportamenti identificati come giusti.

Ci sono molti testi che tendono attraverso dei racconti a dimostrare che la rabbia, l’aggressività può essere gestita, tra i vari testi ne vengono segnalati alcuni:

Per i genitori o cultori della tematica:

  1. Sylvie Boucier Capricci crisi di collera aggressività: Come affrontare le situazioni più difficili e aiutare il bambino a vivere meglio. Editore Red
  2. Marina Zanotta Stiamo calmi! Gestire la rabbia dei bambini senza farsene contagiare. Editore Rizzoli.

Albi illustrati per bambini:

  • Elisa Cucinelli, Il rinoceronte furioso che imparò a domare la rabbia. Editore Independently published
  • Elisabeth Cole, Sconfiggere la rabbia. Editore Independently published
  • Anna Llenas I colori delle emozioni. Editore Gribaudo

Maristella Ienco

Riferimenti Bibliografici e Sitografia

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