Son partito dalla piazza
Con il culo sopra un bus

Ora puoi trovarmi primo nelle tendenze YouTube
(Bancomat, Sfera Ebbasta)

Per un’artista come Laura Pausini, appartenente ad una generazione che ha creato il proprio successo offline, 1 milione di visualizzazioni dopo 24 ore dall’uscita su Youtube del nuovo video di “Non è detto” è un record. Un record personale ovviamente, perché diciamolo subito una volta per tutte: per i nostri giovani (t)rapper, che con il web hanno creato un rapporto simbiotico, 1 milione di views è un numero da principianti. Dischi d’oro, dischi di platino, fan impazziti, concerti sold out: chi saranno mai questi artisti tanto odiati quanto amati? Ma prima di tutto che cos’è sta trap?

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Trap: significato, origini e caratteristiche

Nato nel Sud degli Stati Uniti, la trap non è altro che un sottogenere del rap. La sua storia inizia nei primi anni Novanta, quando la parola “trap” cominciò ad essere usata molto frequentemente nei testi di alcuni rapper (Cool Breeze, Dungeon Family, Ghetto Mafia e gli Outkast, tanto per citarne alcuni) in riferimento alle trap house, le vecchie case abbandonate nei ghetti di Atlanta in cui avveniva la cottura e la vendita di sostanze stupefacenti, attività facenti parte di uno stile di vita che per molti si trasformò in una “trappola”, un circolo vizioso senza via di uscita. Ed ecco che così, proprio dai racconti sulle vicende vissute in quegli appartamenti, cominciarono a delinearsi i tratti caratteristici di un nuovo stile musicale i cui main topic sono diventati (indovinate un po’?) le droghe, lo spaccio e i soldi, e gli elementi sonori del rap si sono arricchiti di sintetizzatori, derivazioni crunk, batterie elettroniche (TR-808 su tutte) e hi-hat a palate, come potete ascoltare a questo link che vi aiuterà a capirne il senso.

Poi dal 2010 in avanti le cose hanno cominciato a prendere una direzione diversa, lontana dai ghetti, lontana dalla vita di strada. Le tracce, infatti, hanno via via ottenuto una crescente popolarità spingendosi oltre il Sud, sia grazie ai suoi rapper di punta come T.I., Young Jeezy, Gucci Mane in prima battuta e poi Young Thug, Migos, Future con la strada già spianata, sia alle intuizioni argute di personaggi alla Lex Luger che hanno prodotto singoli trap per star dai nomi celebri come Rick Ross, Kanye West e Jay-Z, rendendo popolare un sottogenere oggi infatti totalmente mainstream. La trap in questi ultimi anni ha collezionato ascolti straordinari, ha conquistato i primi posti nelle chart mondiali e ha influenzato artisti R&B e addirittura pop del calibro di Beyoncé, Lady Gaga e Katy Perry. Tutto ciò è straordinario, è vero, peccato il prezzo da pagare si possa riassumere nella perdita del suo animo più sotterraneo e controculturale all’interno della scena rap, nel raffreddamento dei toni comunicativi, nella fine di tutti i discorsi sul desiderio di riscatto dalla trappola.

La trap in Italia: successi e numeri record

Sono uscito dalla melma
Da una stalla a una stella
Compro una villa alla mamma
E poi penserò all’Africa
Figlio di una bidella
Con papà in una cella
Non è per soldi, giuro, wallah
(Ninna Nanna, Ghali)

Sono una rockstar, rockstar
Rockstar, rockstar
Ehi, ehi, e-ehi, vuoi farti una foto?
Yah, yah, ya-yah, la mia faccia è ovunque
(Rockstar, Sfera Ebbasta)

Avete mai chiesto ad un over 40 che cos’è la trap? Ecco, per evitare risposte imbarazzanti, tipo “l’ex allenatore della Nazionale”, non provateci nemmeno! A meno che non abbia dei figli, chiaro, perché allora in quel caso ne saprà eccome e, a dirla tutta, probabilmente ne avrà anche le scatole piene! I teenager e anche i più piccoli, in effetti, ne vanno proprio pazzi e dei loro trapper preferiti sanno vita, morte e miracoli, seguendoli sui social, per strada, in streaming, andando ai concerti e imitandoli a rappare. La trap è arrivata in Italia solo qualche anno fa e ha iniziato a prendere piede grazie ad una nuova generazione di artisti nati negli anni Novanta, che determinati come Sfera Ebbasta, Ghali e il loro producer Charlie Charles, hanno deciso di uscire dalle periferie per entrare nel mondo maistream conquistando le vette delle classifiche musicali. Ecco allora in breve chi sono questi idoli dei ragazzini.

Sfera Ebbasta, the trap king

Sfera Ebbasta, nome d’arte di Gionata Boschetti, 26 anni, di Cinisello Balsamo, è il primo artista italiano ad avere sdoganato la trap nel nostro Paese. Odiato dalla vecchia scuola per l’uso massiccio dell’autotune, considerato un cattivo esempio per l’istigazione all’uso di Sprite e codeina, probabilmente ciò che non piace davvero è la sua sicurezza, il suo modo di essere sfrontato e tamarro, con quella doppia B nel nome, i capelli rosa, le collane massicce e i grillz ai denti. Sfera racconta la sua Ciny, la vita di periferia da cui proviene e da cui è riuscito a riscattarsi ottenendo il successo che ambiva. Autoproclamatosi Trap king, è il primo artista italiano ad essere entrato nella Top 100 mondiale di Spotify per gli ascolti record del suo nuovo album “Rockstar”, con 8 milioni di plays al giorno in tutto il mondo!

Ghali, voce dell’integrazione

Ghali Amdouni, meglio noto come Ghali, classe 1993, di origini tunisine, comincia il suo percorso nel 2011, raccogliendo diverse delusioni fino al 2014, quando decide di dare vita ad un nuovo progetto e a pubblicare una serie di singoli su Youtube, raccolti in seguito nell’album “Lunga vita a Sto” del 2017. Da quel momento inizia a farsi conoscere e a creare il suo successo, arrivato con “Ninna Nanna” con cui fa letteralmente il botto: 200mila ascolti in 24 ore, senza un album ed un ufficio stampa, con il solo aiuto della sua etichetta Sto Records. Fan di Michael Jackson, attaccatissimo alla mamma, Ghali è senz’altro noto anche per essersi fatto portavoce di un valore prezioso come l’integrazione, scrivendo e cantando in arabo, affrontando gli stereotipi islamofobici con versi che non possono passare di certo indifferenti come questi di “Wily Wily“: Tu pensi che l’Islam sia l’Isis perché / Hai un amico marocchino/ E ti ha insegnato solo parolacce/ A mandare a fare in culo/ E forse forse pure a dire grazie.

La musica del presente

Oltre a loro si possono citare poi altri nomi che oggi fanno parte della scena trap italiana, ciascuno con dei tratti caratteristici unici, come il genovese Tedua, accusato dai più critici di non andare a tempo ma ammirato dai fan per la sua capacità di rappare off beat, il gruppo romano dei Dark Polo Gang, che sullo stile esagerato e la parodia del consumismo portato all’estremo hanno costruito le basi del loro successo. E ancora, Laioung, Izi, Rkomi. Non è facile prevedere quanto durerà la trap in Italia, visto il suo DNA più superficiale rispetto a quello americano. Di fatto è la musica del presente, ne siamo completamente invasi e viviamo il successo altrui nei versi in rima di questi giovani e ricchi rapper. Per sentirli cantare insieme una volta per tutte, ecco il link che fa per voi, buon ascolto!

Alice Porracchio

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