Dagli anni ’50 del ventesimo secolo un genio di nome Alan Turing dà via a quella che il filosofo Floridi definisce la “Quarta Rivoluzione“. Di cosa si tratta? E come si combinano al loro interno i suoi neologismi “OnLife” e “infosfera“? Ma soprattutto, nel mondo digitale di oggi… ha ancora così importanza la prova costume?

Una questione di rivoluzioni

Il genere umano ha da sempre un’innata predisposizione per le grandi narrazioni. Ha sempre raccontato, e si è sempre raccontato, all’interno di ere, epoche, periodi e rivoluzioni. Proprio di rivoluzioni parla il filosofo Luciano Floridi nel suo libro “La quarta rivoluzione” (2017). La prima rivoluzione, a suo avviso, è stata la rivoluzione copernicana, quella che ha tolto la Terra dal centro dell’universo e che ci ha reso mobili, e non più immobili. L’uomo al centro dell’universo, un classico di epoca rinascimentale (ma anche greca, non a caso), cede il passo ad un uomo decentrato. Decentrato rispetto all’universo ma quantomeno al centro del nostro pianeta, come suo essere privilegiato. A smontare questa rivoluzione ci pensa Darwin, con “L’origine della specie” (1859), che ci toglie anche questa centralità. Ogni specie infatti si è evoluta nel tempo per mezzo di una selezione naturale. Dunque l’uomo non è al centro del nostro universo biologico, ma è solo un suo vano error (per gli amanti di letteratura: Petrarca). Persa la centralità rispetto all’universo in generale, e all’universo biologico terrestre, ci resta la centralità rispetto a noi stessi. Siamo res cogitans e quantomeno sappiamo di saperlo. Poi arriva Freud, che con la terza rivoluzione spodesta anche questa certezza: la mente è incerta ed inconscia, quindi non siamo più nemmeno trasparenti a noi stessi. In ogni caso comunque, per Freud, è colpa di mamma.

La quarta rivoluzione e l’OnLife

Dagli anni ’50 dello scorso secolo un’altra rivoluzione, la più devastante, è alle porte. A capeggiare questa rivoluzione c’è il genio di Alan Turing: con il suo articolo ironico e provocatorio (ma non solo) in cui espone il suo famoso test, apre le porte a quella che Floridi definisce appunto la quarta rivoluzione. Informatica e tecnologia aumentano in modo spaventoso la propria crescita e soprattutto il loro impatto sulla nostra vita. Ci rendono inforg, ovvero “organismi informazionali interconnessi”. Non più entità moderatamente isolate (del resto non lo siamo mai del tutto stati) ma organismi che condividono con agenti biologici e artefatti ingegneristici un ambiente globale costruito da informazioni. Sfuma così la netta separazione tra la nostra vita online e quella offline, in particolare negli ultimi anni: fino a qualche anno fa avevamo ancora il modem da attaccare e staccare per connetterci, dovevamo accendere il computer per navigare. Ora invece viviamo in un eterno presente di connessione. La nostra è un’esperienza OnLife, non abbandoniamo mai l’infosfera.

L’infosfera: la prova costume non conta più

Dopo OnLife, infosfera è un altro dei neologismi di Floridi: l’infosfera è “quell’ambiente informazionale costruito da tutti i processi, servizi ed entità informazionali che includono gli agenti informazionali così come le loro proprietà, interazioni e relazioni” (Floridi, 2012). È la nostra essenza immateriale qui a tornare di moda, in particolare la nostra natura informazionale: dopo la grande priorità (materialista) del fisico, dell’oggetto reale, si lascia spazio alla preponderanza del digitale (immateriale). Processi e oggetti perdono la propria connotazione fisica diventando così indipendenti dal loro supporto materiale. A sorpresa, computer e Intelligenza Artificiale riportano alla metafisica del buon vecchio Aristotele, definita letteralmente come “oltre i libri della fisica”. Tutto diventa copia, immagine, idea, sospesa in un cloud informazionale senza spazio e confine. Ha così importanza allora il nostro aspetto fisico? Non saremo mica tornati al mondo delle idee di Platone?

Davide Nardini

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Laureato in Filosofia prima e Sociologia poi, ora studio e mi occupo di Data Science. Da sempre appassionato di tecnologia e innovazione, la mia vita è un pendolo che oscilla tra Kant, Leopardi, Turing e la mia fidanzata.