Charles Wright Mills, uno dei più grandi sociologi contemporanei, nella sua prima grande ricerca “Colletti bianchi”, applica ampiamente il suo concetto di “immaginazione sociologica“.

Cos’è l’immaginazione sociologica?

L’immaginazione sociologica, come egli sostiene, “permette a chi la possiede di vedere e valutare il grande contesto dei fatti storici nei suoi riflessi sulla vita interiore e sul comportamento esteriore di tutta una serie di categorie umane. Trasforma la pubblica indifferenza in interesse per i problemi pubblici”. “Colletti bianchi” è una meravigliosa testimonianza delle capacità di lavoro empirico di Mills, ma per poter comprendere chi sono i colletti bianchi è necessario descrivere la struttura sociale della quale essi fanno parte.  Proprio come l’autore delinea nel suo libro, focalizzandosi sulla società americana. Il vecchio ceto medio era composto da piccoli imprenditori e l’elemento più importante era costituito dal fatto che una parte della popolazione poteva servirsi dei propri strumenti per esercitare l’attività economica. Questo era un mondo che ebbe uno sviluppo lineare ed era prevalentemente una società che manteneva strettamente il proprio equilibrio. Gli agricoltori americani furono vittima dell’ascesa del capitalismo americano, e la crisi peggiorò la loro situazione: l’intera rendita agricola crollò. Nel corso degli anni ’30 anche i nuovi meccanismi iniziarono a danneggiare il mondo dell’agricoltura. Una delle conseguenze più disastrose fu dato dalla rivoluzione tecnologica. All’inizio del secolo scorso, si è registrato un aumento di imprenditori indipendenti appartenenti al nuovo ceto medio. È fra questi lavoratori che troviamo i colletti bianchi stipendiati.

Un nuovo ceto medio

Burocrazia: quando il potere non ha limiti

Sono maestri nei rapporti commerciali, professionali e tecnici. L’unica cosa che non fanno è vivere nelle fabbriche. Essi contribuiscono a trasformare in profitto per una terza persona ciò che qualcun altro ha fatto. Sono gli addetti ai controlli, forniscono servizi tecnici e personali ed insegnano ad altri le specializzazioni che essi stessi praticano”. Per il colletto bianco il lavoro è un sacrificio per costruirsi una vita e sperare in un futuro migliore. Il concetto di “nuovo ceto medio” è strettamente collegato a quello di occupazione e di “nuova divisione del lavoro”, la quale dà luogo a diversi livelli di specializzazione e funzioni soprattutto nell’ambito di divisione di tipo industriale nel lavoro. La società americana permette all’individuo di avere un reddito, un prestigio, un potere, apprendere una nuova specializzazione e usarla. A differenza del piccolo imprenditore, membro del vecchio ceto medio, che mirava a fondare un’azienda ed ingrandirla, il nuovo imprenditore snoda la sua strada tra una burocrazia e l’altra o all’interno di burocrazie già costituite.

Medici, avvocati e professori

La figura più importante dei colletti bianchi è sicuramente la professione medica. Specializzandosi, la medicina ha fatto sì che l’ospedale diventi oggi il “fattore strategico” nelle cure mediche e nell’esercizio della professione. Oggi, in quest’ambito contribuiscono soprattutto l’evoluzione tecnica e scientifica. Altre figure di spicco sono gli avvocati e i professori. I colletti bianchi, anche se riescono ad avere una loro autorità, non ne sono la fonte. Infatti emerge, a proposito, la figura del dirigente che Mills definisce come “colui che accentra il potere ed aumenta i collaboratori“. A livelli bassi si trova la figura del caposquadra, “colui pronto a vendere la propria personalità per promuovere disciplina e fedeltà all’azienda“. Nella nuova società la vendita è una attività onnipresente, in particolare in ogni istituzione e rapporto. Dal piccolo emporio, ritroviamo oggi i negozi specializzati e i grandi magazzini, i quali hanno sostituito la famiglia: nutrono, vestono e divertono. La creatività della figura del commesso viene centralizzata e nasce il mercato della personalità e la ricerca del modo più idoneo del trattare le persone. Gli uffici sostituiscono invece i liberi mercati. Il lavoro delle macchine viene accentrato, il lavoro viene diviso in tante piccole operazioni, si eliminano i vecchi legami fino a far diventare il tutto simile ad uno stabilimento.

Emanuela Leone

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