Ansia e fobia sociali rappresentano oggi il nemico numero all’interno un mondo spaccato in due. Da un lato ci si chiude nell’intimità del proprio micro/macro cosmo fatto di incontri virtuali e realtà impalpabili, da aprire e chiudere con un semplice clic. Dall’altro, la comunità sempre più aperta e globalizzata impone l’acquisizione di un’indole duttile e mimetica come mai prima d’ora. Il risultato è una dicotomia costante che vede scontrarsi, fondersi e confondersi luci ed ombre, aperture e chiusure, individualismo e collettivismo. Difficile gestire questa continua tensione tra opposti. Il risultato è che sempre più persone non sanno più come parlare in pubblico senza emozionarsi e stare male.

Quali sono le cause?

Freud sosteneva che conoscendo le cause si eliminassero gli effetti. È ancora così. Analizzando le cause dei fenomeni socio-culturali destabilizzanti ben presto si viene a conoscenza di quelle che possono essere definite le soluzioni. Secondo gli autori del modello cognitivista della fobia sociale, alla base del panico che si scatena quando si sta davanti ad un pubblico vi sono due fattori:

1. le convinzioni condizionali
2. i pensieri negativi e catastrofici.

In altre parole, alla base dell’ansia sociale di parlare in pubblico vi sono pensieri ed atteggiamenti disfunzionali capaci il più delle volte di essere invalidanti per chi ne soffre. Le convinzioni condizionali possono essere definite alla stregua di certezze rigide ed ansiogene. La formula è “Se…allora“. Quindi, “Se colto dall’incertezza sbaglio ad esprimermi, allora farò la figura dell’incompetente“. Le convinzioni condizionali si insinuano in profondità e generano poi i cosiddetti pensieri automatici negativi catastrofici, veri e propri “mostri” capaci di creare una rappresentazione di sé negativa a tal punto da irrigidire ed annullare qualsiasi slancio. Il costante automonitoraggio che questi atteggiamenti costringono a sopportare induce chi ne soffre a focalizzare la propria attenzione esclusivamente sugli aspetti negativi, talvolta inesistenti. La conseguenza di tutto ciò sarà segnata dai sintomi, ovvero dalla confusione mentale improvvisa, da un forte senso di tremore, dalle vampate di calore e nel peggiore dei casi da veri e propri attacchi di panico. In molti oggi soffrono di questi disturbi e si domandano come parlare in pubblico senza emozionarsi, senza passare attraverso questo inferno. E per fortuna si può uscire da questa spirale dannata.

Gli esercizi giusti da fare

È più semplice di quanto possa sembrare, occorre soltanto fare proprio un metodo e impegnarsi con autodisciplina a seguirlo. Tra gli esercizi utili a capire finalmente come parlare in pubblico senza emozionarsi si può iniziare con una lista di ciò che, nel momento in cui si sta davanti a delle persone o ad una platea, genera ansia e paura, quelle che sono le ansie e le paure che sopraggiungono. Ossia chiedersi come ci si sente prima di tenere un discorso in pubblico. Scrivere su di un foglio, annotare gli stati d’animo che si infrangono nel momento stesso in cui l’ansia comincia a salire aiuterà a riconoscerli, a dare loro dei nomi, a smascherarli e pian piano ad esorcizzarli. Contemporaneamente occorre focalizzarsi sul presente. Potrebbe sembrare una banalità, ma risulterà di grande aiuto imparare a seguire il pensiero divergente. Ovvero l’opposto del pensiero disfunzionale. Viversi il presente, immergersi nel qui ed ora è una delle attività più complicate da imparare oggi, se si considerano le numerose distrazioni esterne, ansiogene ed esigenti. Non si ha il tempo di guardarsi nel presente perché la realtà esige di spingersi sempre più in là. Invece occorre fare un percorso a ritroso a partire dall’oggi. E da sé stessi. È necessario spostare l’attenzione dall’avere all’essere. Le ansie, le fobie, le inquietudini appartengono alla sfera dell’avere. Il presente e l’importanza di quel che si è fa parte della dimensione dell’essere. Le fobie, le ansie le si acquisisce, ma ci si può anche sbarazzare di esse. Su se stessi invece occorre sempre scommettere poiché questo è l’investimento giusto.

Corso di Public Speaking: la soluzione più veloce contro il panico da microfono

Se si ha necessità di imparare a gestire il cosiddetto panico da microfono in tempi brevi e avvalendosi di un esperto del settore, si può pensare di frequentare un corso di public speaking. All’interno di un corso di public speaking si imparerà con velocità e facilità a gestire l‘ansia da prestazione sociale, in altre parole si capirà una volta per tutte come parlare in pubblico senza emozionarsi. Il coach Agostini Riccardo ad esempio tiene dei corsi di public speaking on line e individuali, con lo scopo di venire incontro a qualsiasi esigenza, in qualunque momento si desideri. Con un corso di public speaking si acquisirà il metodo più efficace per comunicare con gli altri in modo sicuro e costruttivo.

Rino Carfora

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