L’8 marzo di ogni anno si festeggia la festa della donna. Ma sappiamo qual’è il motivo per il quale proprio questo giorno le donne vengono festeggiate? Cosa ha portato ad istituire questa giornata di celebrazione? È ancora vivo il motivo per il quale si festeggia o anche questo giorno è entrato nel circolo vizioso dell’economia e del commercio? Innanzitutto è da dire che questa giornata internazionale della donna mette in evidenza tutto ciò che queste hanno fatto per arrivare ad avere pari diritti con gli uomini. È un riconoscimento per tutte le lotte che hanno portato avanti e per aver conquistato diritti sul piano dell’economia e della politica ma anche a livello di genere. È un voler ricordare che non devono esistere discriminazioni di alcun tipo e che non dovrebbero verificarsi episodi di violenza che purtroppo ancora oggi sono all’ordine del giorno.

Le origini della festa della donna

Ogni storia che si rispetti ha una sua origine ben precisa. Le origini della festa della donna affondano le proprie radici agli inizi del ‘900: diversi eventi, anche di natura tragica, hanno portato ad un’esaltazione della figura femminile e la voce delle donne inizia a farsi sentire proprio da questo preciso momento storico. Siamo in America e nel febbraio del 1909, a sostegno delle lotte sul diritto al voto, molte donne decisero di scendere in piazza e di scioperare per ricevere un aumento di salario e per rivendicare condizioni di lavoro più favorevoli. L’anno successivo, l’VIII Congresso dell’Internazionale Socialista propose di istituire una giornata dedicata alle donne per far capire ancora di più il loro ruolo all’interno della società e che possono essere mamme e lavoratrici allo stesso tempo. Nel 1911 a New York una fabbrica di abbigliamento prese fuoco e persero la vita 123 donne. Da quel momento vi furono più insurrezioni da parte delle donne ma fu solo nel 1917 che molte di esse, russe di San Pietroburgo, scesero in piazza per chiedere la fine della guerra che fu fissata l’8 marzo la festa della donna. Nel 1945 questa iniziativa si consolidò anche in Italia e fu scelto come simbolo per questo giorno un fiore che sboccia proprio nei primi giorni di marzo: la mimosa.

Una festa da “ri-pensare”

Quando si suol dire che esistono due facce di una stessa medaglia si intende che per uno stesso argomento vi sono due visioni, o anche più per alcune cose, rispettivamente queste visioni possono essere positive/negative, belle/brutte, condivise/non condivise. Nel nostro caso le visioni concernenti l’oggetto di questo articolo sono le seguenti: commemorazione o commercializzazione? Brutto da dire ma molte volte si perde di mano la reale essenza delle cose e si tenta di materializzare tutto. La festa della donna è diventata un giorno di “festa”, ma non di festa commemorativa ma commerciale. Si moltiplicano, in contemporanea e in contrapposizione, eventi di beneficenza, di sensibilizzazione, di commemorazione a eventi di baldoria in cui donne applaudono dinanzi a spogliarellisti nei locali e altre serate che vengono organizzate. È davvero questo il senso di emancipazione che si vuole far trasparire? È mettersi in mostra, è diventare oggetto del desiderio maschile o è capire che oggi non esiste ancora quella parità di genere, che si è lontani da quell’emancipazione tanto decantata e che la donna è ancora considerata un oggetto? Sono affermazioni molto forti che però non devono essere affatto trascurate o non del tutto condivise. Ammesso e concesso che ognuna è libera di fare ciò che vuole, di festeggiare come vuole ma davvero questa libertà è nostra? Davvero noi donne siamo “libere”?

Libertà!

Libere non significa andare a ballare il giorno in cui vengono ricordate donne che si sono battute per noi, non significa fare baldoria per festeggiare una festa di cui forse non tutte sanno il motivo ed è triste che siamo noi stesse a fare queste cose. Frasi del tipo “la donna va festeggiata tutti i giorni” è diventata slogan di questa ricorrenza, quasi come una sorta di presa di posizione, come scusante per alcuni aspetti. Invece di pagare un biglietto d’ingresso in un locale perché non si fa una donazione a un’associazione X nata per tutelare e aiutare a ritornare a vivere donne che sono state vittime di violenza? Perché non partecipare agli innumerevoli incontri di sensibilizzazione, di ascolto che vengono fatti? C’è un motivo se vengono fatti ancor di più in questo giorno. Suggellare una data è come far capire che da quel giorno qualcosa è cambiato. Cerchiamo davvero di essere donne, di capire il reale senso di essere donne che va oltre una scollatura, di capire che se oggi siamo libere di fare molte cose lo dobbiamo a chi prima di noi si è battuto per avere dei diritti, per avere rispetto, quello stesso rispetto che oggi ci viene negato, calpestato ogni volta che una donna muore sotto le mani di uomini che dicevano di amarle, ogni volta che una donna viene discriminata a lavoro e ritenuta inferiore ad un uomo, ogni volta che una donna viene considerata solo come mero oggetto.

Filomena Oronzo

Print Friendly, PDF & Email