Il gambling è definito dal DSM-5 “disturbo da gioco d’azzardo” (Gambling Disorder). Nella quinta edizione del manuale diagnostico il disturbo da gioco d’azzardo viene inserito nel capitolo delle dipendenze, portando un cambio di rotta rispetto alla precedente classificazione. La situazione pandemica in corso ha portato con sé forti preoccupazioni per le conseguenze  sulla salute mentale, fra cui i comportamenti di dipendenza, come quelli da gioco. L’incertezza già caratterizzante la vita di ogni essere umano nell’età moderna è stata ampliata dal Covid-19, soprattutto sul piano finanziario, con un progressivo aumento del comportamento problematico da gioco.

Gambling: fattori di vulnerabilità e resilienza alla luce della pandemia in corso

Quando si parla di gambling è opportuno fare chiarezza, infatti, come indicato da Serpelloni (2013) non tutti i giocatori sviluppano una dipendenza patologica. Esistono difatti categorie più esposte a causa di fattori di vulnerabilità e resilienza, che si suddividono per lo più in ambientali e individuali. Inoltre, vi sono ulteriori fattori che dipendono dai giochi e dalle loro caratteristiche intrinseche. Fra quelli individuali è possibile riscontrare alterazioni neuro-psico-biologiche che si vanno ad identificare più specificatamente in un’alterazione del sistema della gratificazione ma anche di problematiche legate al controllo prefrontale degli impulsi.

Invece, per quanto riguarda i fattori ambientali si fa riferimento a relazioni familiari problematiche a cui si uniscono scarse leggi di controllo con alta pressione pubblicitaria. Da tenere in considerazione anche l’abuso di alcol e droghe come condizione dell’incremento del potenziale additivo. Infine, un terzo fattore è da identificare nello “stimolo”, legato a caratteristiche come la facile disponibilità e l’accesso al gioco ma anche l’effetto di inibizione che quest’ultimo ha sull’ansia, sulla depressione, sulla noia e i pensieri ossessivi.

Covid e gioco online

La situazione pandemica in corso e i sentimenti connessi come la paura della malattia, della perdita di amici e familiari stretti, l’isolamento o le altre costrizioni hanno causato un cambiamento nella vita delle persone in tutto il mondo. Questo ha comportato forti preoccupazioni per le conseguenze sulla salute mentale. Quando si fa riferimento alla salute mentale, si includono gli stessi comportamenti di dipendenza, anche quelli legati al gioco. (Håkansson, A. et al., 2020.). A marzo 2020, tutte le attività commerciali legate al gioco d’azzardo come slot-VLT, sale bingo e così via, sono state chiuse. Le riaperture sono avvenute durante il periodo estivo con il rispetto delle norme imposte dai vari D.P.C.M.

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Tuttavia, un fenomeno importante è quello del gioco on-line, che è sempre rimasto disponibile. Una situazione di stress correlato al Covid-19 può contribuire ad un aumento del comportamento problematico legato al gioco d’azzardo. Il gambling  ha un impatto su parecchi individui in tutto il mondo ed è collegato, oltre ai fattori di vulnerabilità sopra elencati, anche a problemi finanziari, che difatti purtroppo si sono ampliati nella situazione attuale. Alcune ricerche mostrano come anche in precedenti crisi finanziarie nazionali o internazionali, i comportamenti di gioco e i problemi che ne conseguono abbiano subìto un incremento. Fra le cause che provocano un aumento dell’azzardo, si annovera inoltre velocità e disponibilità del gioco online ma anche la voglia di evasione e la noia. (Håkansson, A. et al., 2020).

Il mercato del gioco d’azzardo è cambiato

Oltre alla crisi finanziaria e all’incertezza intorno al futuro economico, la crisi attuale porta a cambiamenti drammatici nella quantità di tempo trascorso nelle mura di casa, che è stato scatenante per un innalzamento della quantità del tempo trascorso su internet e sui siti di gioco online.

Allo stesso modo, il mercato del gioco d’azzardo è stato drammaticamente alterato in poche settimane, dato che i maggiori eventi sportivi in tutto il mondo sono stati cancellati o posticipati. La diminuzione delle opportunità di gioco legate allo sport può teoricamente diminuire il gioco d’azzardo negli scommettitori sportivi, ma anche aumentare il coinvolgimento in altri tipi di gioco. Inoltre, vi è la possibilità e la paura che gli scommettitori sportivi si trasferiscano a giochi d’azzardo potenzialmente più pericolosi, in particolare, vengono individuati i casinò online come un’opportunità di gioco alternativa (Håkansson, A., 2020). Ricordiamoci come abbiamo detto nelle prime righe, che non tutti i giocatori sviluppano una dipendenza patologica ma che questo dipende dai fattori di resilienza e vulnerabilità.

I fattori dell’incertezza e del rischio

Se riflettiamo su quanto sopra scritto, possiamo dire che l’incertezza con la pandemia è in espansione, toccando molteplici ambiti di vita, in particolar modo quello finanziario, facendo sentire molte persone a rischio. Di fronte a situazioni di incertezza e rischio, i soggetti con comportamento problematico da gioco potrebbero subìre un peggioramento dell’addicition. Come scrive il filosofo Salvatore Natoli (2002), il mondo contemporaneo è già di per sé caratterizzato da un incremento di possibilità che determina un innalzamento della varietà e variabilità del mondo. Un mondo con coordinate variabili viene definito dall’autore costitutivamente a rischio. L’essere umano è sempre stato in situazioni di incertezza di fronte al futuro, ma non per questo lo ha affrontato sempre con rischio.

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Il filosofo pone un passaggio particolarmente interessante, andando a connotare nell’età moderna il rischio in relazione al gioco d’azzardo. Difatti, sembrerebbe che il termine rischio nasca associando l’idea che alcuni vantaggi possano essere ottenuti solo tramite il rischio. La definizione pratica dell’azzardo (e non psicologica) è esemplificativa: si gioca per vincere. Secondo Luhmann in Sociologia del rischio (Luhmann, 1996) di rischio si parla prettamente nel periodo di transizione tra il medioevo e l’età moderna, tuttavia, l’origine della parola è sconosciuta, alcuni pensano che abbia origine araba.

Rischiofobia e rischiofilia

Fermo restando sul concetto di rischio, in un articolo, Banks, J. (2013) identifica il passaggio della società da “rischiofobia” a “rischiofilia”, dove si glorificano i vincenti e dove i perdenti vengono evitati. Nel medesimo articolo l’autore con riferimento al gioco d’azzardo mette in luce come i criminologi culturali utilizzino il concetto di lavoro marginale (o d’avanguardia) per esaminare fenomeni che comportano l’assunzione volontaria estrema e spesso illecita di rischi, come antidoto alle forze non identificabili della vita. Stare sul confine, fra caos e ordine, coscienza ed incoscienza, viene visto come un atto espressivo motivato dal desiderio di esperienze eccitati che contrastino la noia della monotonia quotidiana.

La quarantena è un’esperienza spiacevole. La separazione dagli affetti più intimi, la perdità di libertà e la noia hanno conseguenze drammatiche sulla popolazione. Secondo un articolo sulla rivista “The Lancet”, è possibile evidenziare come a seguito del lockdown ci siano stati incrementi di suicidi e ansia generalizzata.

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Molteplici studi hanno esposto alcuni stressor che hanno impatti sulla condizione di isolamento e che vanno ad innalzare forme di disagio simili alla sindrome da stress post-traumatico, fra questi riportano: l’incertezza delle informazioni dovuta ad una mancata chiarezza nella loro diffusione, un’incertezza economica futura e la presenza di sentimenti di noia e frustrazione (Galliano, D. et al., 2020). Il concetto di noia sembra indicare un’emozione che permette di descrivere una negatività nel rapporto tra la persona e il mondo, dove la percezione del disagio è dovuta dal senso di assuefazione a quelli che sono gli stimoli abituali, senza vedere la possibilità reale di sbocco. (Diani, C., 2018).

Società dell’incertezza

Il momento storico che stiamo vivendo segna un cambiamento economico, politico, sociale, culturale decisivo a cui si affianca un nuovo progetto di vita. Uno degli aspetti problematici risiede però nella rinuncia di un progetto futuro, perché incerto e schiacciato da un presente che non si riesce nemmeno a vivere a pieno, poiché divorato da una velocità che è fine a sè stessa. (Buccolo, M. et al., 2020). Tuttavia, già Bauman (1999) prima di poter anche solo immaginare la possibilità di una pandemia globale, descrive l’età moderna come un insieme di punti sparsi senza alcuna traiettoria futura ma che piuttosto, invitano a vivere solo il presente senza progetti, desideri o sogni, ma solo “occasioni” da consumare per godere dell’effimera possibilità dell’ora. In molteplici passaggi, Bauman né La Società dell’Incertezza, ci permette di fare allusioni sull’affiancamento del il rischio e l’incertezza con il gioco, difatti dice che se un tempo la certezza veniva ricercata, ora la regola è l’azzardo, e il perseguimento tenace degli obiettivi lascia posto all’assunzione dei rischi.

L’incertezza porta messaggi differenti ai suoi interlocutori: se ai perdenti dice che non ancora tutto è perso, ai vincenti racconta che ogni vittoria è precaria. Una realtà così instabile, come quella causata dalla pandemia globale, si lega alla teoria di società liquida (Bauman, 2002), complessa (Morin, 2011), che è al tempo stesso, fonte di possibilità e pericoli, che alle volte, conducono a conseguenze distruttive. Ci si riferisce a un modello sociale il cui nucleo assomiglia incredibilmente a un mare vasto e incontrollabile, aperto e difficile da vincere, che può portare a vittorie e successi nel caso in cui si riesca a dominare le onde ma è altrettanto teatro di pericoli e rischi (Buccolo M. et al., 2020).

Quale prevenzione?

Prima di prospettarci sul piano della prevenzione, è bene avere chiaro che, come per ogni altro comportamento a rischio, non è corretto attivare campagne di prevenzione se prima non si è correttamente compresa l’eziopatogenesi e la fisiopatologia del disturbo, apprendendo dunque quali sono i fattori determinanti e di resilienza su cui intervenire con selettivi interventi di prevenzione. Fra le persone su cui concentrare il target di intervento, di particolare importanza fra quelle riportate da Serpelloni (2013) rientrano gli adulti o anziani con scarse attività ricreative e socializzanti (definite anti-noia). Senza dubbio il Covid-19 e le misure restrittive hanno causato come già brevemente accennato, una perdita di socialità.

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Fra le possibilità di prevenzione annoverate da Serpelloni (2013) rientra una riduzione della pubblicità mediatica e anche della disponibilità del gioco online, che come abbiamo sopradetto è stato un fattore di vulnerabilità nell’odierna pandemia per l’aumento del gambling. Per quanto riguarda il contesto ambientale risulta opportuno che azioni di prevenzione del gioco d’azzardo vengano realizzate rivolgendosi a tutti i soggetti, le amministrazioni, gli ambienti coinvolti nei processi di prevenzione, creando una coerenza comunicativa.

Rivoluzionare la nostra intelligenza emotiva

Le preoccupazioni generali su un alterato comportamento del gioco d’azzardo durante la crisi hanno portato diversi governi ad agire attraverso determinate misure, come una limitazione sulla pubblicità del gioco d’azzardo in Spagna ed altre misure contenitive adottate in Belgio e in Lettonia. In breve, quando si affronta una situazione imprevista vissuta con la reclusione e i sentimenti connessi come quelli della paura e dell’incertezza finanziaria per il futuro, il gambling può divenire un rischio per la salute mentale da monitorare e prevenire sia durante che dopo la pandemia da Covid-19, specialmente data l’attuale disponibilità garantita dai siti di azzardo online (Håkansson, A. et al., 2020).

Come suggerito da Buccolo M. et al., (2020) emerge l’importanza del ruolo dell’educazione per aiutare ed accompagnare la persona ad affrontare e superare la solitudine, l’alienazione e l’incertezza. Una necessità di rivoluzione della nostra “intelligenza emotiva” attivando azioni volte alla ri-progettazione delle esistenze per restituire la speranza. In particolare questi ultimi accorgimenti potrebbero permettere di fronteggiare l’incertezza, arginando un progressivo aumento del comportamento problematico da gioco.

Martina Matteucci

Bibliografia

  • Banks, J. (2013). Edging your bets: Advantage play, gambling, crime and victimisation. Crime, media, culture9(2), 171-187.
  • Bauman, Z., Marchisio, R., & Neirotti, S. (1999). La società dell’incertezza. Bologna: Il mulino.
  • Buccolo, M., Allodola, V. F., & Mongili, S. (2020). Percezioni e vissuti emozionali ai tempi del COVID-19: una ricerca esplorativa per riflettere sulle proprie esistenze. Lifelong Lifewide Learning16(35), 372-398.
  • Diani, C. La noia, questa sconosciuta: indagine su significati, emozioni e comportamenti associati a un costrutto tanto diffuso quanto confuso. 2018
  • Galliano, D., Farah, H., & Arduini, R. (2020). Emergenza Covid-19: analisi della situazione e interventi. L’esperienza di Psicologi per i Popoli–Federazione. Rivista della Psicologia dell’Emergenza e dell’Assistenza Umanitaria23.
  • Håkansson, A. (2020). Changes in gambling behavior during the COVID-19 pandemic—a web survey study in Sweden. International Journal of Environmental Research and Public Health17(11), 4013.
  • Håkansson, A., Fernández-Aranda, F., Menchón, J. M., Potenza, M. N., & Jiménez-Murcia, S. (2020). Gambling during the COVID-19 crisis–a cause for concern. Journal of addiction medicine14(4), e10.
  • Luhmann, N. (1996). Sociologia del rischio. Pearson Italia Spa.
  • Natoli, S. (2002). Stare al mondo: escursioni nel tempo presente (Vol. 62). Feltrinelli Editore.
  • Serpelloni, G. (2013). Gambling. Gioco d’azzardo problematico e patologico: inquadramento.

Sitografia

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