Sempre più spesso tendiamo a giudicare e criticare le persone in base ad un semplice numero e a nostra volta siamo giudicati in base ad esso. Dimenticando che il numero è un puro e mero indicatore di un lavoro svolto, non deve risultare un’ossessione o addirittura non possiamo immedesimarci con esso. Chi, in ambiente universitario, non ha ascoltato almeno una volta il classico dialogo fra colleghi dove si chiedeva con insistenza il voto più basso e la media? Da quando siamo solo un numero?

Questione di potenziale

Se non ti fai valere tu, nessuno lo farà per te”. Questa frase della serie tv  “Lucifer” è stata il punto di partenza che mi ha dato modo di pensare e riflettere a lungo sulle persone. Ogni individuo, ogni singola persona, possiede difetti, pregi e tutto un insieme di caratteristiche che la rendono unica, irripetibile e insostituibile. Ed ognuna di essa ha un potenziale, tutta una serie di capacità che possono essere sviluppate incrementando sempre di più le conoscenze che possiede, potendo essere un aiuto in futuro per la società. Non mi vergogno a dirlo: credo nelle persone e credo che ognuna di loro ha un potenziale. Cerca il motivo per il quale, ad esempio, ti sei iscritto all’università. Indaga su te stesso, prendi tempo per capirti e amarti sempre. Affronta la vita con entusiasmo e felicità. Sii la felicità.

Perché vivere una vita infelici?

La vita è un dono prezioso, che merita di essere goduta giorno dopo giorno, sperimentando nuove avventure e cercando di conoscersi sempre di più. Quando si “fallisce”, il modo migliore per affrontare il fallimento è vederlo come un’opportunità per migliorare e riprovare. Con ancora più determinazione. Quindi è giusto piangere, urlare e sfogarsi ma dopo lavati la faccia e, guardandoti allo specchio, sorridi a te stesso. Dì a te stesso che puoi farcela anche questa volta, ancora più forte di prima. Fregatene di chi crede che la vita sia solo una gara ad ostacoli dove vince chi arriva prima. Pensa a te e alla tua unicità. Insomma, credi in te.

Rosetta Gatto

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