Se gli uomini definiscono reali le situazioni esse saranno reali nelle loro conseguenze” (William Thomas, 1928)

Da qualche anno a questa parte si sente spesso parlare di fake news, termine anglosassone che sta ad indicare la “bufala” nostrana. Che siano elaborate per fini politici, per ignoranza, o per aumentare la visibilità del sito Internet che le pubblica, tali notizie sono in grado di manipolare la coscienza collettiva verso una forma di pensiero deviante da quella dominante nel sistema sociale che, di norma, proviene dalle istituzioni e che si propaga attraverso i mass media mainstream.

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Un mondo bipolare

Erich Fromm
Erich Fromm

Al di là dei terrapiattisti, degli anti-vax e di altre teorie del complotto, esistono altri tipi di notizie devianti dal mainstream che sono tuttavia valide e confermate. Per tutto il periodo medioevale e successivamente nell’età moderna, il mondo “civilizzato” è stato caratterizzato da un acceso e perenne conflitto culturale tra mondo cristiano e mondo musulmano, arabo prima ed ottomano poi. Occorre precisare che questo non è un primato, basti pensare all’impero romano e alla percezione generalizzata del mondo dei “barbari”. Come accennato poc’anzi, mondo cristiano e mondo musulmano hanno adottato per secoli e secoli la pratica e la cultura del nemico, delegittimando l’altro e riducendolo a “non umano”, inferiore, infedele, demoniaco; una cultura del nemico ben espressa da Erich Fromm. Queste culture così vicine e confinanti, entrambe con un livello di crescita culturale e tecnologica che andavano di pari passo o che comunque si inseguivano di continuo, si sono scontrate per circa un millennio in maniera a volte latente e a volte più manifesta sia sul piano culturale che su quello militare.

Compartimenti stagni e vasi comunicanti

Rogo degli eretici
Rogo degli eretici

Quest’onda culturale e militare, nel suo andirivieni, non ha mai decretato una vittoria decisiva e una supremazia egemonica da entrambe ricercata. Già in quelle epoche milioni di persone erano divise su due forme di pensiero differenti e autocelebrative che potrebbero essere paragonate in una prima analisi come dei compartimenti stagni separati. Tuttavia, come è facile intuire dalle contaminazioni tecnologiche, dai commerci e dai fossili sociali e sopravvivenze culturali riscontrabili in tutti i paesi del mediterraneo, le due culture si sono spesso miscelate e molti elementi culturali sono stati trasmessi da un compartimento all’altro, potendo essere paragonati più concretamente a dei vasi comunicanti. Va da sé che questi elementi culturali trasmessi da una civiltà all’altra siano stati spesso trattati come informazioni false, concezioni demoniache, eresie e i loro esponenti trattati appunto come eretici e messi al bando.

La verità nel Novecento

In epoca contemporanea, pensando al XX secolo, la fine dell’impero ottomano determina una sorta di vittoria egemonica culturale dell’Occidente che, in maniera miope ed autocelebrativa, concepiva (e tuttora concepisce) se stesso come esempio in sé e per sé (ma anche per tutti gli altri). La sicurezza individuale e collettiva di essere membri integranti di una società proprietaria ed esponente dell’unica verità viene scossa dopo il secondo grande conflitto del Novecento con l’inizio della guerra fredda. Come si sa, gli schieramenti della NATO e quelli dell’URSS non si sono mai scontrati direttamente, ma solo attraverso atti sobillatori in paesi confinanti o facenti parte dell’altro schieramento, oltre a costanti minacce di aggressione diretta. Entrambe le fazioni hanno generato una mole di informazioni mediatiche autocelebrative e veritiere in quanto la fonte stessa era autocertificata, ognuna delle due smentiva l’altra e millantava la propria superiorità. La corsa agli armamenti, la corsa allo spazio, la politica espansionistica militare dell’una ed economico-liberista dell’altra sono collassate insieme all’URSS e al muro di Berlino. La guerra fredda che ha rigenerato una duplice verità nel mondo sembrava essersi conclusa e l’Occidente ha nuovamente rivendicato la propria egemonia culturale, economica, religiosa e militare di fronte al mondo.

L’informazione libera

Nell’eterno ritorno dell’uguale, ci ritroviamo in questa epoca storica bombardati dalla più grande massa di informazioni della storia umana. Con l’avvento di Internet e con le successive evoluzioni del Web 2.0 e 3.0, questo mezzo di comunicazione ha definitivamente schiacciato i media classici della stampa (già obsoleta), della radio e della televisione. Questi media, vincolati allo Stato o alla comunità di stati appartenenti, si convalidano come media mainstream, attraverso una trasmissione a senso unico della verità imposta (in maniera attiva) dall’alto verso la società ricevente (passiva) in basso. Nel caso di Internet, l’informazione è libera di circolare nel mondo e di essere ricercata o captata da quasi ogni luogo del pianeta in maniera diretta, salvo le censure applicate in alcuni stati.

Il nuovo dualismo

Grazie ad Internet quindi ci si può rendere conto che il mondo è nuovamente diviso in due fazioni. Il primato di questa novità è che le due fazioni non sono più divise sul piano ideologico, geografico, religioso ma su un duplice piano economico: espansivo ed imperialista da un lato, espansivo e sovranista dall’altro. La fazione storica è sempre quella della NATO, mentre la “nuova” fazione è rappresentata da BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) e nazioni satelliti. I conflitti scatenati da questa nuova situazione di equilibrio, come le alternative ai conflitti stessi sono analizzabili in rete ed ognuna delle parti coinvolte può essere portavoce della propria esperienza e della propria percezione della situazione di fronte al mondo intero. Oltre a recepire quella determinata informazione, l’utente può chiedere un approfondimento in tempo reale, può muovere critiche, può instaurare interazioni sociali a livello internazionale avendo la possibilità di confrontare le varie “verità assolute” ed essere finalmente libero dal soggiogamento al pensiero unico.

René Verneau

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