T’aggia fa n’ambasciata! È una delle più classiche espressioni napoletane, con la quale si indica l’atto di “portare notizia”, una comunicazione di carattere privato che una persona riferisce ad un’altra persona. Ed è proprio partendo da questa locuzione che nel 2016 è nata A’Mbasciata, associazione culturale di promozione sociale che, grazie alla passione, alla dedizione e alla testa dura di Gianmarco Sannino, ha permesso di rivalutare uno spazio di quasi 500 mq, in totale abbandono e senza manutenzione per oltre un secolo. La struttura si trova all’interno di uno dei palazzi più antichi del centro storico di Napoli, quel Palazzo Venezia che, costruito nel XIV secolo, è stato per oltre 400 anni testimonianza storica di un insieme di relazioni politiche ed economiche tra l’allora Repubblica di Venezia e il Regno di Napoli. Il palazzo, infatti, era utilizzato come abitazione per gli ambasciatori veneziani a Napoli: era destino, dunque, che dovesse essere A’Mbasciata il nome di questo punto di ritrovo e di condivisione di arte, musica, teatro e moda. E in esclusiva per Sociologicamente abbiamo fatto quattro chiacchiere proprio con Gianmarco Sannino, colui che senza fretta ma senza sosta ha reso possibile tutto ciò.

A'Mbasciata a Palazzo Venezia a Napoli

Allora Gianmarco, come nasce A’Mbasciata?
A’Mbasciata nasce dall’idea mia e di mio fratello di dare vita ad luogo di aggregazione in una struttura abbandonata per quasi un secolo. È stato praticamente un colpo di fulmine: la prima volta che l’abbiamo visto, siamo stati letteralmente ispirati da questo posto e abbiamo immediatamente capito il suo infinito potenziale. Un luogo di 480 mq, nel centro storico di Napoli – cuore pulsante di tutto ciò che è culturale in città – pensavamo fosse il posto giusto dove far nascere questa nuova realtà. Dopo tre anni di duro lavoro quotidiano, solo per rendere lo spazio vivibile e respirabile, siamo riusciti a creare quest’atmosfera culturale, un salotto letterario dove le persone si lasciano ispirare e propongono i propri progetti”.

A'Mbasciata a Palazzo Venezia a Napoli

Quali sono state le difficoltà nel creare un luogo di ritrovo e aggregazione?
Le difficoltà sono state svariate. Innanzitutto, abbiamo dovuto ricreare a tutti gli effetti un appartamento, che quando siamo entrati era distrutto, invivibile. Siamo stati undici mesi solo per rifare le finestre, per creare così una separazione tra interni ed esterni. Successivamente, togliendo una moquette precedentemente attaccata con colla e cemento, abbiamo riscoperto degli antichi pavimenti che abbiamo in parte restaurato. Manca ancora tanto lavoro da fare ma già così si riesce ad apprezzare la storicità dello spazio. Ma le difficoltà non sono state solo logistiche: sono poi arrivate quelle burocratiche, che sono praticamente all’ordine del giorno. Parlando con qualsiasi istituzione o ente, dal Sindaco alla Sovrintendenza di Napoli, alla polizia municipale, non ci sono leggi che ci possano tutelare in tutto e per tutto. Siamo in una sorta di limbo, in equilibrio su una linea che divide ciò che si può fare da ciò che non si può. Dando allora spazio agli artisti e alle persone, cercando di farci apprezzare dagli abitanti del quartiere in cui siamo inseriti, stiamo cercando di capire quale sia la strada migliore da imboccare: se diventare un’azienda, una sala eventi o un centro culturale. Per ora A’Mbasciata è un’associazione culturale regolarmente registrata e da questo punto di partenza si sono create diverse collaborazioni con altre associazioni e realtà locali”.

A'Mbasciata a Palazzo Venezia a Napoli

Tra tutti gli eventi organizzati in questi tre anni, a quali ti senti più legato?
Tutti gli eventi mi ricordano qualcosa, perché in ognuno di loro ci metto sempre un po’ di me: dai concerti agli spettacoli teatrali, dalle sfilate di moda agli shooting fotografici. Probabilmente, se dovessi sceglierne uno, l’evento a cui sono più legato, che aspetto ogni anno con trepidazione, è sempre Halloween, che corrisponde anche al compleanno di A’Mbasciata. È un evento il cui focus è ovviamente sulle persone, con la sfilata degli orrori di mezzanotte come momento clou, dove ognuno presenta il proprio costume e in cui si vincono tanti premi, tutti rigorosamente targati A’Mbasciata. Si crea un ambiente davvero familiare perché a partecipare sono tutti quei soci che per un anno hanno frequentato lo spazio, dando così vita ad un evento artistico e stilistico e festeggiando al meglio il nostro compleanno”.

A'Mbasciata a Palazzo Venezia a Napoli

In un periodo storico in cui è quasi di moda andare al nord Italia o addirittura all’estero per cercare di trovare la propria strada, tu, ragazzo del sud, hai deciso di investire nel tuo territorio. Perché?
Devo dire che ci ho provato ad andare lontano, a “fuggire”. Ho fatto un’esperienza lavorativa in Inghilterra, sono stato due mesi e mezzo a Londra, un paio di mesi a Cambridge e lì ho effettivamente riscontrato una realtà diversa dalla nostra, in cui trovare lavoro non è poi così difficile. Questa esperienza mi ha portato a ritornare a casa per continuare l’università, cosa che poi ho deciso di non fare più, ma ho preso consapevolezza che Napoli è una città meravigliosa, con un potenziale pressoché infinito, perché in campo artistico e culturale ha davvero poche rivali. E di conseguenza io che sono sempre stato interessato a questo genere di attività, e avendo avuto un po’ di fortuna a scoprire uno spazio del genere che mi ha aperto gli occhi, sono arrivato alla conclusione che il mio posto era qui, nella mia città, la città più bella del mondo, per promuovere i napoletani sia qui che all’estero. Da una città bella come Napoli non si può scappare, sarebbe troppo facile: il difficile è restare e creare innovazione. Perché se si crea un centro culturale ben fatto, con le palle, i nostri artisti posso far sentire la propria voce, anche fuori. E dopo tre anni di A’Mbasciata, non ho avuto nemmeno un piccolo ripensamento, anzi: le idee sono triplicate, se non quintuplicate, e la voglia è quella del primo giorno. Che dire, insomma, accorrete numerosi: v’aggia fa n’A’Mbasciata!”.

Per saperne di più
A’Mbasciata | Associazione culturale
Palazzo Venezia | Via Benedetto Croce, 19 | Napoli

Dario Mastellone

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