Immaginate un mondo in cui la verità su un sospetto adulterio, una malattia o l’esito di un viaggio dipenda interamente dalla reazione di un pollo a una dose di veleno. Questo è l’universo degli Azande, una popolazione dell’Africa Centrale che l’antropologo britannico E.E. Evans-Pritchard ha cristallizzato nelle sue ricerche degli anni ’20. Anche se il mondo descritto dall’antropologo appartiene ormai al passato, il suo studio su “L’oracolo del veleno” rimane una sfida aperta alla nostra idea di razionalità.
Per gli Azande, il veleno estratto da una pianta rampicante della foresta non è un semplice agente chimico, ma una forza mistica che “vede” l’invisibile. Non si tratta di un gioco di prestigio o di un inganno collettivo; al contrario, il rituale segue una coerenza logica ferrea, dove ogni apparente contraddizione della realtà viene assorbita e spiegata attraverso il concetto di stregoneria.
Nelle righe che seguono, l’analisi si addentra nei dettagli tecnici di questa pratica — dalla somministrazione del veleno ai complessi meccanismi di controllo sociale — per svelare come un oggetto inanimato possa trasformarsi, in una situazione rituale, in un giudice supremo e infallibile.
“L’oracolo del veleno” dagli Azande
Il veleno usato per “L’oracolo del veleno” dagli zande, deriva da una pianta rampicante, che cresce allo stato selvatico nella foresta. Per gli Azande esso ha importanza solo quando viene lavorato per impiegarlo nell’oracolo. Gli Azande sottovalutano le proprietà naturali del veleno e ne esaltano quelle mistiche.
Durante questa pratica il veleno viene fatto ingoiare a dei polli. Ma gli Azande non considerano le reazioni dei polli al veleno, né l’effetto di esso, come un processo dato soltanto da cause fisiche. Neanche pensano che possa esistere un uso di questo al di fuori del “L’oracolo del veleno”.
Una pratica poco diffusa è quella di mangiare i polli morti durante l’oracolo, dopo averli ripuliti dal veleno. All’indignazione del ricercatore, hanno risposto: “Che male può derivarne dato che nessuno invoca il veleno”. (Il veleno viene invocato durante l’oracolo). Questa è una prova del fatto esposto poch’anzi.
L’oracolo del veleno e gli altri concetti mistici
Se si vuole comprendere perché gli zande non traggono dalle loro osservazioni le stesse conclusioni che tireremmo noi, cioè la falsità dell’oracolo, dobbiamo tenere presente che la loro attenzione è soprattutto attratta dalle proprietà mistiche de “L’oracolo del veleno” e che le proprietà naturali sono per loro di interesse scarso. Lo Zande spiega le contraddizioni sulla base delle sue stesse credenze. Loro osservano l’azione dell’oracolo come la osserviamo noi, ma le loro osservazioni sono sempre subordinate alle loro credenze.
I loro concetti mistici possiedono la massima coerenza, sono correlati in un tessuto di connessioni logiche, che non contraddice mai troppo rudemente l’esperienza sensoriale. Gli zande non possono parlare del loro oracolo del veleno se non in termini mistici.
Loro non personificano l’oracolo, esso non è vivo, non respira, non si muove. E’ una cosa. Non sanno perché opera, sanno soltanto che opera. Se pressiamo uno Zande a spiegare come l’oracolo del veleno possa accorgersi di cose assai lontane, egli dirà che a vederle è la sua anima. Spiegano l’azione mistica dandogli un nome. Il termine anima descrive e spiega ogni azione di tipo mistico.
Per noi è difficile spiegare come un oracolo possa essere una semplice cosa e allo stesso tempo udire quanto viene detto loro, prevedere il futuro e rivelare il presente ed il passato nascosti; però allorché viene adoperato in una situazione rituale cessa di essere un semplice oggetto per diventare un agente mistico
L’oracolo del veleno non è un imbroglio per gli Azande
Supporre che ci sia un imbroglio sull’oracolo zande equivale a fraintendere del tutto la loro mentalità. Il ricorso all’inganno andrebbe decisamente contro i suoi interessi.
D’altronde chi potrebbe imbrogliare? L’operatore, che è colui che predispone ed usa il veleno sui polli, esegue il suo compito pubblicamente ed il suo pubblico può vedere le operazioni che compie e dirigere in gran parte le sue azioni. Alle volte chi consulta l’oracolo coincide con la persona dell’operatore.
Gli operatori non costituiscono una corporazione chiusa. La maggior parte degli Zande maschi adulti sa come preparare, gestire e consultare l’oracolo. Non si può imbrogliare chi pratica lo stesso genere di imbroglio. La maggior parte degli operatori sono ragazzini. Si tratta ancora di persone innocenti, quelle che tra gli zande hanno meno possibilità di saper imbrogliare; oltretutto di solito sono del tutto estranee ai problemi che gli adulti sottopongono all’ oracolo. Gli Azande non si rendono neanche conto che quello che manipolano è un veleno naturale e pertanto, non arrivano neanche a concepire che sia possibile un inganno del genere.
Di solito avviene così. Se dopo due dosi di veleno il pollo non sembra affatto toccato, benché sia questo il numero ordinario di dosi per un pollo di quella grandezza; se l’animale rimane ancora insensibile al veleno, se ne deduce che l’oracolo, risparmiandolo, sta per emettere un verdetto. Dal momento che nella stessa giornata ha ucciso altri polli, non c’è dubbio che si tratti di un ottimo veleno.
La validazione dell’oracolo per gli Azande
Il ricercatore ha constatato che gli Azande, a volte, nella seconda prova, somministrano dosi minori rispetto alla prima. Anche nel caso in cui converrebbe loro dargliene di più, per non far cadere in contraddizione l’oracolo. Dobbiamo infatti dire che un oracolo per essere valido, deve rispondere prima ad una domanda e poi ad un’altra, che è come la prima ma posta in un altro modo, quest’ultima è quindi una domanda di controllo.
Per essere valido l’oracolo deve rispondere alla prima uccidendo un pollo, ed alla seconda risparmiando invece un altro pollo o viceversa. Quindi quando gli operatori danno meno veleno ai polli, lo fanno per risparmiarlo, semplicemente questo.
Gli Azande si rendono conto che nelle liti civili, per esempio stregoneria e adulterio, si possa imbrogliare in questo seguente modo. Egli non consulta l’oracolo, ma lancia un’accusa. Ma di solito il controllo sociale e l’assenza di testimoni, impediscono questo. Inoltre chi è convinto che la prova non sia stata leale può appellarsi al re: questi con il suo oracolo del veleno dichiarerà sicuramente che l’accusato è innocente. Almeno così pensa la comunità oggetto di studio.
L’oracolo del veleno e la stregoneria
Quali spiegazioni danno gli Azande quando l’oracolo si contraddice? Dal momento che mettono in secondo piano le proprietà naturali del veleno, non si spiegano scientificamente la contraddizione. Queste contraddizioni basterebbero a dimostrare la futilità del procedimento zande. Però gli Azande non si sorprendono per le contraddizioni. L’oracolo si sbaglia dicono, quando c’è una forza mistica che si intromette ostacolandolo.
Tra le credenze che spiegano il cattivo funzionamento dell’oracolo ci sono: la cattiva varietà di veleno raccolta, la violazione di un tabù, la stregoneria e l’ira degli spiriti. Il veleno può essere o “eccessivamente forte” o “debole”, cioè se uccide tutti i polli portati alla seduta oppure al contrario, li lascia tutti vivere. Se il veleno è eccessivamente forte significa che è stato raccolto dal tipo di pianta rampicante sbagliato.
Quando il veleno è inefficace gli Azande attribuiscono generalmente il suo comportamento alla violazione di un tabù. Quando il veleno si è dimostrato “Buono”, si impone la ricerca di un’altra spiegazione, e la si trova nella stregoneria. Ma di solito una seduta oracolare non viene sospesa, questo perché in una seduta vengono fatte più domande, e la stregoneria può attaccarne solo una o alcune di esse. La stregoneria può manifestarsi anche colpendo l’operatore, che poi per contagio trasmette la stregoneria al veleno.
Il veleno che si esprime
Tornando al veleno può essere invece debole perché ha perso il suo potere con l’uso. Esso può essere usato dalle due alle quattro volte, dopodiché la sua forza si esaurisce. A complicare la questione c’è la tendenza a miscelare il veleno fresco con quello già usato.
Alle volte il veleno si esprime in maniera strana: il ricercatore ha visto polli apparentemente sopravvivere ma poi morire qualche minuto o addirittura qualche ora dopo. Oppure può accadere che il pollo sembra morire ma poi improvvisamente si riprenda, in tutti questi casi, si parla dell’influsso malefico da parte della stregoneria.
C’è anche dell’altro: l’oracolo può rispondere solo si o no alla domanda, ma alle volte vuole dirci di più. Esempio: un uomo gli chiede se subirà stregoneria durante un viaggio che deve fare. Ma l’oracolo risponde in maniera ambigua perché sa che non sarà lui ad essere stregato bensì la sua famiglia.
L’oracolo del veleno non viene mai messo in discussione
A questo punto ci si chiederà che cosa gli Azande dicono quando l’oracolo sbaglia le previsioni. Esso non viene comunque messo in discussione, e se viene fatto, ad essere messo in discussione è quel particolare oracolo e non “L’oracolo del veleno” in generale.
Si spiega ciò con lo sbaglio commesso da quel particolare veleno, con l’interferenza della stregoneria. Oppure se i presagi infausti si dimostreranno come benevoli eventi o il contrario, loro diranno che la stregoneria può essere operante in un determinato momento ma non in quello successivo o precedente. In sostanza la contraddizione tra esperienza e concetto mistico si spiega facendo riferimento ad altri concetti mistici.
La possibilità di stabilire che l’oracolo è incorso in errore è normalmente scarsa. Ad esempio, un individuo chiede all’oracolo: “Se costruisco il mio casale in tale luogo, morirò?” Se l’oracolo rispondesse “Si”, il soggetto non lo costruirebbe mai in quel luogo infausto. E di esempi come questi se ne possono fare molti.
Dentro i concetti mistici la razionalità per gli Azande
In conclusione, lo zande agisce sperimentalmente solo dentro il quadro dei suoi concetti mistici; abbiamo visto l’agire sperimentale, ad esempio, nel verificare la “bontà” di un veleno. Ma uno di loro non farebbe mai degli esperimenti sull’oracolo in generale per capirne l’affidabilità, ciò non fa parte della sua mentalità, nè penserebbe di porre le domande nel modo più circostanziato possibile, allo stesso scopo.
Quando gli Azande lo interrogano sulla salute, sul matrimonio o sulla caccia, cercano di avere informazioni sul movimento di quelle forze immateriali che potrebbero provocare loro una disgrazia. Allorché l’oracolo dipinge a tinte fosche l’avvenire di un individuo, questo è felice di essere stato preavvertito così può prendere le contromisure del caso. Tipo fare ricorso a messaggeri e ad anti-stregoni per modificare in bene il suo futuro. Può ingaggiare la sua lotta contro la stregoneria, il vero concetto centrale nella cultura zande. In essa praticamente ogni disgrazia è frutto della stregoneria. Interessante e importante è anche che l’oracolo del veleno è sostenuto tradizionalmente dal re, questo da solo basta ad impedire che se ne metta in discussione la veridicità.
Fabio Rinaldi



































