La filosofa e critica femminista Rosi Braidotti, presenta il concetto di egualitarismo biocentrico che si colloca all’interno di un’ampia riflessione sul rapporto tra umanità, natura ed altre forme di vita non umane. Si tratta di una critica alla visione antropocentrica del mondo, che pone l’essere umano al centro della riflessione etica, sociale e politica in favore di un approccio che riconosca la dignità e il valore di tutte le forme di vita. Ma vediamo in dettaglio il concetto.

Cosa è l’egualitarismo biocentrico?

Nel biocentrismo la centralità non viene più attribuita all’essere umano ma all’intero ecosistema e a tutti gli esseri viventi. Esso, infatti, propone una visione in cui tutti gli organismi viventi, umani e non umani, hanno pari dignità e diritti, senza gerarchie o separazioni nette e ciò mette in discussione il principio dell’ordine tradizionale tra specie, dove l’uomo ricopre un ruolo superiore rispetto agli altri esseri viventi. Braidotti, con il suo approfondimento sul post-umanesimo, offre un’alleanza tra le diverse forme di vita, contestando il concetto di antropocentrismo.

postumanesimo postumano cyborg
Approfondisci con -> “Postumanesimo filosofico: corpo e arte orientale”, di Francesco D’Ambrosio

L’egualitarismo biocentrico può essere interpretato, dunque, come una sfida alle strutture politiche che rendono legittimo lo sfruttare e l’abusare della natura e degli animali, proponendo una ristrutturazione radicale del pensiero filosofico e politico, promuovendo una visione olistica ed interrelata del mondo ed un’etica dell’interconnessione, della responsabilità condivisa verso l’ambiente e tra le specie.

Il rapporto uomo-macchina

Braidotti offre, inoltre, come tema centrale del suo pensiero, il legame che intercorre tra l’uomo e la macchina. Nella sua riflessione post-umanista propone, infatti, una versione allargata dell’egualitarismo biocentrico, secondo cui le macchine e le tecnologie vengono viste non come oggetti subordinati o separati, ma come vere e proprie parti integranti di un mondo interconnesso e co-evolutivo.

In questo quadro, dunque, le macchine non sono semplici strumenti al servizio dell’uomo ma entità che, insieme agli esseri umani, agli animali ed alla natura, contribuiscono ad un ecosistema di relazioni in continua evoluzione. Le macchine non sono più dei meri dispositivi, poiché, in quanto parte di una rete più ampia di esseri che cooperano e che co-evolvono, partecipano attivamente alla realizzazione della nostra identità e del nostro futuro.

Evoluzione esosomatica dell’uomo

Le macchine da mere estensioni funzionali dell’essere umano diventano estensioni della nostra capacità cognitiva e fisica, e nella prospettiva dell’egualitarismo biocentrico che, come detto, sostiene il valore intrinseco ed il rispetto di tutte le forme di vita, umane e non umane, esteso anche alle macchine che, puressendo entità non viventi influenzano la nostra coscienza e la nostra cultura, trova un punto di convergenza con quello dell’evoluzione esosomatica dell’essere umano.

Tale locuzione, coniata dal filosofo, sociologo ed epistemologo Karl Popper, si basa sull’assunto secondo cui la cultura e la tecnologia si sviluppano indipendentemente dalla genetica e le macchine diventano parte di questo stato evolutivo. Gli esseri umani quindi si evolvono in nuovi individui con organi ed arti protesici quali prolungamenti meccanici e tecnologici. L’evoluzione della cultura e della conoscenza umana per Popper è un processo di selezione naturale simile all’evoluzione biologica che avviene nel mondo delle idee e delle creazioni umane.

In tale prospettiva, affievolendosi il confine tra umano e non umano, la tecnologia ed in particolare le macchine, progettate con un particolare rispetto per l’ambiente e per tutte le forme viventi sulla base di un’etica biocentrica, implicano cambiamenti politici ed etici che influenzano in maniera determinante la nostra società, contribuendo alla realizzazione di un mondo in cui tutte le forme biologiche e artificiali coabitano in equilibrio.

Le macchine: vincitrici dell’antropocentrismo?

Nell’ottica del suddetto orientamento, secondo la visione inclusiva e aperta delle tecnologie di Braidotti, le macchine producono un impatto non solo tecnico ma anche ontologico sulla nostra vita e sulla nostra quotidianità poiché costituiscono un meccanismo integrante del processo di trasformazione umana. Esse, sfidando l’antropocentrismo, promuovono una maggiore consapevolezza ecologica ed aumentano la nostra connessione con gli altri esseri viventi, consentendo nuove forme di empatia e comprensione reciproca in cui tutti gli aspetti della vita umana e non umana trovano fondamento sul valore egualitario.

Enrico Delle Donne

Riferimenti utili sull’egualitarismo biocentrico