L’epoca degli estremismi è finita da un pezzo e le persone sembrano essere sempre più diffidenti dallo schierarsi in modo netto politicamente parlando. Quasi per reazione in un paese uscito da un totalitarismo di destra come il nostro, la gente tende ad essere molto più giudicante nei confronti di una destra estrema piuttosto che di una sinistra altrettanto spinta. In questo contesto vi è un certo paradosso, che può però essere comprensibile viste le vicissitudini del fascismo. Basti guardare la nostra costituzione per vedere come impedisce l’accentramento del potere in un élite piuttosto che in una singola persona. Tutti i processi storico-politici si svolgono in reazione ad una precedente brutta esperienza che si cerca di scongiurare. Secondo la teoria dell’elettore mediano, a cui hanno contributo diversi studiosi dei fenomeni politici, il sistema politico fa si che la maggior parte dei votanti si schieri sempre in una posizione ideologicamente piuttosto centrale e moderata.

Il modello di Hotteling

Anche se può sembrare strano, per cercare di comprendere meglio la teoria dell’elettore mediano dobbiamo cominciare la nostra analisi partendo dall’economia. Anthony Dows, politologo statunitense, notò un’analogia tra la sfera politica e quella economica. Lo studioso importò in particolare il fenomeno economico della competizione strategica spaziale delle imprese ipotizzando che i contendenti politici si muovano per analogia all’interno di uno spazio ideologico in cui alle due estremità abbiamo due visioni politiche completamente opposte.

Il modello di Hotteling (Figura 1)
Il modello di Hotteling (Figura 1)

Per meglio comprendere questa teoria ci viene in aiuto il modello di Hotteling (Figura 1). Supponiamo che vi sia un villaggio che si sviluppa lungo una strada con un equa distribuzione di case su entrambi i lati. Ci sono due panettieri, A e B. Partiamo da due presupposti: entrambi i panettieri offrono la stessa qualità di pane allo stesso prezzo e il consumatore razionale cercherà di limitare i suoi sforzi recandosi nel negozio più vicino. Come si può notare dal posizionamento di A e B, B coprirà una più vasta area del mercato: la sua zona di vendita va dall’estremità destra fino al punto M che è interposto esattamente al centro tra i due contendenti. L’area della panetteria A va dall’estremità sinistra al punto M. Per ampliare i suoi spazi di vendita il panettiere A si sposterà nel punto AA guadagnando la zona di mercato tratteggiata. Il panettiere B a sua volta sposterà il suo punto vendita nel punto BB riguadagnando la parte di mercato precedentemente perduta. Entrambe le attività, spostandosi verso il centro, cercano di ottimizzare la loro capacità di vendita.

Smithies: un dettaglio non così superfluo

Arthur Smithies, economista australiano, professore dell’Università di Harvard
Arthur Smithies, economista australiano, professore dell’Università di Harvard

Arthur Smithies, economista australiano, aggiunse un ulteriore elemento al modello di Hotteling: l’elasticità alla domanda. Lo studioso si chiese quanto fossero disposti i consumatori posti alle estremità a coprire i costi dello spostamento pur di soddisfare il loro bisogno di pane. È evidente come questo spinga l’iniziativa a creare attività ulteriori che possano soddisfare i bisogni di questi consumatori piuttosto decentrati. Il rischio è infatti la comparsa di una panetteria C, che copre la zona che va dal punto N all’estremità destra (Figura 1). In modo analogo politicamente parlando, gli elettori estremisti non si sentiranno più rappresentati da partiti ideologicamente sempre più moderati che si spostano verso idee sempre più centriste proprio come le due panetterie che sono situate in posizioni sempre più centrali.

Downs: ragioniamo sui grafici

Il grafico di Downs (Figura 2)
Il grafico di Downs (Figura 2)

Anthony Downs all’interno dell’analisi sul votante mediano aggiunge una precisazione: la distribuzione variabile degli elettori lungo un continuum che va da sinistra a destra (Figura 2). Con il grafico sopra riportato, lo studioso rappresenta come gli elettori si distribuiscano in modo più o meno numeroso in posizioni ideologiche più o meno spinte. Siamo dinanzi a un grafico a campana in cui abbiamo il maggior numero di elettori esattamente alla metà del continuum. Avvicinandoci sempre di più alle estremità della linea, anche il numero di votanti scende gradualmente fino a non averne nessuno. In questa dinamica abbiamo un modello di competizione centripeta in cui i contendenti non sono politicamente molto schierati; tutto questo comporta che le fazioni presentino all’elettorato programmi molto simili se non praticamente uguali. Gli elettori posti al centro sono anche quelli più indecisi e i più disponibili a cambiare idea su come spendere il proprio voto, sono i più flessibili, piuttosto che quelli posti alle estremità, incapsulati nelle loro idee e assolutamente poco disposti al cambiamento. I partiti dunque punteranno sull’elettore incerto che è molto appetibile ai loro occhi e cercheranno di sedurlo.

L’elettore mediano e il nostro panorama politico

Essere politici moderati è diventato di moda, ma è la popolazione ad essere diventata tale e la politica che si trasforma cercando di rispecchiare questa realtà. Molte manovre dei partiti odierni hanno seguito lo schema dell’elettore mediano. Il successo che, nonostante tutto, referendum a parte, ha avuto Matteo Renzi potrebbe essere riconducibile al suo modo di non essere troppo di sinistra pur rimanendo all’interno del Partito Democratico. L’apertura della Lega Nord di Matteo Salvini nei confronti dell’Italia centro-meridionale potrebbe anche questo essere stato un modo  di accaparrarsi più voti. Il Movimento Cinque Stelle non prendendo posizioni e facendo politiche piuttosto ambigue sulla loro posizione ideologica ha anch’esso ottenuto un ampio calderone di voti. Viceversa partiti molto radicali come Forza Nuova, partito neo-fascista e nazionalista, e il Partito Comunista Italiano, di ispirazione marxista-leninista, per via dello loro radicalizzazione non avranno ricevuto molti consensi. Quest’ultimi sono proprio quei partiti che Arthur Smithies avrebbe messo ai margini del suo modello in quanto vanno a soddisfare i bisogno di rappresentanza di quegli elettori con idee troppo “forti” e spinte perchè si possano accontentare di un ideologia attenuta dalla necessità della società di una rappresentanza moderata, proprio come il negoziante che apre la panetteria C (figura 1) per soddisfare il bisogno di quei consumatori che non ritengono così necessario il pane da dover macinare tutti quei chilometri di strada pur di raggiungere il punto vendita. Astenendosi da ogni giudizio politico e cercando di essere il più neutrali possibile, andare incontro all’elettore mediano e incerto e cercare di ottenere i suoi voti è una vera e propria strategia politica.

Filippo Campo Antico

Print Friendly, PDF & Email
La mia passione? L’attualità. Se poi a questa posso aggiungere un punto di vista sociologico, ancora meglio. Laureato in Relazioni internazionali, attualmente frequento la Scuola di giornalismo di Urbino.