Il termine “prostituta” deriva dal latino “prostituere” e significa esporre pubblicamente, mettere in mostra. Il mestiere più vecchio del mondo. Sfatiamo questa credenza popolare: nonostante le origini antichissime, la professione più longeva è il cacciatore (Oliva, 2016; Calasso, 2016).

Millenni di storia

Prostituta, escort, accompagnatrice, sex worker: diverse terminologie per indicare, semplificando, chi offre una prestazione sessuale a scopo di lucro, una sorta di transazione economica basata su sesso e soldi. Secondo la sociologa francese Stéphanie Pryen, la prostituzione è una costruzione sociale basata su definizioni che concernono natura, legittimità e relative conseguenze; nel contempo, è altresì una pratica o condotta di vita che determina relazioni tra tutti gli individui che vi partecipano, ad esempio, clienti, sfruttatori, colleghe (Segre, 2000). La prostituzione rappresenta una tendenza che collega millenni di storia, dagli antichi Romani sino ai giorni nostri ed ogni cultura tende ad attribuire/rielaborare il significato di tale fenomeno. Nel periodo greco-romano si distingueva tra porné esercitanti in strada o nei porneion e principalmente erano forestiere, schiave liberate e di bassa condizione sociale; ed eteré istruite sin da bambine a canto, pittura e danza per poter allietare gli uomini durante occasioni sociali. Nell’Occidente antico, esisteva la figura della prostituta sacra che esercitava occasionalmente sotto forma di rituale religioso.

Prostituzione 2.0

Attualmente sono state individuate tre tipologie di prostitute:
prostitute di strada;
prostitute al chiuso tipiche dei bordelli o delle case di tolleranza, gestiti da una madame (entrambi aboliti dalla legge Merlin del 1958, ma esistenti sotto mentite spoglie);
ragazze-squillo che lavorano all’interno di appartamenti, alberghi o per agenzie di accompagnatrici.
È necessario scindere tra chi decide volontariamente di vendere il proprio corpo e chi viene obbligata mediante violenze e mezzi coercitivi, le cosiddette schiave del sesso. Aggiungo un’ulteriore categoria che ha subìto un vero e proprio boom: le prostitute online. Il concetto di prostituzione si è evoluto, catapultando anche in Internet l’offerta: ancora una volta, entra in campo il virtuale con vari annunci di prestazioni e con le note cam-girls, ragazze, spesso giovanissime (ma non solo, non mancano donne adulte, casalinghe, laureate, studentesse, esibizioniste), che s’iscrivono in siti di videochat erotiche, utilizzano la webcam per esibirsi in show, mostrando il corpo in cambio di compensi, ricariche telefoniche, regali. Nel sesso online manca un contatto fisico concreto, ma il fattore economico resta determinante come in quello reale. Inoltre sono nati siti specializzati finalizzati a mettere in contatto prostitute e clienti oppure siti d’incontri vengono utilizzati per attirare nuovi consumatori (clienti=soldi).

Leggi di mercato

Ecco una panoramica numerica. Dal 2007 al 2018, in Italia, le prostitute attive sono passate da 70mila a 90mila di cui il 60% lavora in strada, il 10% è minorenne, il 55% è costituito da donne straniere (prevalentemente provenienti da Romania, Bulgaria, Ucraina, Nigeria e con forte crescita di quelle cinesi) ed i clienti sono aumentati da 2,5 milioni a circa 3 milioni (Fonte: Codacons). Perché il sesso a pagamento rappresenta un fenomeno sociale inarrestabile? Si segue la logica dello scambio, della domanda e dell’offerta. Vengono unite due diverse esigenze, femminile e maschile. Donne vendono servizi sessuali per motivi economici (discorso a parte per le schiave del sesso), cioè le disuguaglianze socio-economiche e di genere vengono indirizzate verso la mercificazione della sessualità. Uomini si recano dalle prostitute per bisogni variegati che spaziano dalla ricerca di relazioni sessuali non convenzionali, a compensazioni fisico-emotive, a realizzazioni di fantasie e trasgressioni. Il cliente con predilezione per le prostitute di strada ha un’età media compresa tra i 35 e i 50 anni, con un livello d’istruzione basso, sposato o con partner regolare e con uno o più figli; mentre chi cerca prestazioni sessuali online ha in media 25-35 anni, single, senza figli e con un livello d’istruzione medio-alto (Fonte: Codacons). È indicativo che, nel 2018, il relativo giro d’affari si aggiri sui 3,9 miliardi di euro (Fonte: Codacons).

Nuove imprenditrici

Al di là di discorsi moralistici ed etici, emergono alcune necessità lampanti. Innanzitutto liberare le schiave del sesso e le vittime della tratta, successivamente legalizzare e regolarizzare la condizione di chi volontariamente decide di essere prostituta, in modo da avere contributi previdenziali, sottrarre il monopolio alle organizzazioni criminali, alimentando le casse del fisco come già avviene nei Paesi Bassi e Germania, infine, poter usufruire di controlli sanitari obbligatori. Povertà, ricerca d’indipendenza, di ricchezza e di stimoli, corpi, sesso, bisogni soggettivi, soldi sono gli elementi determinanti il circolo vizioso della prostituzione. La figura della prostituta appare multiforme e con mille sfaccettature: dalla strada, agli appartamenti lussuosi, alla webcam, non si può più parlare in maniera esclusiva di donne povere che tentano di sopravvivere, ma anche d’imprenditrici del proprio corpo che agiscono in completa e libera scelta.

Arianna Caccia

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