Siamo nel pieno dell’estate 2024, alcuni programmano le vacanze, altri le stanno già vivendo. E come sempre, la redazione vi viene in soccorso con i #consiglidilettura, una breve lista di testi da prendere in considerazione per accompagnare la tintarella. Un nuovo appuntamento da aggiungere a quelli sostanziosi del 2020 e del 2022, con nuovi testi freschi di stampa e interessanti riproposte. Insomma, ecco a voi alcuni testi scelti per essere i migliori libri per l’estate 2024.

Che cos’è la Sociologia? il nuovo testo di Franco Ferrarotti per l’estate 2024

Per certi versi un ritorno ai fondamentali per il grande studioso e professore Franco Ferrarotti, che, instancabile, propone il suo ultimo lavoro pubblicato lo scorso 28 giugno 2024, Che cos’è la Sociologia?”. L’autore parte dalle domande fondamentali: qual è il ruolo della scienza nella nostra società? perché non possiamo fare a meno dell’analisi socioeconomica per progettare un nuovo futuro? come possiamo comprendere l’interazione tra i fatti sociali in un sistema così complesso come quello delle nostre società attuali?

La sociologia non è la scienza della società nel suo insieme, analizzata in modo esaustivo. Non è nemmeno la traduzione, per così dire scientifica, di un giudizio politico. In questo saggio, Franco Ferrarotti propone una sociologia da intendersi come una scienza in grado di studiare i condizionamenti reciproci tra i diversi aspetti delle istanze sociali, come la scienza dei costi e delle ripercussioni psicologiche delle riforme sociali. Solo così essa può diventare uno strumento capace di demistificare la realtà e di analizzare il divario tra norme scritte e pratiche.

Luca Mecca e la Sociologia del consumo e della moda

Il prossimo libro consigliato per l’estate 2024 è di Luca Mecca dal lungo titolo “Sociologia del consumo e della moda e del consumo di moda. La moda come ecosistema che modella e riflette la società”. Secondo l’autore, l’industria della moda è un ecosistema complesso e dinamico che modella e riflette i valori sociali, le identità e le narrazioni culturali. Questo libro approfondisce il multiforme mondo della sociologia della moda, concentrandosi sull’intricata interazione tra l’industria della moda (la ‘fashion Industry’) e le tendenze sociali (‘social trends’ e ‘Aesthetic-core’).

Utilizzando un approccio multidisciplinare che incorpora teorie sociologiche ed antropologiche, ricerca etnografica e analisi basate sui dati, questo studio mira a far luce sulla relazione profonda – e in evoluzione – tra moda e società. Attraverso un ampio lavoro etnografico sul campo, comprese interviste con addetti ai lavori del settore, designer, consumatori e trend setter, questo lavoro svela gli intricati processi di formazione delle tendenze all’interno dell’ecosistema della moda. Indaga il ruolo degli influencer, dei social media, delle settimane della moda e della cultura del consumo nel plasmare la direzione delle tendenze, nonché le dinamiche di potere che sono alla base di questi processi.

Combinando dati empirici con intuizioni sociologiche, questo lavoro vuole contribuire a spiegare l’intricata relazione tra l’industria della moda e le tendenze sociali, fornendo spunti a studiosi, politici e stakeholder del settore che cercano di orientarsi nel panorama iper-accelerato e in continua evoluzione della moda e nelle sue profonde implicazioni per la cultura e la società contemporanee. In conclusione, questa ricerca mira a promuovere una discussione più informata e sfumata sul ruolo della moda nel plasmare la nostra identità e i nostri valori collettivi in un mondo sempre più liquido, interconnesso e frenetico.

Ritorna l’intreccio socio-filosofico di Žižek per questa estate 2024

Una interessante riproposta – nonché lettura interessante – è “Che cos’è l’immaginario” di Slavoj Žižek. L’autore in questo testo si chiede: come possiamo sottrarci alla tempesta di immagini, informazioni, relazioni tecnologiche da cui siamo sommersi? Dove trovare un punto saldo cui ancorare la percezione della realtà che ci circonda? Un tempo, dice Slavoj Zizek, le cose erano più semplici: si potevano criticare le ideologie come “mistificazioni” proprio facendo appello al senso di realtà. Oggi, invece, bisogna procedere al contrario: da quando la realtà si è fatta virtuale, la si deve criticare partendo dal suo supplemento illusorio: dal lato dell’immaginario.

Uno dei compiti principali della filosofia oggi sarebbe dunque sottoporre a critica lo statuto dell’immaginario e il suo rapporto con la realtà; se non che Zizek ci dimostra che le cose non stanno così: la distinzione tra realtà e immaginario è falsa, ed è reale e immaginaria essa stessa.

Zizek intreccia i più grandi pensatori della storia con i più eterogenei esponenti della cultura popolare e dà vita a un discorso attraverso il quale esamina la nozione di immaginario, il modo in cui esso anima il piacere e ne contempera gli eccessi, lo strutturarsi del feticismo e infine la metamorfosi della soggettività nell’era digitale. “Che cos’è l’immaginario” già noto con il titolo “L’epidemia dell’immaginario” e ora riproposto dal Saggiatore in un’edizione rivista, è un testo in cui i nostri abituali schemi di pensiero sono sottoposti a tensione estrema: un fondamentale per imparare a far deflagrare l’impalcatura delle categorie, quotidiane e filosofiche, che ci mantengono in vita.

Ferrara e Rosati per un crocevia della teoria sociale

Il prossimo testo consigliato è di Alessandro Ferrara e Massimo Rosati, “Affreschi della Modernità. Crocevia della teoria sociale”, edito da carocci. Gli autori si chiedono: come e perché mutano ordini sociali fatti per riprodursi eguali a se stessi generazione dopo generazione? Quale cemento tiene insieme società complesse attraversate dalla pluralità delle fedi, delle culture, degli stili di vita, degli interessi?

Religione, mutamento, integrazione, individuo, critica e metodo sono i crocevia che ogni teoria della società è destinata a dover attraversare. Questo libro – legato alla ricerca del Gruppo di Gallarate e del Seminario di Urbino – esplora ciascuno di questi crocevia, ricostruisce il filo della conversazione della teoria o filosofia sociale e ci restituisce quegli affreschi della modernità in base ai quali ancora comprendiamo che cosa significhi per noi essere moderni.

Per l’estate 2024: Davide Sisto e la rivoluzione digitale

L’ultimo testo consigliato è di Davide Sisto, “ricordati di me. La rivoluzione digitale tra memoria e oblio” edito da bollati boringhieri. Spesso Facebook consiglia ri condividere ricordi di 1, 2 e tanti anni fa, o anche video come «Il tuo anno su Facebook». Proprio questo sguardo al passato – su cui sempre di più si concentrano i social network – offre a Davide Sisto lo spunto per riflettere su come cambia nell’era digitale il nostro rapporto con la memoria e l’oblio.

Il passato non esiste realmente: è solo una storia che raccontiamo a noi stessi. Ma cosa succede quando questa storia la raccontiamo non solo a noi ma anche ai nostri follower, registrandola, insieme ad altri milioni di utenti, all’interno dei nostri profili social e sul web, rendendola consultabile per sempre?

I social network stanno diventando degli enormi archivi digitali, a partire dai quali è possibile costruire – in maniera del tutto inedita – una grande autobiografia culturale collettiva, in cui ciascuno contribuisce con parole e immagini a delineare tanto il proprio profilo biografico quanto quello degli altri, plasmando insieme la memoria personale e quella collettiva. “Ricordati di me” ci aiuta a esplorare la rivoluzione digitale in corso, che lascerà agli storici del futuro un patrimonio di tipo nuovo.