Domenica 16 settembre 2018 si è tenuto al Salone degli Incanti di Trieste uno spettacolo di beneficenza, “Storie vere e magiche di piccola, grande felicità”. Sul palco, tra i tanti che hanno preso parte a questa iniziativa, Lino Guanciale, Gabriella Pession, Andrea Bosca. Scopo della serata ricordare come è nato questo progetto e soprattutto perché è tanto importante. I proventi ricavati dalla vendita delle magliette e dei libri, nonché dalle donazioni fatte per partecipare alla dinner dopo lo spettacolo, saranno devoluti totalmente a #everyCHILDismyCHILD ONLUS per supportare il progetto Plaster School Syria. Di cosa si tratta?

Il momento di dire basta

Premetto che l’emozione è stata tanta: una sala gremita di persone, tutte unite per sostenere un progetto molto importante che vede protagonisti bambini a cui altrimenti sarebbe negata l’infanzia. È il 4 aprile 2017 quando un attacco chimico colpisce Khan Shaykhun in Siria. Circa 70 morti, tra i quali molti bambini. Il mondo intero è indignato. Foto e video documentano immagini crude di corpi senza vita ammassati nei rifugi, morti per soffocamento. Quando accadono determinate situazioni, agghiaccianti, ci si sente impotenti. Come poter fermare una guerra? Come poter fermare uno sterminio continuo di vite innocenti se a monte vi sono interessi politici ed economici? Come poter aiutare queste persone? Cosa si può fare per dire basta ad atti inspiegabili di violenze soprattutto sui bambini? Evidentemente anche Anna Foglietta si è posta queste domande e non è rimasta inerme di fronte a tanto orrore. Ha pensato di agire, di credere che qualcosa potesse cambiare e ci aveva visto lungo. All’indomani dell’attacco in Siria, decide di contattare tutti i suoi amici del mondo dello spettacolo e precisamente alle 6:50 (stessa ora dell’attacco del giorno prima) partono video in rete in cui vari artisti urlano a voce alta che è arrivato il momento di dire basta a queste atrocità “richiedendo l’intervento degli organismi internazionali attraverso gli strumenti diplomatici ed escludendo l’uso delle armi”. L’hashtag che impazza in rete è #everyCHILDismyCHILD, ogni bambino è mio bambino. Ma non è bastato ovviamente questo. Attori, cantanti, scrittori, musicisti ma anche cittadini comuni si sono uniti per creare e attuare progetti che potessero aiutare i bambini a rinascere ed è così che ha preso vita la Plaster School.

La scuola cerotto

La scuola è per eccellenza, oltre alla famiglia, il luogo in cui i bambini imparano ad instaurare rapporti interpersonali ed è la strada per il futuro. Purtroppo non per tutti è così. Se per noi è normale iscrivere i nostri figli a scuola, in questi territori martoriati dalla guerra, dalla fame, da lutti e violenze si pensa a sopravvivere. Purtroppo senza vivere. Ai bambini è negata ogni cosa, è negato sorridere, giocare, essere spensierati, studiare. A loro è negata l’infanzia. Quando sul palco ha preso la parola Lorenzo Locati, insegnante di educazione fisica monzese, che circa tre anni fa ha caricato un furgone con quindici quintali di aiuti tra cibo e medicinali, e ha viaggiato per 3.000 km fino al confine siriano con la Turchia consegnando il suo carico alle popolazioni accampate nei campi profughi, è stato come ritrovarsi li in quelle terre e assistere a quello che raccontava. È stato un mix di sensazioni perché alla rabbia per tanta ingiustizia si univa la gratitudine, la speranza, la soddisfazione nei confronti di quest’uomo che è stato capace, con l’aiuto anche poi di tutti coloro che hanno deciso di prendere parte a questa grande iniziativa, di togliere i bambini dalla strada e garantire a loro e alle loro famiglie di mangiare, di vestirsi e di istruirsi. Ha raccontato di bambini traumatizzati, di bambini pronti a sopravvivere se da un momento all’altro si fossero ritrovati orfani, di bambini che si sono fidati di loro, hanno risposto con entusiasmo alle attività che venivano loro proposte. Finalmente erano seguiti, finalmente questi bambini potevano trascorrere delle ore in tranquillità essendo semplicemente bambini.

I punti cardine del progetto

· Destinatari: bambini figli di famiglie profughe in difficoltà. Spesso, bambini di 6/7 anni, sono costretti a collaborare al bilancio del nucleo familiare rovistando nella spazzatura per pochi spiccioli al giorno o a chiedere l’elemosina. Un’attenzione particolare sarà prestata ai portatori di handicap sia fisici (amputati) sia psichici;

· Data di inizio del progetto: settembre 2017.

· Costi stimati per un anno: $. 85.000/95.000.

· Che cosa prevede il progetto: scuola a tempo pieno per 5 giorni la settimana con ampio spazio alle attività ludiche e artistiche. I maestri si avvarranno del supporto di uno psicologo. Ai bambini sarà preparato un pasto tutto i giorni.

· Il progetto prevede: incentivi sia in cibo, che i bambini porteranno a casa una o più volte la settimana, sia la fornitura di tessere prepagate, da utilizzare presso una catena di supermercati economici per l’acquisto di beni di prima necessità. Le tessere saranno consegnate alle famiglie degli alunni che frequenteranno regolarmente la scuola. L’intento è di invogliare le stesse a rinunciare agli introiti prodotti dai bambini/lavoratori e credere nella loro istruzione.

· Da non sottovalutare l’impatto positivo di questo progetto sulla popolazione siriana di Reyhanli che sta cercando, con fatica, una difficile integrazione con i turchi. Il progetto cerca anche, togliendo dalla strada tanti bambini, di ridare la dignità a loro e alle loro famiglie.

· La polizia e le autorità comunali turche non vedono assolutamente di buon occhio l’accattonaggio dei bambini così come il lavoro minorile, questo progetto sarà quindi sostenuto anche dalla municipalità.

Ognuno di noi può fare qualcosa, un piccolo contributo può migliorare la vita di quei bambini che possono ritornare a sorridere e a sperare in un futuro migliore. Come raccontano le favole che gli attori e i cantanti hanno deciso di racchiudere in un libro, “Storie vere e magiche di piccola, grande felicità”, ognuno ha diritto al suo pezzo di felicità e dobbiamo sempre cercarla anche in quei giorni in cui tutto sembra buio. Aiutiamo il mondo a cambiare, aiutiamo l’umanità a ritrovare i valori perduti nella speranza che il futuro possa essere luminoso per tutti, soprattutto per questi bambini che meritano di vivere una vita dignitosa.

Per ulteriori informazioni e per donare, rimando al sito web della ONLUS.

Filomena Oronzo

Print Friendly, PDF & Email
Filomena Oronzo

Laureata in Sociologia con specializzazione in Politiche Sociali e del Territorio, adoro leggere e scrivere. Per me fare sociologia è vivere il quotidiano in tutte le sue sfaccettature e peculiarità. Oggi sono assistente amministrativo all’Ospedale Infantile di Trieste e soprattutto moglie e mamma, la più grande ricchezza in assoluto.