Il 13 febbraio è uscito al cinema Fantasy Island, horror-thriller che vede come regista Jeff Wadlow (“Nickname-l’Enigmista” e “Obbligo o Verità”). In realtà il film è un adattamento cinematografico della serie andata in onda negli anni ‘70 chiamata “Fanstasilandia”: in entrambi, protagonista indiscussa è l’isola, la quale possiede il potere di concretizzare sogni e fantasie degli ospiti.  

La locandina di Fantasy Iland - serie TV del 1978
La locandina di Fantasy Iland – serie TV del 1978

I protagonisti, interpretati da Lucy Hale, Austin Towell, Maggie Quigley, Portia Doubleday, Rayan Hansen e Jimmy o Yang sono un gruppo di ragazzi vincitori di un concorso che ha permesso loro di trascorrere un week end su un’isola paradisiaca. Un alone di mistero sembra avvolgere la permanenza dei ragazzi: dallo staff inquietante, al liquido scuro che sgorga da soffitto e pareti fino all’uomo nascosto nella giungla che sembra spiarli (Michael Rooker).   

L’isola dotata di ogni comfort vede come suo custode Mr. Roarke (Michael Peña), il quale informa gli ospiti che avranno la possibilità di vivere una loro fantasia nella maniera più veritiera possibile. La regola è solo una: una volta iniziata non potrà essere interrotta, ma occorrerà attendere la sua conclusione naturale. Mantenendo l’articolo privo di spoiler riguardanti i desideri dei singoli personaggi e i relativi svolgimenti, è possibile tuttavia affermare che nel film è presente la teoria della profezia che si autoadempie, fenomeno studiato in sociologia e psicologia. La pellicola sembra quasi essere un cross over tra la celeberrima serie tv “Lost” e il film “Quella casa nel bosco”. Il primo, per il richiamo all’isola dotata di qualche magia mistica, il secondo per e per le similitudini riguardo creazione dei sogni. 

Il Trailer di Fantasy Island 2020

I cinque ragazzi sono emozionati e hanno ben chiaro cosa desiderare. Sono inoltre convinti che avranno a che fare con attori ed effetti speciali, ma quello che vivranno sarà fin troppo reale. Alcuni dei desideri possono essere ricondotti ai sette vizi capitali. Uno dei primi coinvolge due fratelli: l’isola darà forma alla loro fantasia con una mega festa in una lussuosa villa e divertimento assicurato, poiché il loro desiderio era “avere tutto”. I vizi presenti sono dunque lussuria ed avarizia.  

La seconda fantasia risiede nell’infanzia dell’ospite: vorrebbe sentirsi un eroe facendo il soldato, ciò gli permetterà di incontrare una persona a lui molto cara. La terza fantasia riguarda una donna che vorrebbe cambiare il “no” dato alla proposta di matrimonio ricevuta anni prima a causa di un avvenimento traumatizzante accaduto proprio in quel periodo.                                                                                                                                                                   

La quarta fantasia è guidata dalla vendetta, che la ragazza brama da lungo tempo nei confronti della bulla che ha reso la sua adolescenza un incubo, e che indica come origine delle proprie insicurezze.

Il tutto si complica nel momento in cui uno degli ospiti si rende conto che la fantasia che sta vivendo non è realmente quella che desidera, pertanto scavalca le ferree regole dell’isola e chiede di vivere una seconda fantasia, la quale scopre essere il collante che lega il destino di tutti gli ospiti.

Non voglio spoilerare ulteriormente, posso solo rivelare che uno dei protagonisti non è in realtà chi dice di essere. E che la vendetta non sempre è la soluzione migliore. 

Profezia di Thomas: nel film come nella vita 

Viviamo ogni giorno condizionati da aspettative e credenze che in qualche modo modificano inconsciamente e guidano i nostri comportamenti avverandone la previsione. Ciò avviene con eventi sovrannaturali o per l’oroscopo: qualora dovesse preannunciare una giornata negativa per l’individuo nato sotto un certo segno zodiacale, è plausibile che esso, inconsciamente, venga condizionato da quanto letto e che la sua mente si focalizzi, durante la giornata, su quegli avvenimenti e circostanze che rendano veritiera la suddetta profezia.

William Thomas
William Thomas

Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze”. Quanto detto dal Sociologo W. Thomas esprime esattamente quello che accade con le fantasie su Fantasy Island. Esse, così come tutte le emozioni che vengono provate durante il loro svolgimento, sono talmente reali da essere proprio questo: concrete, nitide, vere. E se davvero sono reali, allora lo sono anche le ferite, i decessi e, talvolta, gli orrori, vissuti dai protagonisti.

Merton prese ispirazione dalla teoria di Thomas elaborando la profezia che si auto-avvera: le suggestioni che inizialmente si vengono a creare nei riguardi di una persona, alla fine verranno confermate dai comportamenti della stessa. Quanto detto successe ad una banca, il cui fallimento venne provocato dai clienti stessi che per paura di un crollo bancario, ritirarono tutti i loro risparmi, prosciugando così la banca e portandola inevitabilmente al collasso. I clienti temevano un evento che però hanno provocato loro stessi, nella paura che accadesse. Hanno messo in atto la profezia con le loro azioni, concretizzando così le loro aspettative. I comportamenti confermeranno ciò che si era previsto. Se per esempio una persona si sente sempre dire che è incapace e stupida o, come nel caso del film, una perdente ed una stalker, essa si convincerà di esserlo e dunque attuerà dei comportamenti che rispecchieranno tale descrizione. 

L’effetto Pigmalione

La profezia che si autoadempie in psicologia viene affrontata da Rosenthal con il cosiddetto “effetto Pigmalione” chiamato anche “effetto Rosenthal” e “effetto golem”. L’effetto Rosenthal può essere riscontrato in qualsiasi ambito, da quello sociale, lavorativo economico e familiare. Può accadere ovunque e non possiamo fuggire.

Egli per dimostrare la teoria, condusse un esperimento in una scuola elementari: finse di somministrare un test a due gruppi di bambini, e riferì agli insegnanti che, dai risultati ottenuti, uno dei due gruppi fosse composto da bambini molto più intelligenti degli altri. Questo provocò un cambiamento nel comportamento degli insegnati, i quali dedicarono più attenzioni, interesse e voti molto più alti ai bambini definiti più intelligenti. A fine anno il rendimento di questi bambini risultò notevolmente cresciuto. Gli insegnanti realizzarono la “profezia”.

Schema effetto Rosenthal
Schema effetto Rosenthal

Questo è ciò che viene definito  “Effetto Pigmalione”, che prende in prestito il nome dallo scultore e re di Cipro, Pigmalione, che non potendo avere Afrodite tutta per sé, ne realizzo una statua di cui poi si innamorò perdutamente convincendosi che fosse vera. Altri riferimenti provengono dall’omonima opera teatrale di George Bernard Shaw, che derivano appunto dal mito greco citato poco fa. L’opera narra di una ragazza che viene educata come se appartenesse alla classe agiata dal suo insegnante.

L’effetto Golem

Il cosiddetto “effetto Golem”, invece si basa sulle aspettative basse nei riguardi di una persona. Si tratta di condizionare o suggestionare una persona sul fatto che non sia in grado di fare una determinata cosa. Questo, oltre ad abbassare l’autostima, va ad incidere sulla visione che l’individuo ha di sé stesso. La socialità, ossia l’inclinazione alla convivenza sociale e al relazionarsi con gli altri, ha un enorme potere su noi stessi.

Come si evince da queste teorie è possibile influenzare negativamente un soggetto sulla visione di sé, ed è proprio quello che accade ad uno dei protagonisti, condizionato in passato sul sentirsi un perdente, una nullità, fino al punto di vedersi, sentirsi, e comportarsi come tale.

 Non sempre queste profezie si avverano però questo è un esempio di quanto le parole possano far male, e nel momento in cui ci si ritrova su Fantasy Island può tornare tutto indietro. 

In conclusione, possiamo dunque affermare che le teorie affrontate possano incidere notevolmente sulla visione che gli individui hanno di loro stessi poiché si sviluppano in ogni ambito sociale: lavorativo, familiare, ed educativo. In poche parole in ogni luogo in cui l’individuo si relaziona con gli altri. I comportamenti sono la causa dell’avverarsi della profezia e non la conseguenza: non è il risultato di qualche stregoneria, esse si concretizzeranno perché sarà il comportamento del soggetto, conscio o inconscio che sia, a renderle reali. 

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