Oggi riprendiamo il lavoro di decostruzione e ricostruzione del canone sociologico avviato in questo articolo e proseguito con la figura di Harriet Martineau, per soffermarci su Flora Tristán: una voce tanto emarginata quanto rivoluzionaria, vissuta tra due mondi – la Francia e il Perù dell’Ottocento – e capace di trasformare la propria esperienza di esclusione in un progetto politico e sociale di emancipazione universale.
La vita di Flora Tristán
Flora Célestine Thérèse Henriette Tristán Troncoso nacque il 7 aprile 1803 a Parigi. I suoi genitori, la francese Thérèse Laisney e il peruviano Mariano Tristán y Moscoso, si sposarono in Spagna, dove si erano conosciuti, ma l’atto di matrimonio non venne trasmesso alle autorità. Di conseguenza, Flora fu considerata figlia illegittima e ne subì pesanti conseguenze legali e sociali: alla morte del padre, quando aveva appena quattro anni, lei e la madre furono costrette ad abbandonare la casa paterna, non potendo far valere alcun diritto ereditario.
Da quel momento, madre e figlia vissero in condizioni di grande precarietà economica. Durante l’adolescenza, Flora iniziò a lavorare in un laboratorio di litografia e all’età di 18 anni fu costretta dalla madre a sposare il proprietario del laboratorio, l’incisore André Chazal. Dal matrimonio nacquero tre figli: due maschi – uno dei quali morì in tenera età – e una figlia, Aline, futura madre del pittore Paul Gauguin. A causa delle continue violenze del marito, Flora decise di fuggire con i figli, sfidando le rigide convenzioni sociali dell’epoca: il divorzio, infatti, era stato abolito dal Codice Napoleonico, e una donna separata rischiava l’emarginazione e la perdita della tutela dei propri bambini.
L’interesse per i diritti delle donne
Tuttavia, Chazal non accettò la separazione e tentò di uccidere Flora, sparandole in pieno giorno per strada. Sebbene lei sopravvisse a quello che oggi definiremmo un tentato femminicidio, il proiettile rimase conficcato nel suo corpo, provocandole gravi conseguenze fisiche che, con il passare degli anni, contribuirono alla sua morte. Dopo un lungo processo giudiziario, Flora Tristán ottenne la separazione e l’affidamento dei figli. Fu la prima sentenza di separazione legale nella Francia napoleonica. A partire da quell’esperienza, Tristán divenne una convinta sostenitrice dei diritti delle donne e del diritto al divorzio, tema su cui intervenne pubblicamente nel 1837 con una petizioneindirizzata all’Assemblea Nazionale.
Nel 1833, all’età di 30 anni, intraprese un viaggio verso il Perù a bordo della Mexicano, per reclamare a suo zio Pío Tristán Moscoso l’eredità paterna. La traversata durò 133 giorni, e lei era l’unica donna a bordo di un equipaggio composto da sedici uomini (Bolla e Debia, 2023). Al rientro, nel 1835, pubblicò il suo primo saggio, Necessità di accogliere bene le donne straniere[1], in cui rifletteva sulle difficoltà materiali e morali delle donne che viaggiavano da sole, proponendo la creazione di una società di sostegno per le donne che migravano o si spostavano in altre città e Paesi.
Peregrinazioni di una paria e passeggiate londinesi
Le esperienze vissute durante il viaggio e le osservazioni sulla società peruviana dopo l’indipendenza dalla Spagna confluirono in Le peregrinazioni di una paria[2], pubblicato nel 1838 in Francia. Nel testo Tristán si definì, appunto, “paria”, prendendo coscienza della propria identità di persona ai margini della società, a causa della sua condizione di donna, figlia illegittima, moglie separata, madre e operaia. Nel libro, l’autrice denunciava le condizioni di vita delle popolazioni indigene, nere e povere, e criticava l’élite dominante. Quando l’opera giunse in Perù, fu vietata e lo stesso zio ne ordinò il rogo pubblico nella piazza di Arequipa.
Negli anni successivi, Flora Tristán continuò a viaggiare e a elaborare il proprio pensiero politico e sociale. Nel corso dei suoi vari viaggi in Inghilterra visitò le fabbriche londinesi e osservò da vicino le dure condizioni di vita della classe operaia. Da quell’esperienza nacque Passeggiate londinesi[3] (1840), opera che anticipa riflessioni che sarebbero state poi sviluppate da Friedrich Engels in La situazione della classe operaia in Inghilterra (1845) e nel Manifesto del Partito Comunista (Marx & Engels, 1848). Nel 1843, con l’aiuto di amici e conoscenti, Tristán pubblicò a proprie spese Unione operaia[4], testo in cui proponeva l’unione di tutti gli operai e le operaie per la conquista dei propri diritti. Nei due anni successivi ne promosse la diffusione in tutta la Francia attraverso incontri e dibattiti pubblici.
Flora Tristán, tra due rivoluzioni
Il pensiero di Tristán fu influenzato dall’Illuminismo e dagli ideali della Rivoluzione francese – libertà, fraternità, solidarietà – ma anche dalle teorie socialiste di Charles Fourier (1772–1837), che criticava gli effetti disumanizzanti dell’industrializzazione. Flora riprese e sviluppò queste idee in chiave originale, intrecciando alla riflessione sociale anche la questione femminile.
Su questo tema, elaborò un pensiero originale, a partire da un lato dalla propria esperienza personale, dall’altro dall’influenza dell’inglese Mary Wollstonecraft (1759-1797), che rivendicava l’uguaglianza tra uomini e donne, sostenendo il diritto di queste ultime all’istruzione, alla parità dei diritti e alla piena partecipazione alla cittadinanza e alla politica. Infine, come sostiene Andrea D’Atri (2019), la vita di Flora Tristán si svolse tra due rivoluzioni, la Rivoluzione francese e la Rivoluzione del 1848. Questo scenario le permise di partecipare attivamente alla vita intellettuale e politica del suo tempo e di conoscere e discutere con intellettuali come Saint-Simon, Charles Fourier e George Sand.
- [1] Titolo originale: Nécessité de faire un bon accueil aux femmes étrangères, testo non tradotto in italiano.
- [2] Titolo originale: Pérégrinations d’une Paria
- [3] Titolo originale: Promenades dans Londres.
- [4] Titolo originale: Union ouvrière, testo non tradotto in italiano.
Morì il 14 novembre 1844 a Bordeaux all’età di 41 anni. I lavoratori e le lavoratrici di Parigi fecero una colletta per pagare il suo funerale e la sua lapide, sulla quale si legge la seguente epigrafe:
“In memoria della signora Flora Tristan,
autrice della Unione Operaia.
I lavoratori riconoscenti.
Libertà, uguaglianza, fraternità, solidarietà”
Flora Tristán, i temi e le opere
Il pensiero di Flora Tristán è fortemente influenzato dall’atmosfera intellettuale e sociale della prima metà del XIX secolo. A causa della sua condizione di donna, madre e operaia, non ebbe accesso all’istruzione formale, ma si formò da autodidatta, leggendo moltissimo e scrivendo saggi e opere di denuncia sociale.
Uno dei nuclei centrali del suo pensiero riguarda proprio la critica alle disuguaglianze di accesso all’istruzione e alla conoscenza, determinate sia dall’origine sociale sia dal genere. In Passeggiate londinesi (1840) – libro che nasce dalle sue esperienze in quella che definisce una città “mostruosa”, visitata più volte tra il 1826 e il 1839 – Tristán riflette, tra le altre cose, sul ruolo delle donne nella produzione culturale. Riconosce l’esistenza di “autrici” appartenenti ai ceti agiati, che potevano dedicarsi alla scrittura e affrontavano talvolta le ingiustizie sociali. Tuttavia, osserva come raramente queste scrittrici si occupuno della lotta contro l’oppressione femminile. Un’eccezione – nota Tristán – è Mary Wollstonecraft che in A Vindication of the Rights of Woman (1792) denuncia pregiudizi e disuguaglianze di genere (Tristán, 1972).
Il testo di Wollstonecraft esercitò una profonda influenza sul pensiero di Flora Tristán, in particolare sulla sua concezione dell’uguaglianza tra i sessi e sul rifiuto dell’idea di una presunta inferiorità femminile fondata su basi biologiche. Secondo Tristán, infatti, la subordinazione delle donne deriva da disuguaglianze nell’educazione e nella formazione costruite sui pregiudizi e finalizzate a perpetuare la condizione di dipendenza e sottomissione femminili. L’autrice osserva inoltre come la società confini la donna nella sfera privata, negandole diritti e pari riconoscimento rispetto all’uomo:
“La donna è soggetta, per pregiudizio e per legge, alle più scandalose disuguaglianze. Non eredita se non quando non ha fratelli; è privata dei diritti civili e politici, e la legge la sottopone in tutto al marito." (Tristán, 1972, p. 137, trad. propria).
L’industrializzazione, tra fabbriche e bordelli
In Passeggiate londinesi (1840), Flora Tristán si sofferma però soprattutto sulle trasformazioni della città a partire dal rapido processo di industrializzazione e sulle sue brutali conseguenze. L’opera offre un’analisi critica delle condizioni del proletariato inglese, a partire da temi centrali come lo sfruttamento dei lavoratori, la formazione delle classi sociali, la miseria e quella che definisce una “schiavitù mascherata da libertà”. Secondo Tristán, infatti, il legame tra padrone e operaio, pur sembrando un rapporto libero, denota in realtà uno stato di dipendenza e sfruttamento.
Durante i suoi soggiorni nella capitale inglese, Flora visita le fabbriche di gas e di birra, ma anche i bordelli e le strade dove si esercita la prostituzione, osservando da vicino le condizioni di oppressione in cui vivono e lavorano donne e uomini. Mette in luce abusi e disuguaglianze di genere legate al lavoro produttivo e riproduttivo, notando come gli operai delle fabbriche avevano un’aspettativa di vita di sette-otto anni, le prostitute londinesi sopravvivevano per un tempo ancora minore – in media tre o quattro anni.
Unione operaia
Nel 1843 Flora Tristán pubblicò la sua opera più importante, Unione operaia, in cui afferma che la classe lavoratrice è la più oppressa perché, pur essendo quella che produce la ricchezza, vive nella miseria. Per questo motivo invita lavoratori e lavoratrici di tutto il mondo a unirsi contro l’oppressione. È tra le prime a concepire l’unione operaia come un progetto internazionalista, fondato sull’organizzazione collettiva e sull’educazione come strumenti di emancipazione. Per Tristán, infatti, l’istruzione è un’arma di lotta essenziale per la liberazione delle donne e delle classi subalterne:
“Vi propongo un'unione generale dei lavoratori e delle lavoratrici, senza distinzione di mestiere, che vivono nello stesso regno; un'unione che abbia come obiettivo quello di COSTITUIRE LA CLASSE OPERAIA e costruire diversi edifici (Palazzi dell'UNIONE OPERAIA), equamente distribuiti in tutta la Francia. In essi verrebbero istruiti i bambini di entrambi i sessi, dai sei ai diciotto anni, e verrebbero accolti gli operai mutilati o feriti e gli anziani” (Tristán, 1977, p. 73, trad. propria).
Per concludere, il pensiero di Flora Tristán è stato fondamentale per lo sviluppo delle idee socialiste, marxiste e femministe, nonché per la formazione del pensiero sociologico. Le sue analisi innovative, radicate nell’esperienza personale e nella costante osservazione diretta della realtà sociale, anticipano un metodo che unisce riflessione teorica e ricerca empirica, contribuendo in modo originale alla costruzione della conoscenza sociologica.
“Operai, siete deboli e infelici perché siete divisi. Unitevi. L'UNIONE fa la forza” (Tristán, 1977, p. 51, trad. propria)
A breve l’articolo su Jane Addams, per continuare a riscoprire il contributo delle donne alla teoria sociale!
Eliana Debia
[Questo articolo è stato scritto nell’ambito del progetto UNICATT Gendering Sociology (IG: @gendering.sociology)]
Riferimenti
- Bolla, L. y Debia, E. (2023). Flora Tristán. Reivindicaciones de una paria. Los Polvorines: Universidad Nacional de General Sarmiento.
- D’Atri, A. (2019). Prólogo. In Tristan, Flora. Antologia. El martillo y la rosa. CABA: Ediciones IPS.
- Engels, F. (2021). La situazione della classe operaia in Inghilterra. Milano: Feltrinelli. (ed. or. 1845).
- Martina, G. (2003). Presentazione. In Tristan, Flora. Peregrinazioni di una paria (a cura di Graziella Martina), pp. 9-15. Como-Pavia: Ibis.
- Marx, K. & Engels, F. (2001). Il Manifesto del Partito Comunista. Roma: Editori Riuniti.
- Tristán, F. (1972). Paseos en Londres. Lima: Biblioteca Nacional del Perú.
- Tristán, F. (1977). Unión Obrera. Barcelona: Editorial Fontamara.
- Wollstonecraft, M. (2024). A Vindication of the Rights of Woman. In Ideals and Ideologies (pp. 411-416). Routledge. (ed. or. 1792).


































