falsa coscienza

    Per Karl Marx è la più incisiva manifestazione che l’apparato ideologico borghese ha di irradiarsi nella coscienza dell’individuo, nella fattispecie in quella del proletario. Detto altrimenti, con le parole dello stesso Marx: “Non è la coscienza che determina l’essere sociale bensì l’essere sociale che determina la coscienza sociale degli individui”. Ciò significa essenzialmente due cose: che la prima parte della proposizione è una critica al principio cartesiano, a sua volta sintetizzato nell’efficace formula Cogito ergo sum (penso dunque sono), in quanto Marx è il padre fondatore del materialismo storico, e dunque non crede che un principio immateriale come il pensiero possa determinare il resto degli aspetti dell’esistenza umana (in suo “essere sociale”); che la seconda parte della formula rappresenta la valida alternativa che Marx propone con il suo materialismo, e quindi significa che il contesto socio-economico, nonché storico, di appartenenza determina il contenuto dei pensieri, delle idee (la “coscienza sociale”) degli individui.

    Quindi, quando il proletario giustifica il sistema capitalistico-borghese vigente (lo status quo) e si genuflette alle idee considerate dominati nella società (quelle borghesi), significa, per Marx, che è sottoposto a “falsa coscienza” e che l’apparato ideologico del “comitato d’affari della borghesia”, ovvero lo Stato, ha sortito i suoi effetti, cioè è risultato efficace per la conservazione dell’ordine sociale. Più in generale, il termine è stato fatto proprio dal lessico sociologico, per fare riferimento al processo ideologico di “indottrinamento” da parte di un gruppo sociale su un altro, sia che si parli di classi sociali o altri gruppi antagonisti o contrapposti per via di una caratteristica rilevante.

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