moda

    Simmel osserva le caratteristiche e le dinamiche della moda guardando non solo all’abbigliamento, ma agli stili, al linguaggio, all’arte, ai gusti, all’estetica e a tutte le aree della cultura. La moda dipende da due movimenti simultanei: IMITAZIONE e DISTINZIONE. Con la prima gli individui cercano di partecipare ad un modello universale, ad una comunità immaginaria, ad un segno generale della cultura oggettiva di quel momento, ad un gruppo sociale meritevole di prestigio e considerazione. Ma al tempo stesso gli individui sentono il bisogno di distinguersi, di trovare segni attraverso cui differenziarsi da ciò che è troppo comune, banale, scontato. Inoltre per il sociologo tedesco la moda, nelle società moderne, è anche una dinamica di classe: i ceti superiori si impegnano attraverso le scelte dei singoli individui a trovare i segni che li distinguano dalle altre classi. L’innovazione si produce così in una cerchia ristretta di persone, fra le classi elevate. Poi si estende gradualmente a quelle intermedie che la normalizzano. Grazie alle capacità produttive dell’industria di massa e alla facile circolazione delle idee, dei prodotti e degli stili, progressivamente l’innovazione – che non è più tale – viene imitata dalle classi inferiori che, alla ricerca di un’espressione universale, traducono definitivamente quella che era un’innovazione culturale in un dato popolare.

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