La società contemporanea si sta evolvendo sempre di più. Cambiando la società, vien da se che a cambiare sono gli individui con i loro modi di pensare e di agire. Ma una cosa che nel corso degli anni è mutata, trasformandosi sempre di più, è la casa. Può sembrare banale analizzare questo argomento da un punto di vista sociologico, ma se guardiamo alle implicazioni che i cambiamenti dell’ambiente domestico hanno portato anche sugli individui, ci rendiamo conto che le “quattro mura domestiche” assumono un ruolo centrale all’interno del rapporto uomo/abitazione.

Le tipologie di famiglia

Prima di passare in rassegna come e quanto è cambiata la casa e il modo di abitarla è importante sottolineare come anche le famiglie hanno subito una radicale trasformazione nel corso degli anni. In sociologia, per famiglia si intende quella struttura sociale o gruppo i cui membri sono uniti fra loro da legami di parentela, di affetto, di servizio o di ospitalità che vivono o hanno vissuto nello stesso ambiente domestico. Ma si intende anche quell’insieme di individui che, pur non condividendo lo stesso spazio domestico, sono legati da vincoli di filiazione, matrimonio o adozione. I primi studi sulla famiglia furono condotti da Frédéric Le Play (1806-1882), che fu il primo a classificare la famiglia in:
patriarcale: tutti i figli sposati convivono nello stesso ambiente domestico, l’autorità spetta al padre e, alla sua morte, al primogenito maschio;
instabile: caratterizzata da piena libertà dei figli sulla scelta del coniuge e su l’autonomia di residenza;
ceppo: quando un solo figlio maschio porta la moglie a casa dei genitori.

Famiglie sempre più piccole

Un’ulteriore tipologia è stata sviluppata da Peter Laslett per venire incontro ai mutamenti nella strutturazione della famiglia occorsi con i cambiamenti della società. Egli classifica la famiglia in cinque tipi: nucleare (una sola unità coniugale), estesa (una sola unità e più parenti conviventi), multipla (due o più unità coniugali), del solitario (una sola persona), senza struttura (più persone non vincolate da un rapporto coniugale). Dai dati ISTAT si evince una diminuzione radicale della media del numero di figli per donna: sono 473.438 i nati nel 2016 (-12mila sul 2015); 1,34 in media i figli per donna. Ciò ci fa rendere conto che non esistono più le famiglie numerose come un tempo ma che oggi il nucleo familiare è composto, in media, da tre persone. Ovviamente il perché di questi dati può essere analizzato da varie prospettive ma può essere questo un motivo per il quale oggi si sono ridimensionati anche gli ambienti domestici? Oppure ci sono altre motivazioni?

Case su misura

La casa è il luogo sicuro per eccellenza. È il luogo dove la famiglia si riunisce e dove si trascorre gran parte della propria vita quindi c’è bisogno di renderla adatta alle esigenze di ognuno e cercare di farla “assomigliare” a chi vive al suo interno. Insomma, casa come specchio della propria personalità. Dagli spazi enormi però si è passati a spazi sempre più minimal, dove non è necessario avere chissà quante cose, ma il giusto per vivere. Se pensiamo alle case degli anni ’50, o ancora prima, ricordiamo grandi stanze pronte ad ospitare molte persone per pranzare oppure camere da letto grandi in cui vi erano molti letti per i tanti figli. Una sola camera dove vi era la televisione e mobili in cui si riponeva il necessario per “portare avanti la casa”, come usano dire alcune donne anziane. Diciamo che oggi quindi è proprio cambiata la concezione della casa. Oltre ad assolvere al suo bisogno primario di ospitare le persone, è diventata quasi un oggetto di “design” dove tutto è al posto giusto, colori diversi in ogni camera che aiutano a conciliare gli stati d’animo per quell’ambiente, sempre meno mobili ma sempre più elettrodomestici, rigorosamente tecnologici e all’avanguardia, televisori sempre più grandi e, se possibile, in ogni camera.

L’avvento della modernità

Sicuramente una cosa da evidenziare è questa distinzione di spazi a prescindere dal perimetro totale della casa. Se prima ci si limitava ad avere un’unica stanza per la notte, una per il giorno e il bagno, oggi si tende ad avere almeno due camere, una zona living open space, dove si trascorre gran parte del tempo, e possibilmente due bagni per accelerare i tempi casascuolalavoro. Tutto questo, e meno, anche in pochi mq, basti pensare alle soluzioni proposte da Ikea per arredare appena 50 mq. Sicuramente la scelta di case più piccole non dipende solamente dai cambiamenti di cui abbiamo parlato ma sarà senz’altro anche conseguenza di altri fattori. Oggi si vive in case più piccole per risparmiare denaro, in primis per acquistarle (o affittarle, molti preferiscono questa alternativa per non avere altre tasse sulle spalle), in secundis perché una casa grande ha bisogno di essere riscaldata di più, di essere arredata di più; perché, come detto, si tende a fare pochi figli quindi anche una casa piccola è giusta; infine (si spera) come risorsa per una giusta salvaguardia dell’ambiente (meno sprechi, meno emissioni).

Fonte: Man Casa

Filomena Oronzo

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