L’Italia è diventata zona rossa. Nelle ultime ore decreti regionali e nazionali sono stati duri e molto restrittivi. In primis sono state chiuse scuole e università, poi uffici pubblici e man mano restano aperti solo i supermercati. I contagiati in Italia aumentano a vista d’occhio e le disposizioni del governo sono semplicissime: dobbiamo restare a casa! Molti si sono trovati e si trovano in crisi in questa situazione d’emergenza. Hanno dovuto adottare misure e metodologie per non fermarsi, a cui non erano abituati. 

Come reagisce la formazione?

L’ordinanza è chiara. La formazione resterà bloccata fino al 3 Aprile. Ma si può realmente fermare l’istruzione? No! Nel 2015 il Piano Nazionale Scuola Digitale, introdotto con “La Buona Scuola”, ha disposto alcune linee guida per la costruzione del sistema formativo del futuro, introducendo attività, nuovi metodi e approcci per la didattica del domani. Il piano non riguarda solo l’utilizzo della tecnologia, dunque, ma anche e soprattutto un’azione culturale e di sistema. Non siamo mai stati abituati a questo e nemmeno “educati”. In questa situazione d’emergenza è stato inevitabile.  Alcuni hanno cominciato a dotarsi di strumenti per videconferenze e scambio di compiti tramite email, ma non basta. Il sistema e-learning vero e proprio stabilisce l’utilizzo di vere e proprie infrastrutture che siano in grado di ricreare classi virtuali. Ma è proprio in questa direzione che sembra si stia muovendo il Ministero dell’Istruzione, che ha già predisposto una pagina di supporto per la didattica a distanza. Attraverso questa sezione è possibile accedere a strumenti di cooperazione, scambio di buone pratiche e gemellaggi fra scuole, webinar di formazione, contenuti multimediali per lo studio, piattaforme certificate.

Lo Smart Working 

In questa situazione di emergenza, il Decreto stabilisce “la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti”. In alcuni settori è stato quasi inaccettabile una situazione del genere e ci sta per la scarsa digitalizzazione delle persone. Ma molte aziende che lavorano nel mondo del web e del digitale non avevano mai sperimentato lo smart working. Ecco alcuni consigli per sfruttare al meglio lo smart working:

– porsi degli obiettivi e darsi dei tempi;
– fare pause ogni due ore;
– stare in un ambiente rilassato e comodo per favorire la concentrazione.

Il crowdfunding

Il crowdfunding consiste in un processo collaborativo in cui un gruppo di persone utilizza il proprio denaro per sostenere un’idea, rendendola un progetto concreto e realizzabile. Sono tante le realtà che si sono smosse a favore di una raccolta fondi per sostenere gli ospedali italiani per l’emergenza attuale. Quella più importante, la raccolta fondi #IoRestoaCasa, nasce con lo scopo di raccogliere donazioni che verranno interamente devolute alla Protezione Civile, su indicazioni di destinazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dando la possibilità quindi a chiunque di fare la propria parte. Chiara Ferragni e Fedez, con una donazione a livello personale di 100mila euro, hanno dato il via ad una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding Gofundme a sostegno delle terapia intensiva del San Raffaele, parte del Gruppo San Donato. La raccolta fondi è destinata alla creazione di nuovi posti letti all’interno del reparto di terapia intensiva dell’ospedale. Posti indispensabili per affrontare l’emergenza sanitaria del Coronavirus e fornire gratuitamente le cure mediche e l’assistenza necessarie ai pazienti che ne hanno bisogno. Dolce & Gabbana ha finanziato un progetto di ricerca sviluppato da Humanitas University in collaborazione con i virologi dell’Ospedale San Raffaele di Milano; anche Bulgari e Etro hanno donato ai reparti di virologia, mentre Giorgio Armani ha stanziato 1 milione e 250 mila euro per gli ospedali Sacco, San Raffaele e Spallanzani. 

Social ed e-commerce

Dopo l’ordinanza per la chiusura di vari esercizi commerciali e altre grandi catene che aderiscono al #iorestoacasa. Molti tra questi stanno incrementando il lavoro social attraverso le ig stories e i vari hashtag #restaacasa e #iorestoacasa, #abbraccidigitali e tanti altri. Le varie challenge dei brand su Instagram e la spedizione gratis per gli ordini online. Le varie campagne attuate per invitare gli italiani a stare a casa, come quelle di Luca De Matteis per Sega, Lego, Star, Durex, Pegaut, Agos, L’Oreal, Fabuloso, Motta, Vans, Dyson, Ikea e Dove.

Alla luce di tutto ciò, speriamo che questo periodo passi presto. In un ottica positiva possiamo dire che l’Italia si è trovata trascinata in una dimensione che ancora non gli apparteneva del tutto: quella digitale. Stiamo sopperendo a queste mancanze passate a causa di un bisogno. Ma si spera che la digitalizzazione forzata di questi giorni possa essere da esempio e si possa sviluppare sempre più. Forza Italia!

Barbara Petrano

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