Lo Stato Pontificio alla fine del XIII secolo
Lo Stato Pontificio alla fine del XIII secolo

Il papa in passato aveva un certo livello di potere e influenza che in età moderna si fa fatica a riscontrare. Facendo un salto nella storia di almeno due secoli possiamo notare come un tempo esisteva lo Stato della Chiesa (752-1870): il pontefice beneficiava di un potere spirituale (governo delle anime) e di un potere temporale (governo di una popolazione all’interno di un territorio). Le sue decisioni ricadevano sulla sorte di tutte le persone indiscriminatamente rispetto al ceto a cui esse appartenevano e anche l’Imperatore era considerato una figura a lui subordinata. Tutti gli individui si riconoscevano maggiormente nella chiesa ed erano molto più devoti. In suo nome si iniziavano battaglie e se ne difendevano i valori fino alla morte. Ritornando a tempi più recenti possiamo vedere come si dava comunque più importanza alle cerimonie e ai sacramenti (battesimo, matrimonio, estrema unzione): ogni fase della vita era segnata da un’esperienza di questo tipo. Prima di accingersi a consumare la cena si pregava e la domenica a messa era un evento a cui bisognava sempre presenziare. In poche parole la società era molto più legata alla chiesa.

Il cattolicesimo oggi

Papa Francesco
Papa Francesco

A un certo punto qualcosa deve essere successo. I sociologi parlano di processo di secolarizzazione: disincanto dalla religione, si perde la magia, la sua attrazione lentamente si affievolisce. Le cause di ciò sono da riscontrare in eventi storici come l’uscita dei cattolici dalle attività e dalle istituzioni politiche, processi di razionalizzazione  e prodigiosi sviluppi della scienza, un distacco dei valori come valori religiosi. Questo processo, iniziato probabilmente con l’Illuminismo, vede la ragione soppiantare e relegare la religione a pura superstizione. Arriviamo finalmente ai giorni nostri: le persone nella loro quotidianità sono sempre più scettiche, disinteressate, vivono la spiritualità (se la vivono) in maniera del tutto privata. Prendiamo alcuni dati relativi alla crescita di agnosticismo ed ateismo:

  • Un’inchiesta condotta in 21 paesi su un campione di 21.000 persone pubblicata nel dicembre 2004 annuncia che il 25% degli europei occidentali si definisce ateo o agnostico.
  • Un’altra ricerca ha prodotto i seguenti risultati: 1 miliardo e 154 milioni di atei e agnostici nel mondo (Brittannica Book of Year, 1994)
  • la World Christian Encyclopedia annuncia 1 miliardo e 71 milioni di agnostici e 262 milioni di atei nel mondo nel 2000.

Il cattolicesimo domani

San Francesco si spoglia dei suoi averi, Giotto
San Francesco si spoglia dei suoi averi, Giotto

I dati che abbiamo visto sono veramente allarmanti. Questo è un trend destinato sicuramente a crescere con il progresso scientifico in atto negli ultimi decenni. Senza andare contro la ricerca e lo sviluppo ciò che potrebbero fare le istituzioni ecclesiastiche sarebbe cercare di aprirsi ed elasticizzare il proprio pensiero, sicuramente troppo dogmatizzato. Papa Francesco sta cercando di riavvicinare la chiesa alle persone, di riconquistare la fiducia dei giovani e di quei fedeli che ritengono la chiesa un po’ troppo distante dalla realtà delle cose, chiusa su se stessa e sempre più lontana dal messaggio biblico di Gesù. “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?” oppure “Come vorrei una chiesa povera e per i poveri”: sono queste le parole del pontefice che ci fanno comprendere quale sia il suo orientamento. Possiamo parlare del cosiddetto “effetto Francesco” che porta la gente a riavvicinarsi alla chiesa, confermato anche da una ricerca condotta via internet dal Censur (Centro Studi sulle Nuove Religioni) che parla di un notevole aumento di fedeli e di confessioni nei luoghi di culto. La strada da percorrere per un sostanziale riavvicinamento è ancora lunga, ma la direzione sembrerebbe quella giusta.

Filippo Campo Antico

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