L’estetica, soprattutto nelle donne, è considerata una componente importante nel e per il raggiungimento di un obiettivo. Il mondo contemporaneo sembra porre l’attenzione molto sull’aspetto fisico di una persona. La perfezione e i parametri di bellezza si sono evoluti nel corso del tempo e, sopratutto dopo le mode dettate degli influencers, la corsa alla “perfezione” si è fatta più agguerrita che mai. Il semplice e il naturale sono passati quasi in secondo piano e se oggi una persona, uomo o donna che sia, non rispecchia determinati canoni di bellezza, decisi indubbiamente dalla realtà virtuale, sembra non essere “accettata” nella nostra società perché considerata non alla moda, non conforme a qualcosa di predefinito.

Ma davvero la bellezza può giocare un ruolo importante nella realizzazione personale e, perché no, professionale di una donna? È giusto che una persona debba essere considerata e/o giudicata solo per il suo aspetto fisico? Quali sono gli effetti di questi pre-giudizi?

Il concetto di bellezza

La bellezza è “la qualità capace di appagare l’animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione”.

Quando si parla di bellezza si pone l’attenzione sulla cura del corpo. Il concetto di bellezza, indubbiamente, oggi può essere associato all’estetica intesa in senso di chirurgia. La percentuale di individui che ricorrono ai fantomatici “ritocchini” é aumentata e questo porta anche ad un divario sempre più netto tra il bello e il brutto.

Sicuramente questo fenomeno è figlio del tempo che trova. Il corpo oggi, ancora più che nel passato, è quasi “oggettivato”. Il corpo della donna è ancora più considerato come oggetto del desiderio da parte degli uomini. Basti pensare a quanto i mass media sponsorizzino articoli per gli uomini utilizzando donne dalla corporatura perfetta. Nella nostra società il corpo è diventato oggetto di una cultura non più tradizionale ma che segue la moda e l’ostentazione della perfezione e dell’omologazione, influenzabile da vari fattori. Inoltre il corpo, inteso come categoria sociologica, è la struttura che permette di agire, unendo la personalità del soggetto all’incidenza dell’elemento sociale.

Cos’è il body shaming?

Quante volte ci è capitato di assistere o di sentir parlare di atti di inspiegabile violenza psicologica nei confronti di persone che non sono considerate belle. Ma chi o cosa definisce bello qualcuno? Le offese dirette ad individui definiti “non belli” comportano dei disturbi della personalità di questi soggetti che si sentono inferiori, inadeguati, solo perché qualcuno ha deciso che non hanno determinate caratteristiche riscontrabili in coloro che sono definiti “belli”.

Questo fenomeno ha un nome ben preciso ed è oggetto di studio e discussione in ambito psico-sociale: body shaming.

Il body shaming, o derisione del corpo, è l’atto di deridere una persona per il suo aspetto fisico. Qualsiasi caratteristica fisica può essere presa di mira: l’essere magri o grassi, l’altezza o la bassezza, il taglio di capelli, tatuaggi, eventuale peluria in eccesso, e tante altre caratteristiche. La fisicità viene colpita perché considerata non aderente ai canoni estetici della cultura in cui la vittima vive. Non è importante che sia effettivamente anormale o dannoso per la salute, o semplicemente diverso dalla presunta “forma fisica perfetta”, né che la vittima abbia la possibilità di modificarlo o no. Il canone estetico è posto come normale e necessario per considerare una persona apprezzabile e degna di rispetto: il corpo della vittima quindi è considerato anormale rispetto al canone predefinito. La vittima è colpevolizzata e indotta alla vergogna: tale vergogna riduce in primis l’autostima, può portare l’individuo ad isolarsi e possono innescarsi disturbi alimentari e comportamentali che possono anche sfociare nella depressione e in casi più estremi possono portare al suicidio.

Alcune tipologie di body shaming hanno origine antiche nella superstizione popolare e cambiano ragione di essere in ogni parte del mondo incontrando culture differenti.

La derisione del corpo può colpire entrambi i sessi: gli uomini sono soggetti a discriminazioni per le dimensioni del pene e la muscolatura ad esempio; le donne per le dimensioni e la forma di seni, fianchi e natiche.

Sicuramente questo fenomeno si verifica di più nei confronti delle donne, sia da parte degli uomini sia da parte delle donne stesse.

Negli ultimi tempi è considerato come “difetto” anche il non essere alla moda in termini di abbigliamento. Se, soprattutto le ragazze, non hanno un abbigliamento alla moda, sono derise e non possono entrare a far parte di alcun gruppo. Sono infatti particolarmente soggetti a queste discriminazioni gli adolescenti, che sono alla ricerca di accettazione sociale. Ancora i cambiamenti fisici legati all’età, e le donne in post-parto. Può essere aggravato dalla diffusione di modelli estetici nei mass media e spesso si sfocia in concetti di bullismo o cyberbullismo.

In alcuni casi, anche in ambito lavorativo, si richiedono persone che abbiamo “bella presenza“. Questa “pretesa” fa riflettere sul fatto che un individuo non può e non deve essere considerato e/o apprezzato per il suo aspetto esteriore perché la vera qualità è quella interiore. Può sembrare questo un concetto predefinito ma in una società, quale quella odierna, dove è più importante apparire che essere, dovrebbero cadere questi pregiudizi legati alla bellezza e neanche dovrebbero sussistere binomi che portano gli individui ad essere classificati come belli/poco intelligenti, brutti/acculturati.

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