Anche quest’anno il Festival di Sanremo è entrato nelle case di milioni di italiani. La manifestazione canora che celebra la canzone italiana ha dato spazio anche all’intrattenimento comico con presentatori che hanno portato sul palco argomenti del tutto attuali, ammorbidendoli e rendendoli “leggeri”, che hanno aperto il pubblico a nuove considerazioni.

La musica come protagonista

Quest’anno non sono però mancate anche polemiche e delusioni. Del resto ciò che è considerato oggettivo per qualcuno può essere considerato soggettivo per un’altro e viceversa. Sicuramente il Festival di quest’anno, sulla scia delle precedenti edizioni, è stato il Festival dei giovani talenti, nuove voci che hanno conquistato il palco mettendo in ombra colossi della musica italiana. La gara canora tra i vecchi big e i nuovi talenti ha scatenato, soprattutto sui social, uno schieramento tra, appunto, il vecchio e il nuovo modo di intendere la musica. Ma davvero si può parlare in questi termini? Cosa questo Sanremo ha voluto rappresentare?

Incontro tra generazioni

Patty Pravo e Briga
Patty Pravo e Briga

I nuovi talenti, molti dei quali consacrati attraverso i vari talent, hanno conquistato il podio lasciando dietro di loro i cosiddetti big. I vari generi musicali presentati hanno sicuramente un po’ rotto i canoni delle edizioni passate del Festival ma questo comunque sulla base di un nuovo consumo musicale. Questo Sanremo è stato seguito da molti giovani che hanno visto i loro baby idoli arrivare su un palco molto ambito. I nuovi talenti hanno presentato canzoni dal ritmo incalzante, con basi e ritornelli orecchiabili. “Molto rap e poco romanticismo“, hanno commentato i più ma in effetti la musica cambia rispetto alla società che si evolve. La musica non è assolutamente un qualcosa di statico. Anzi, è forse da considerarsi la cosa più dinamica che esista al mondo.

Le canzoni moderne

Le canzoni “moderne”, se così le si può definire, sono considerate come delle denunce, delle propagande. Poche parole, magari anche ripetute e che al primo impatto non possono avere un senso logico. Alcune canzoni sono considerate vuote di significato. Ma una canzone può essere considerata così? Cosa si mette in discussione? L’arrangiamento quanto il testo? Si considerano solo le parole o anche le doti canore del cantante? Ci sono parametri ben precisi per definire un testo “canzone”? Domande difficili per chi non ne capisce di musica professionalmente parlando. Cambiano i tempi, cambiano le persone, cambiano le generazioni e di conseguenza cambiano anche i generi musicali.

La musica resta

Mahmood, vincitore del Festival
Mahmood, vincitore del Festival

Molti non hanno digerito il fatto che i big abbiano occupato i posti più bassi della classifica, molti hanno apprezzato questi giovani che si sono messi in gioco. Proprio questo mettersi in gioco li ha esposti a critiche. Al netto di considerazioni soggettive, ciò che è da evidenziare è il fatto che la musica resta un fattore molto importante che tende a rappresentare determinati gruppi di persone. È un po’ come identificarsi attraverso i vari generi musicali. Che siano essi moderni o classici poco importa. La musica si evolve con il pubblico che la divora. Se oggi sono consacrati determinati generi è perché il pubblico che ascolta si rivede in questo. Non per questo la musica “classica” va nel dimenticatoio. Bisognerebbe avere ampie vedute e non rischiare di inciampare nella presunzione di credere che un genere musicale sia migliore di un altro. La musica è musica. In effetti a chi non piace un brano può cambiare frequenza. In questo caso, Sanremo è sinonimo di cambia-menti.

Filomena Oronzo

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