Il lavoro del copywriter oggi implica una serie di mansioni differenti che si intrecciano tra loro e che richiedono una buona dose di competenze specializzate. Il punto di partenza è rappresentato dalla scrittura di testi professionali, che possono essere destinati al web, ma anche a riviste o a redazionali destinati a essere pubblicati sui quotidiani.

Saper incuriosire

Come si può facilmente intuire, la capacità più importante richiesta a un professionista di questo settore consiste nel sapersi adeguare al media di riferimento: scrivere per un sito Internet è diverso dallo scrivere per un giornale, sia dal punto di vista della forma che dal punto di vista dei contenuti. Uno dei compiti in cui può essere coinvolto un copywriter è quello della produzione di articoli e – più in generale – di risorse che sono destinate al content marketing. Si tratta, in questo caso, di dedicarsi all’ideazione, alla realizzazione e alla messa a punto di contenuti che siano in grado di catturare l’attenzione di chi li legge e di mantenerla costante nel tempo. Incisività e capacità di sintesi sono due delle peculiarità richieste in questo senso: la curiosità del lettore deve sempre essere tenuta alta, evitando i giri di parole e andando dritti al punto.

L’importanza della SEO

Sempre più di frequente, poi, al copywriter viene richiesta la scrittura a scopi SEO: egli diventa un articolista impegnato nell’attività di guest posting, ma si può occupare anche dell’ottimizzazione per Google e per gli altri motori di ricerca dei testi che sono destinati a un sito che deve essere promosso e che deve diventare più visibile. La SEO nel corso degli ultimi anni è andata incontro a notevoli cambiamenti ed è stata protagonista di un’evoluzione molto significativa: se in passato era sufficiente – o quasi – riempire i testi con le parole chiave per le quali ci si voleva posizionare, oggi il keyword stuffing non solo è inutile, ma è addirittura una pratica dannosa, che finisce per penalizzare i contenuti e le pagine che dovrebbero essere promosse. Ecco spiegato il motivo per il quale i copywriter attualmente non devono concentrarsi solo sulle parole chiave, che pure continuano a rimanere importanti, ma anche su aspetti formali in apparenza meno importanti, come l’impiego dei grassetti e dei corsivi, il ricorso ai paragrafi e la sottotitolazione, che oltre ad aumentare la leggibilità dei testi sono “apprezzati” da Google.

Informazione prima di tutto

E se è vero che il copywriter in fin dei conti è un persuasore, è altrettanto vero che nella maggior parte dei casi i contenuti testuali in cui si cimenta non devono essere spudoratamente promozionali, ma devono risultare soprattutto informativi: in altri termini, devono arricchire il bagaglio di conoscenze dei lettori, fornendo loro i dati e le notizie di cui hanno bisogno, per fare sì che rimangano sulla pagina e, magari, decidano di iscriversi alla newsletter che viene proposta o addirittura di acquistare un servizio o un prodotto. Il timing è, per tutti i copywriter, un aspetto importante: la puntualità e la rapidità nella consegna dei testi sono aspetti decisivi, ovviamente a condizione che essi non vadano a compromettere la qualità complessiva.

Rino Carfora

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