Il mondo sta cambiando. La terra si ribella. Le calamità naturali colpiscono anche territori che fino a pochi decenni fa erano isolati da fattori atmosferici di portata devastante. La gente muore. Sono questi i titoli che, soprattutto negli ultimi mesi, leggiamo sui quotidiani o ascoltiamo in televisione. Il mondo sta cambiando! Questa affermazione potrebbe essere interpretata in molti modi e sotto vari aspetti. Il mondo sta cambiando da un’accezione socio-politica ed economica, ma soprattutto sta cambiando da un punto di vista ecologico.

Un problema globale

L'attivista svedese Greta ThunbergNegli ultimi tempi, e soprattutto dopo la prima apparizione di Greta Thunberg, le mobilitazioni contro i cambiamenti climatici, contro l’emissione di gas nocivi, contro i “grandi” della terra, sono aumentate. Sempre più manifestazioni e cortei, soprattutto presiedute da giovani che appoggiano la battaglia della giovane attivista, prendono vita tra le strade delle più grandi città del mondo. Sì, perché questo è un problema che riguarda il mondo intero. Nessun continente escluso, nessun uomo escluso. Ma come si fa a cambiare una situazione che ormai sembra aver preso una strada non più percorribile in senso contrario? Come, dal basso, si potrebbe iniziare a proteggere il nostro territorio e noi stessi? Ma soprattutto chi è Greta Thunberg? Perché questa ragazzina invece di vivere la sua adolescenza come milioni di ragazzi nel mondo, combatte una battaglia che sembra già persa in partenza? Perché molti l’attaccano e la deridono affermando di essere strumentalizzata?

Greta e la sua lotta

Il mondo sta cambiando, la terra si ribella16 anni. Nella sua semplicità e nella sua giovane età, Greta Thunberg già fa parlare di se, ma non è un’influencer che sponsorizza grandi marchi di moda. È una giovane attivista svedese che crede ancora nel cambiamento del mondo, o meglio, spera che il mondo possa essere curato perché gravemente malato. Ha scioperato innumerevoli volte a sostegno dello sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico che sta devastando il nostro pianeta. Per Greta non si tratta di ricevere consensi, non si tratta di diventare famosa come molti hanno duramente attaccato. Se avesse voluto intraprendere la strada della fama lo avrebbe potuto fare in altri modi e con altri mezzi. E c’è anche chi dice che sia strumentalizzata dai genitori. Invece Greta ha intrapreso una strada ripida, difficile da percorrere. Per cosa? Per difendere un mondo che ci sta attaccando. È un vero e proprio attacco contro gli uomini che lo sfruttano inconsapevolmente (?!). Greta grida a voce alta che è il momento di fermarsi.

Diritto di vivere

Grazie a Greta Thunberg, molti giovani hanno iniziato a farsi sentireI suoi scioperi a Stoccolma in prima battuta e poi con le manifestazioni in altre parti del mondo, hanno fatto risvegliare gli animi altrui e molti giovani hanno iniziato a farsi sentire, a rivendicare il diritto di vivere in un mondo sano. È fermamente convinta che una delle cause del cambiamento climatico è la continua emissione di anidrite carbonica nell’aria e attacca duramente i “potenti” dell’economia del mondo che parlano di “economia sostenibile” solo per ottenere consensi; promesse quindi mai mantenute che comportano ulteriori danni al nostro pianeta. Non bisogna solo essere promotori dello sviluppo sostenibile. Bisogna attivare i mezzi affinché questo sviluppo possa definirsi tale. C’è a rischio il futuro di tutti noi. Greta è stata presente a molte conferenze importanti in tema di cambiamenti climatici e se molti si sono soffermati sui sintomi della sua sindrome di Asperger, molti l’hanno supportata e continuano a sostenerla in questa battaglia, nella speranza che non siano fatte più promesse, ma si passi ai fatti.

Inquinare meno: ma come?

Le 10 regole per inquinare menoOgnuno di noi è responsabile delle proprie azioni. Se le azioni sbagliate dei singoli si sommano tra loro, i danni per il nostro ecosistema e per noi stessi sono duplicati all’ennesima potenza. Come potremmo inquinare il meno possibile? Basterebbe davvero cominciare dai piccoli gesti quotidiani: utilizzare il meno possibile le automobili e preferire i mezzi pubblici che ormai sono, per la maggior parte, ecologici; incentivare la raccolta differenziata e sensibilizzare il più possibile i soggetti a questa buona pratica. Evitare di utilizzare agenti chimici per le pulizie domestiche e preferire detersivi ecologici; evitare l’acquisto di prodotti contenenti plastica e prediligere prodotti a basso impatto ambientale. La lista delle cose da fare potrebbe continuare ancora. Il manuale delle buone azioni dovrebbe essere insegnato a tutti e non sempre viene fatto. Partiamo dal basso, impariamo a rispettare l’ambiente in cui viviamo. Impariamo a rispettare il mondo che ci circonda. Con piccoli gesti possiamo davvero cambiare il futuro, il nostro futuro. Sensibilizziamo. Sensibilizziamoci. Abbiamo bisogno di cambiare. Tutti. Le scelte di ognuno di noi possono fare tanto e magari chissà, un giorno, si spera non troppo lontano, i “grandi” della terra si renderanno conto che la vera economia e la vera ricchezza la stiamo distruggendo con la nostra superficialità e si provvederà per un cambio di rotta. Aiutiamo il mondo. Aiutiamoci.

Filomena Oronzo

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