La Sociologia, in quanto scienza che si occupa della complessità sociale della vita umana, si colloca come discipli­na eclettica e multidimensionale all’interno del mondo sanitario.

Sociologia della salute

In particolare, la Sociologia della salute ha come scopo di “contestualizzare gli eventi pa­tologici e le loro caratteristiche emergenti entro un ambito problematico, che si estende al di là delle sole componenti bio-organiche” (Giarelli, Vignera 2004). In sostanza, la sociologia della salute studia come la complessità sociale della vita umana influisce sulla salute e il benessere individuale e collettivo. L’influenza della sociologia della salute la si colloca su tre piani, quello della:

La sociologia della salute: nuovi scenari di studio
La sociologia della salute: nuovi scenari di studio
  • Microsociologia della salute: il ruolo di malato, illness/health comportamenti, diversi modelli di relazione medico-paziente, salute e vita quotidiana,  genere, corso di vita e salute, pratiche di benessere, educazione/formazione alla salute.
  • Mesosociologia della salute: concetto di lavoro sanitario/di care, sociologia delle professioni sanitarie, reti sociali e salute, analisi delle organizzazioni sanitarie e management, benessere sociale, promozione della salute (specie a livello di comunità).
  • Macrosociologia della salute: politiche per la salute, concetto di sistema sanitario, sistemi sanitari comparati, sistema sanitario ed ecosistema, stili di vita, rappresentazioni sociali, culture della salute, comunicazione della salute.

Agli albori della sociologia della medicina

Si assume convenzionalmente che la disciplina della Sociologia della salute nasca fra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50 con gli studi struttural-funzionalisti di Talcott Parsons sul ruolo del malato (sick role), che spiegavano la dimensione e la funzione sociale della salute e della malattia. A Talcott Parsons attribuiamo la paternità di quella branca della sociologia che nell’arco degli ultimi sessant’anni si è occupata di salute/malattia e sistema sanitario con i vari sub-sistemi, riconosciuta inizialmente come Sociologia della/nella Medicina (Medical Sociology) mentre oggi si identifica nella dimensione olistica di Sociologia della Salute. Parsons parte dell’assunto che 

ogni fenomeno sociale è il prodotto di un sistema di relazioni e di azioni sociali ove il sistema sociale è niente meno che il contesto in cui gli uomini agiscono. Il sistema sociale è costituito da parti connesse tra loro, suddivisibili in macro e micro dimensioni, interne ed esterne al subsistema di riferimento. Dalla interconnessioni delle variabili di un subsistema (o del sistema stesso) si possono generare effetti strutturali che possono essere “funzionali” o normali” e effetti cosiddetti “devianti”.

Malattia come devianza

La malattia, quindi è intesa come  devianza” da parte del “malato” poiché non in grado di ricoprire i propri ruoli. In seguito, la disciplina sociologica in materia di salute si è sviluppata attraverso l’integrazione di altri paradigmi sociologici, come il concetto di iatrogenesi sociale di Ivan Illich. Quest’ultimo, acuto critico delle società moderne, nel 1976 scrisse “Nemesi medica”, in cui contestava la medicina ufficiale e l’estensione del suo potere sulla società. Il saggio si apre con un’affermazione forte e provocatoria: “La corporazione medica è diventata una grande minaccia per la salute“. Per Illich la medicina provoca non solo essa stessa la malattia (iatrogenesi) ma diventa una macchina per creare consumatori incapaci di avere consapevolezza e saper autogestire la propria salute.

Concetti e categorie: le basi della sociologia
Concetti e categorie: le basi della sociologia

Tre tipi di iatrogenesi

Per Illich ci sono tre tipi di iatrogenesi:

  1. quella clinica: l’applicazione di cure mediche, lungi dal guarire l’individuo dalla malattia, funzionano a loro volta da agenti patogeni. Spesso, infatti, sono farmaci, medici e ospedali a causare malattie di vario tipo, ancora più di batteri, virus o altre cause note
  2. quella sociale: i sintomi di supermedicalizzazione sociale emergono quando la cura della salute si tramuta in un diktat nascosto e standardizzato, stabilendo che cosa è “deviante” rispetto al concetto di salute.
  3. quella culturale: civiltà medica ha ridotto il dolore a problema tecnico e lo ha privato del significato personale, trattandolo allo stesso modo per tutti. Invece il dolore è il sintomo di un confronto con la realtà e non può essere “oggettivamente misurabile”. L’uomo occidentale, secondo Illich, ha perso anche il diritto di presiedere all’atto di morire e viene espropriato della libertà di scelta su di sé e sulla propria salute.

Illich, insomma, tratta temi che ancora oggi appaiono molto attuali e che riconduciamo alle logiche capitalistiche spesso fumose delle case farmaceutiche, delle multinazionali della salute le quali oscillano brutalmente tra la necessità di fatturare e quella di curare.

La nascita della sociologia della salute

 La Fenomenologia fu la vera svolta. Infatti, l’approccio fenomenologico ha “rivoluzionato” il modo di leggere ed intendere la salute/malattia poiché ha tentato, di superare l’anacronistica dicotomia cartesiana tra “res cogitans” e “res extensa”, unificando dunque le due dimensioni. I fenomenologi, nelle loro differenti scuole, soffermano il loro interesse sul concetto di Sè (Self). Le parole chiavi della sociologia fenomenologica sono azione sociale, intersoggettività, intenzionalità, comunicazione di senso, distribuzione della coscienza, senso comune, comprensione dell’altro”. La medicina dunque, non può prescindere dall‘individualità del paziente, ma deve instaurare con questo un rapporto empatico tale da facilitare il ben-essere dell’assistito.

Fenomenologia dei social network

Facciamo risalire le origini della sociologia della salute agli anni ’70 con Achille Ardigò e il suo gruppo di studiosi dell’Università di Bologna della Scuola di Specializzazione in Sociologia Sanitaria, che produssero un nuovo paradigma, quello correlazionale. Ardigò, sociologo e politico italiano, ha generato un modello teorico caratterizzato da un approccio multidimensionale: l’approccio fondante l’impostazione connettivo-sistemica. Il gruppo di lavoro Bolognese è riuscito ad allargare l’orizzonte al più vasto campo sociale della salute letto secondo un approccio teso a riconnettere sistema sociale e fenomenologia dell’esperienza individuale della salute/malattia .

Secondo Achille Ardigò

Secondo Achille Ardigò, il sistema sanitario al centro di un quadrilatero ai cui angoli vi sono quattro concetti base:

Prof. Achille Ardigò
  • Natura esterna: ambiente in cui si generano agenti patogeni ed i relativi percorsi di prevenzione/cura/riabilitazione;
  • Sistema sociale: il teatro in cui i soggetti interagiscono attraverso rapporti interpersonali, costituendo gruppi sociali semplici (famiglia) e complessi (stato);
  • Soggetto: individuo immerso nei propri mondi vitali, ossia il soggetto inteso come Ego e come Self;
  • Natura interna: dimensione bio-psichica del soggetto,

L’interconnessione tra queste 4 dimensioni crea altre 4 connessioni ove è possibile individuare tutte gli aspetti del sistema sanitario sia di tipo microscopico (relazione medico-paziente) sia di tipo macroscopico (politica ed economia sanitaria, interventi medico-scientifici su larga scala) e mesoscopiche (organizzazioni sanitarie locali).

4 connessioni

Le 4 connessioni prodotte dall’intersecazione tra le 4 dimensioni ed il sistema sanitario sono identificate in:

  • ecologica del sistema sanitario, relativa alle risorse che l’ambiente mette a disposizione e al loro utilizzo mediante la divisione sociale del lavoro sanitario in relazione alle forme di differenziazione sociale.
  • strutturale, relativa ai rapporti fra tale sottosistema e gli altri sottosistemi sociali come quello politico, economico e culturale.
  • fenomenologica, relativa all’integrazione dell’esperienza vissuta della salute/malattia da parte del soggetto cosciente nell’ambito istituzionale.
  • bio-psichica, relativa alla valutazione dei suoi effetti sulla salute dei soggetti in quanto persone dotate di corpo/cervello.

Ottica “multi”

Questa è la Sociologia della Salute che centra la propria attenzione non ad un particolare sub-sistema sociale ma tenta di analizzare aspetti della Salute attraverso un’ottica multidimensionale, multidisciplinare e multifunzionale. Con gli studi del gruppo di Bologna si voleva arrivare, insomma ad una Sociologia Sanitaria e della Salute che non si concentrasse unicamente sul sistema sociale e sull’organizzazione istituzionale delle cure, ma includesse anche la natura esterna (ambiente fisico), la natura interna (il corpo mente) ed il sé.

“La sociologia della salute analizza i modi attraverso cui, in un determinato tempo e ambiente sociale, si definisce la salute, si promuove il benessere sociale, si fronteggiano le malattie, le disabilità e il malessere. Include l’analisi della medicina, del sistema sanitario, delle pratiche terapeutiche, delle situazioni di malattia, disagio e malessere, dei comportamenti sociali, delle credenze e rappresentazioni sociali, delle pratiche di cura, dei fattori incidenti sul benessere sociale individuale e collettivo, dei modi in cui viene promossa la qualità della vita, delle politiche sanitarie e del benessere.” (Manifesto costitutivo della sezione Ais- Salute).

Ma cos’è la salute?

L’OMS ci dice che non né semplice assenza di malattia, ma riguarda il mantenimento e la promozione di uno stato di benessere fisico, emotivo e sociale in cui le relazioni giocano un ruolo molto importante. «La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non corrisponde soltanto all’assenza di malattia o infermità». Ecco le diverse visioni del concetto di Salute:

  • ASSENZA: concezione dualista negativa
  • PRESENZA: concezione dualista positiva
  • TOTALITÀ ed EQUILIBRIO: (interno-esterno) concezione olistica
  • RELAZIONE (fra parti, interpersonale, con l’ambiente): concezione relazionale-evolutiva.
SOCIOLOGIA DELLA MEDICINASOCIOLOGIA DELLA SALUTE
1.Salute come dimensione organica 2.Paradigma biomedico 3.Istituzione sanitaria(ospedale) 4.Cura come approccio tecnico 5.Medicalizzazione della vita 6.Medico unico professionista 7.To cure: tecnica “guaritiva”: guarire la malattia con un determinato trattamento o con farmaci1.Salute come dimensione co- involgente 2.Dimensione biopsicosociale 3.Territorio:continuità delle cure 4.Ricomposizione delle cure 5.Demedicalizzazione della vita 6.Multiprofessioni 7.To care: prendersi cura di .. Aiutare una persona a perseguire il suo progetto di vita con le competenze proprie della professione non solo sanitaria, puntando sullo sviluppo del potenziale umano

Perché è necessaria la figura del sociologo della salute?

La figura del sociologo è prevista negli orga­nici delle organizzazioni sanitarie da circa qua­rant’anni, ossia a partire dalla legge n. 833/1978, e promulgata negli anni in cui in Italia viveva e maturava il dibattito sociologico con Ardigò. Da tale dibattito è scaturita anche una de­finizione del ruolo del sociologo, attualmente impegnato in molte aree, spesso in posizioni di­rigenziali. Alcuni degli ambiti di applicazione sono: la ricerca sociale, il sistema informa­tivo, l’educazione e la comunicazione sanitaria, la formazione, la programmazione e l’integra­zione nelle politiche socio sanitarie. Il sociologo è scienziato sociale, in quanto svolge attività di ricerca e di sperimentazio­ne, di pianificazione, di programmazione e di progettazione, di organizzazione e di valu­tazione, e in quanto si dedica alla formazione didattica, alla consulenza, certificazione, in­formazione e comunicazione infra-organiz­zativa ed etero-organizzativa.

Riconoscimento

Il riconoscimento della sua valenza nell’architet­tura partecipativa in ambito sanitario è fondamentale affinchè non si disperda una risorsa importante. Ce lo insegna questo tempo difficili segnato da una epidemia che sta sconvolgendo totalmente le nostre esistenze.  Avrebbe fatto tanto bene alla società impaurita e disorientata, una comunicazione affidabile e credibile anche da parte di scienziati sociali e di sociologi della salute, in grado  di veicolare i giusti messaggi in tema di salute e malattia. Ma il valore aggiunto del sociologo della salute, sarebbe stato estremamente utile anche a livello meso e macrosociologico nel contenere la destabilizzazione subita dai sistemi sanitari e le turbolenze traumatiche che hanno sconvolto famiglie e operatori sanitari.

Sonia Angelisi

Per approfondire…

Bibliografia

  • Ardigò (1997), Società e salute. Lineamenti di sociologia sanitaria Milano, Franco Angeli.
  • Amaturo E. (2012), Metodologia della Ricerca Sociale, Novara, De Agostini Scuola
  • Barnes M. (2003), I nuovi movimenti sociali degli utenti e dei carer, in Folgheraiter F., (a cura di), La liberalizzazione dei servizi sociali. Le professioni di aiuto fra concorrenza e solidarietà, Trento, Erickson.
  • Bissolo G. e Fazzi L. (2005), Costruire l’integrazione sociosanitaria. Attori, strumenti, metodi, Roma, Carocci.
  • Cipolla (2004), Manuale di sociologia della salute, Milano, Franco Angeli.
  • Giarelli G., Vignera R. (2004), Sociologia e Sociologia della salute: andata e ritorno, Milano, Franco Angeli.

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