Il sovraccarico informativo è conosciuto anche come Information Overload: questo fenomeno si verifica quando si riceve una quantità tale di informazioni da creare disordine e confusione tale da rendere impossibile il poter prendere una decisione. L’esponenziale sviluppo della tecnologia ha contribuito alla diffusione di questo fenomeno. La grande quantità di informazioni che si ottengono dai nuovi media come Internet, può inibire la capacità di selezionarle e scegliere una posizione riguardo una specifica tematica. Spesso questa moltitudine d’informazioni viene percepita come un “rumore” in termini cognitivi, dato che uno stesso fatto può avere interpretazioni diametralmente opposte o può essere confutato da un’altra informazione.

Due fenomeni collegati al sovraccarico informativo

Nel corso degli anni sono stati individuati due principali fenomeni strettamente collegati al sovraccarico informativo: l’Information Fatigue Sindrome (IFS) e l’Information Anxiety, entrambe derivanti dallo stress del dover fronteggiare una quantità eccessiva d’informazioni.

L’ansia da informazione (Information Anxiety)

Il termine Information Anxiety è stato coniato da Richard Saul Wurman nel 1989 ed individua una condizione di stress causata dall’impossibilità di accedere, capire o fare un uso dell’informazione necessaria. L’ansia da informazione è definita da Wurman come “il prodotto del sempre più ampio divario tra ciò che capiamo e quello che pensiamo di capire. È il buco nero tra i dati e la conoscenza“.

L’information Anxiety sembra essere un concetto distinto dall’Information Overload, seppure strettamente connesso a quest’ultimo. Gli studiosi Baron e Wood sostengono che i soggetti sviluppano l’ansia da informazione quando i compiti che stanno svolgendo diventano più complessi, quando aumenta il numero e la forza delle distrazioni, quando gli vengono affidati compiti nuovi o con i quali non hanno ancora dimestichezza.

L’ansia da informazione è dovuta quindi principalmente alle difficoltà nell’accedere ai dati piuttosto che alla sensazione di esserne bombardati e non sottolinea particolari manifestazioni fisiche come avviene nel caso dell’Information Fatigue Syndrome.

La sindrome da affaticamento informativo (IFS)

Nel 1990 la Reuters News Agency commissionò una ricerca riguardante i problemi di gestione dell’informazione nei luoghi lavorativi a David Lewis; ne uscì fuori un importante studio dal titolo “Dying For Information?”. Lewis individua una serie di sintomi che derivano dall’Information Overload e li racchiude nella sua sindrome da affaticamento informativo. Tra le manifestazioni più frequenti osservate nei knowledge workers, e in particolare nei manager, sono comprese:

  • confusione e frustrazione;
  • dolori di stomaco e mal di testa;
  • dimenticanze;
  • malumori ed irritabilità;
  • ansia e dubbi su di sé;
  • insonnia.

Secondo Lewis, queste manifestazioni fisiche del sovraccarico informativo si trasformano in un peggioramento della qualità delle decisioni prese e in una paralisi della capacità analitica, detta anche “paralysis for analysis”. Questa paralisi può infatti costringere il cervello a lavorare in modalità-panico, con una conseguente lettura erronea delle informazioni a disposizione. Questa è una delle cause che porta molti professionisti a prendere decisioni avventate e spesso sbagliate. L’Information Fatigue Syndrome affligge in modo cronico specialmente chi per lavoro è costretto a gestire una grande quantità di informazioni.

Rino Carfora

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Pellegrino Carfora

SEO con la passione per la Sociologia, in particolare mi piace fare riflessioni su tematiche attuali e legarle alle teorie sociologiche.