Oggi occorre ripensarsi nel cambiamento, e quindi, quale disciplina migliore per affrontarlo se non la sociologia? questo è un tema molto complesso da affrontare ma iniziamo a ragionarci insieme partendo dai fondamentali, con l’aiuto del padre della sociologia Italiana, il professor Franco Ferrarotti che gentilmente ha fornito degli ottimi spunti di riflessione.

La Sociologia oggi

1) Professore, che ruolo gioca la sociologia in questo periodo storico?

Franco Ferrarotti – “Non ci possono essere soluzioni per problemi sociali se prima non vengono analizzati nei loro termini specifici. La sociologia è lo strumento di questa analisi prioritaria”.

Intervista esclusiva a Franco Ferrarotti: 3 domande al padre della sociologia
Franco Ferrarotti, padre della sociologia Italiana

La sociologia è la scienza che studia le trasformazioni sociali, cioè i cambiamenti. Pare quindi assolutamente cruciale acquisire lo sguardo sociologico indipendentemente dalla nostra professione, ruolo o ideologia. Pensare sociologicamente (Bauman, 2000) ci aiuta a comprendere il tempo in cui viviamo.

2) Perché è importante studiare la sociologia per lei oggi?

F. F. – “Perché serve a sfatare le illusioni utopistiche: non solo a proclamare le riforme, ma studiarne e favorirne la tecnica, il modo pratico per attuarle e per controllare le eventuali conseguenze inaspettate”.

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Accompagnare i processi di transizione è uno dei ruoli del sociologo. Contrariamente a quanto si crede il pensiero sociologico è molto concreto poiché disvela l’apparente e ci consente di immaginare scenari futuri. Grazie alla sociologia in pratica, possiamo esercitare il nostro pensiero critico, maturare nella realtà.

Max Weber e i ricercatori di oggi

3) In un video di promozione pubblicato su youtube dalla casa editrice Armando Lei parla del suo ultimo libro in uscita in occasione del centenario di Max Weber. Ha parlato di Weber come studioso in controtendenza con quelli di oggi che aspettano dal mercato i temi di ricerca. Lei pensa che questo cambiamento abbia giovato o meno al lavoro del sociologo?  

F. F. – “Max Weber era una figura di studioso che oggi va scomparendo: la cultura come progetto di vita e non come piattaforma per avere riconoscimenti e prebende; i problemi come esigenze interne del procedimento della ricerca scientifica e non in base alle richieste, inevitabilmente erratiche del mercato”.

Oggi il sociologo deve acquisire molte più competenze per adeguarsi alle esigenze del mercato. Tuttavia non bisogna dimenticarsi di una cosa: la curiosità. Cercare di sopravvivere è un imperativo delle nostre vite, certo, ma cercare il proprio posto nel mondo, il lavoro dei sogni fatto con passione è anch’esso un imperativo che le persone devono accettare e a cui non deve mai rinunciare.

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4) Ha dei consigli per i giovani studenti e i giovani ricercatori che vogliono intraprendere il mestiere del sociologo?

F. F. – “Guardarsi dentro, interrogarsi. Non farsi de-concentrare dai troppi stimoli e dall’eccesso di informazioni. Elaborato il proprio progetto, rinunciare a tutto il resto e buttarci dentro la vita“.

Bibliografia

  • Zygmunt B., Pensare sociologicamente, Ipermedium, Napoli, 2000;
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