Negli ultimi tempi, si percepisce sempre più la città come un insieme di perfetti sconosciuti: persone che frequentano i medesimi luoghi, i medesimi spazi, ognuno senza nemmeno guardarsi in faccia. Il dilemma nasce da una domanda semplice: se molte persone sono così vicine, perché si mantiene una forte distanza, risultando improbabili relazioni più complesse? Per quanto segue, si farà un’analisi sociologica comprendendo alcune delle cause.

Aspetti della città contemporanea

La forma attuale della città è alquanto complessa, segnata da processi di urbanizzazione crescenti, ritmi di vita sempre più accelerati, dove si connotano via via aspetti di socialità ambigui se si considera l’essere tutti vicini e connessi dalla metropoli. Se volessimo riprendere il pensiero di Augé sui non-luoghi, spazi della modernità privi di identità, memoria e relazioni, destinati alla fluidità piuttosto che all’esperienza sociale, fa sì che la città dia un forte senso di anonimato. Le persone spesso condividono gli stessi spazi, ma ognuno rinchiuso nella propria individualità metropolitana, pensando agli esami per l’università, al lavoro, alle varie commissioni da fare, o semplicemente a sé stessi.

Per questo al discorso si aggiunge anche la progressiva funzionalizzazione degli spazi urbani, orientati alla mobilità, al consumo, alla produttività, piuttosto dell’incontro sociale spontaneo. Basti pensare ai bar, locali o alle discoteche, luoghi nati per la socialità, dove però risulta difficile instaurare realmente rapporti con degli sconosciuti. Questi luoghi, che connotano prossimità fisica, al tempo stesso non connotano possibilità di approccio sociale, producendo forme di co-presenza anonima in cui gli individui pur condividendo i medesimi spazi, tuttavia, restano distanti.

Come si comportano gli individui in città

All’interno del contesto metropolitano, la frenetica attività delle proprie vite qui vissute, ma anche la sovrabbondanza degli stimoli, fanno sì che gli individui adottino attitudini comportamentali in un certo modo funzionali a tale ambiente sociale. Una delle principali può essere la tendenza al distacco relazionale, che si manifesta attraverso interazioni più repentine, fluide, a bassa intensità emotiva. Inoltre, soprattutto in tali contesti, dove ognuno è concentrato sulla propria vita e come portarla avanti, fa sì che gli individui tendino a selezionare più rigorosamente i propri rapporti sociali, alla luce di una maggiore riflessività su sé stessi, su chi si è, cosa differenzia me dagli altri, selezionando chi è più simile alla propria persona piuttosto che il contrario.

L’antitesi di una comunità, dunque, dove le relazioni sono più “meccaniche”, e meno pensate, direbbe Tönnies. Infatti, nella comunità, le relazioni sono più date dalla consuetudine e dalla prossimità, al contrario della città, dove sono più riflessive e selettive.

Relazioni metropolitane

La città, pur offrendo molteplici opportunità d’incontro, non garantisce però la qualità e la profondità dei legami. Si possono sviluppare reti sociali ampie ma tendenzialmente deboli, dove i rapporti spesso sono legati esclusivamente a luoghi specifici come la scuola, l’università o l’ambiente di lavoro. Legami quindi molto circoscritti e facilmente sostituibili, se non si frequentasse più quello spazio.

Inoltre, c’è sempre meno tempo per la socialità, riprendendo il pensiero di Rosa, alla luce di una repentina accelerazione sociale vissuta in tali contesti, dove il tempo che occupa l’essere produttivi, supera quello dell’essere sociali. Sicuramente la città contemporanea, come anticipato, offre molte possibilità, connotando forme di socialità particolari, talvolta più dinamiche, ma meno stabili.

Nicola Marzocchella

Riferimenti

  • Augé, M. (2008). Nonluoghi. Introduzione a un’antropologia della surmodernità. Milano: Elèuthera.
  • Giddens, A. (2001). Identità e società moderna. Santa Maria Capua Vetere: Ipermedium Libri.
  • Granovetter, M. (1973). The strength of weak ties. American Journal of Sociology, 78(6), pp.1360–1380.
  • Rosa, H. (2015). Accelerazione e alienazione. Per una teoria critica nella tarda modernità. Torino: Einaudi.
  • Simmel, G. (2013). Le metropoli e la vita dello spirito (P. Jedlowski, Ed.) Roma: Armando Editore.
  • Tönnies, F. (2011). Comunità e società (M. Ricciardi, Ed.). Roma-Bari: Laterza.