Il concetto di complessità ha una rilevanza notevole in sociologia. Essa è la parola chiave con la quale ci si deve muovere per comprendere la natura intricata e sfaccettata dei fenomeni. In sociologia, il termine “complessità” si riferisce alla diversità, all’interconnessione e alla dinamicità dei processi sociali e delle strutture sociali. Proviamo a esaminare più da vicino questo significato sociologico di complessità, dando qualche suggestione e idea di applicazione per le analisi sociali.

La complessità, un termine da chiarire

Come accennato, la complessità in sociologia si riferisce alla presenza di molteplici elementi, variabili e attori all’interno di un sistema sociale. Tuttavia è importante chiarire un passaggio fondamentale: complesso non è sinonimo di complicato. Il primo termine si riferisce alle componenti di un sistema e alle loro interazioni, il secondo si usa solitamente per caratterizzare un problema in relazione al suo grado di difficoltà. In relazione alla società dunque, la complicazione dei fatti può nascondere un arteficio logico, e può implicare una problematica da risolvere. Invece la complessità indica che non c’è da fermarsi alle apparenze, che c’è un di più da considerare: non è tutto bianco e nero, ma le situazioni vanno inquadrate come fatti sociali, e dunque, come questioni da affrontare.

Questo passaggio risulta fondamentale poiché, soprattutto nell’ambito della comunicazione, inquadrare un fenomeno come una questione e non come un problema può aiutarci a stare attenti su giudizi di valore e pre-giudizi che possono avvenire nei riguardi di un nostro interlocutore e/o del contesto con il quale ci stiamo interfacciando.

Questi fatti sociali dunque, possono includere individui, istituzioni, norme culturali, relazioni di potere e processi economici. La complessità allora, deriva anche dall’interconnessione e dall’interazione dinamica tra questi diversi elementi, che possono generare risultati imprevedibili o emergenti.

Tra dinamicità e cambiamento

Un altro aspetto fondamentale della complessità sociale è la sua natura dinamica e in continua evoluzione. I fenomeni sociali non sono statici, ma piuttosto soggetti a cambiamenti nel tempo e nello spazio. Questi cambiamenti possono essere influenzati da una vasta gamma di fattori, tra cui innovazioni tecnologiche, trasformazioni economiche, movimenti sociali e cambiamenti culturali. La complessità sociale riconosce quindi la necessità di considerare il contesto storico e situazionale nel comprendere i fenomeni sociali. Detto in altri termini: la società è qualcosa di complesso, ergo, va studiata in maniera complessa.

Approcci alla complessità in sociologia

Nella sociologia contemporanea esistono diversi approcci teorici e metodologici per studiare la complessità sociale. Vediamone alcuni:

  1. Teoria dei sistemi complessi: Questo approccio si basa sull’idea che i fenomeni sociali possano essere analizzati come sistemi complessi, composti da componenti interagenti e interdipendenti. Questa teoria utilizza concetti come auto-organizzazione, adattamento e emergenza per spiegare i vari fenomeni sociali.
  2. Analisi delle reti sociali: Questo approccio si concentra sull’analisi delle relazioni sociali e delle strutture di interconnessione tra attori sociali. Studiando le reti sociali, gli studiosi possono identificare modelli di connessione e influenza all’interno di gruppi sociali o tra gruppi diversi.
  3. Metodologie qualitative complesse: Alcuni ricercatori utilizzano metodologie qualitative complesse, come l’indagine etnografica o l’analisi del discorso, per esplorare la complessità dei contesti sociali. Queste metodologie consentono una comprensione approfondita delle pratiche, dei significati e delle relazioni sociali all’interno di contesti specifici.

Una comprensione più approfondita della complessità sociale può contribuire a sviluppare politiche pubbliche più efficaci, promuovere l’innovazione sociale e affrontare in modo più adeguato le sfide contemporanee, come la globalizzazione, l’ineguaglianza sociale e il cambiamento climatico.

Edgar Morin e la complessità

Edgar Morin

Integrando il pensiero di Morin al significato sociologico di complessità possiamo arricchire la nostra comprensione dei fenomeni sociali in modo più profondo. Per Morin, la complessità è un antidoto all’atomizzazione ed alla separazione. La teoria dei sistemi complessi infatti è basata sull’idea che in un sistema isolato cresca irreversibilmente il disordine, l’entropia che lo condurrebbe alla morte. Sono invece gli scambi continui di un sistema aperto che definiscono la vita ed il suo equilibrio in divenire. Ma vediamo in dettaglio il suo pensiero in maniera articolata:

  1. Complessità e incertezza: Morin sottolinea che la comprensione dei sistemi complessi richiede l’accettazione dell’incertezza e della non linearità. I fenomeni sociali sono caratterizzati da molteplici interazioni e variabili, il che rende difficile prevedere i loro esiti con certezza.
  2. Ricorsività: Morin enfatizza il concetto di “ricorsività”, che si riferisce alla presenza di relazioni circolari e feedback all’interno dei sistemi complessi. Questo principio suggerisce che i fenomeni sociali sono spesso influenzati da feedback che possono amplificare o attenuare i loro effetti nel tempo.
  3. Connessione e interconnessione: Morin evidenzia l’importanza delle relazioni e delle interconnessioni tra gli elementi all’interno dei sistemi complessi. Questo principio sottolinea che i fenomeni sociali devono essere studiati nel contesto delle loro interazioni reciproche e delle influenze reciproche. Se “noi siamo educati a una iper-semplificazione, che scarta tutto ciò che non rientra nello schema della riduzione, del determinismo, della decontestualizzazione” (Morin, 2017), allora la complessità è la sfida che abbiamo di fronte.

La sociologia della complessità: gli approcci di Morin

Il pensiero di Morin promuove diversi approcci. Innanzitutto un approccio olistico allo studio dei fenomeni, in cui si che cerca di comprendere i sistemi sociali nel loro insieme anziché analizzarli separatamente. Sussiste poi un approccio metodologico basato sul dialogo tra diverse prospettive e discipline. Nella sociologia della complessità infatti, questo approccio può favorire la collaborazione interdisciplinare e l’integrazione di diversi punti di vista nel tentativo di comprendere la complessità dei fenomeni sociali. Infine, Morin incoraggia un approccio ecologico allo studio dei sistemi sociali, che tiene conto delle interazioni tra gli esseri umani e il loro ambiente sociale e naturale. Quest’ultimo approccio può contribuire a una comprensione quanto più completa delle implicazioni sociali e ambientali delle dinamiche complesse.

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